Osservazioni tecniche e generali in merito al progetto denominato "PORTO CAVOUR" per il rilascio della concessione demaniale riguardante lo
specchio portuale del porto di S. Margherita Ligure, nonché delle porzioni di area a terra e fabbricati, presentato da "ATI-PORTO CAVOUR".
In relazione al progetto presentato da "ATI-PORTO CAVOUR" per il rilascio della concessione demaniale riguardante lo specchio portuale del porto di S.
Margherita Ligure, nonché delle porzioni di area a terra e fabbricati, i sottoscritti autori della presente relazione desiderano esporre le seguenti
osservazioni al Progetto di ristrutturazione del Porto di Santa Margherita Ligure denominato "Porto Cavour".
«La necessità di un intervento attento ed adeguato al valore paesaggistico dell'area sammargheritese è stata testimoniata dalla preoccupazione e
dall'interesse manifestato, a suo tempo, in merito, dall'arch. Renzo Piano.
Per cui ci auguriamo, di vero cuore, che venga messa la parola fine ad ogni rischio di scempio, e cioè la cementificazione del nostro approdo. Di
questo va dato atto a coloro che, in questi anni, hanno sostenuto una battaglia ambientale a difesa del porto, non per ultimo l'Arch. Renzo Piano.
Tuonare fulmini e saette contro gli ambientalisti (e Renzo Piano) è un atteggiamento che non deve appartenere alla politica, il cui compito dovrebbe
essere quello di ascoltare, coordinare, unire, capire. Purtroppo così non è.
Anzi, sotto quest'aspetto, il dibattito, oltre che limitato a ristretti gruppi, ha visto deprecabili cadute di stile consumate da interventi
polemici ed irriguardosi verso l'impegno civile serio ed autorevole di chi evidentemente ama la Città.
Per dirla chiara, riteniamo lesivi degli interessi della Città gli interventi svolti contro gli ambientalisti e contro Renzo Piano.
La verità è che il centro della vicenda è stato occupato, in questi tempi, da una sciocca testardaggine a voler proseguire sulla strada delle
brutture ad alto impatto ambientale.
Infatti, il prolungamento della diga foranea di 80 metri ha già prodotto il massimo possibile della sicurezza non solo dell'ambito portuale, ma
altresì della zona dei giardini a mare e del quartiere di Ghiaia.
Tutti dovremmo sentirci impegnati nella necessaria riflessione sulla razionalizzazione dello spazio interno portuale sulla base proprio delle
preziose indicazioni fornite da Renzo Piano, se sapremo rifuggire dalla sterile volontà di dividere la Società sammargheritese in buoni e cattivi sulla
base delle legittime idee che debbono da ciascuno provenire».
Questa premessa alle nostre osservazioni, che facciamo nostra e che condividiamo "in toto", è tratta da un documento del 2007 redatto dall'associazione
"Gente per Santa", che fa capo all'attuale sindaco di S. Margherita Ligure Roberto De Marchi.
Anche in occasione di queste "osservazioni" al progetto presentato da "ATI PORTO CAVOUR", diciamo ("a futura memoria") che quanto da noi scritto dovrà
servire a ribadire che a Santa Margherita Ligure il nostro bene più prezioso è il territorio.
Detto ciò, facciamo presente quanto segue:
In conclusione, con la realizzazione del progetto presentato da "ATI PORTO CAVOUR", non si ravvisano reali vantaggi per la comunità dei cittadini di
Santa Margherita Ligure, ma solo gravami e costi in termini di consumo del territorio, maggiore inquinamento, perdita di imprese locali, decadimento del
turismo di fascia alta, impoverimento dell'immagine del luogo e del valore immobiliare .
L'unico reale fruitore dei vantaggi sarebbe la "ATI PORTO CAVOUR", ma a spese di un bene comune quale il territorio, il mare e l'ambiente che è un
bene di tutti e non può essere alienato senza che per la comunità ci siano ricadute positive e durature. L'unica sicurezza duratura di questo progetto è
che la natura del borgo di mare di Santa Margherita Ligure sarà stravolto per sempre ed irrimediabilmente. Una sicurezza il cui altissimo costo la
comunità non può e non deve pagare.
A completamento di queste nostre osservazioni, vogliamo riportare, ancora una volta (come abbiamo già fatto in occasione della presentazione delle
osservazioni al progetto presentato dalla S.p.A. "Santa Benessere & Social", uno degli ultimi articoli di Indro Montanelli, Maestro del giornalismo,
cittadino onorario di Santa Margherita Ligure nel 1998. Lo scrisse nell'aprile del 2001, pochi mesi prima della sua scomparsa terrena. Lo riproponiamo,
in chiusura di questa nostra analisi, perché dal punto di vista culturale rappresenta al meglio il pensiero nostro e delle associazioni che
rappresentiamo:
Scriveva Indro Montanelli dieci anni fa:
«Se avessi vent'anni di meno, mi trasferirei a Santa Margherita Ligure, di cui sono anche cittadino onorario, come feci allora per richiamare
l'attenzione della pubblica opinione sui pericoli che correva quella splendida riviera e il promontorio di Portofino, sul quale girai anche un accurato e
abbastanza eloquente documentario. Ma già allora non nascosi alle autorità locali il mio pessimismo.
Troppi interessi premevano in direzione
contraria: la speculazione era lì all'agguato, pronta a sfruttare qualsiasi pretesto, anche il più abietto, per porre mano alle ruspe e dare sfogo
all'unica vera vocazione di questo nostro popolo di cialtroni che non vedono di là dal proprio naso: l'autodistruzione.
Ora, vecchio, stanco e sfiduciato, non ho più la forza di ricominciare certe battaglie di cui prevedevo il finale esito già quando le facevo. Dalle
notizie che appaiono sui giornali sembrerebbe che siano le Amministrazioni dei Comuni interessati ad aprire il varco alle ruspe. Magari fosse così: si
potrebbe ancora lottare contro lo scempio forse già in atto. Ma a che scopo insistere nel solito gioco di addossare tutte le colpe a una classe politica
che di colpe - intendiamoci - ne ha moltissime, ma non tutte?
Nella distruzione della vostra Riviera è responsabile tutta la vostra classe dirigente, non soltanto quella politica. Ne sono responsabili quella
imprenditoriale, quella finanziaria, quella mercantile, quella alberghiera. Tutti. Tutti, anche il cosiddetto uomo della strada: tutti abbacinati
dall'irruzione dei cantieri, fabbriche di miliardi e di posti di lavoro; dalla speculazione edilizia che prenderà d'assalto il territorio dando
agl'indigeni la grande occasione di arricchirsi con un orto.
Che pacchia! Una pacchia che durerà sei, sette, dieci anni, per poi ridurre questo angolo d'immeritato paradiso alla solita colata di cemento e di
asfalto.
Intendiamoci: io non sono un ambientalista, né parlo in nome degli ambientalisti che spesso impediscono ciò che invece è necessario non solo a
migliorare, ma anche a conservare. Ma la distruzione di un paesaggio come quello vostro è un crimine che dovrebbe valere ai responsabili la galera a
vita. Invece, oltre che un sacco di soldi, ci faranno sopra anche delle carriere e passeranno persino per benefattori
».
Ecco perché è importante decidere attentamente quale sarà l'avvenire di Santa Margherita Ligure.
Un passo falso potrebbe essere fatale. I nostri figli, i nostri nipoti e i figli dei nostri nipoti non ce lo perdonerebbero mai, mentre
nell'immediato futuro sarà nostro impegno ricordare ogni giorno le scelleratezze che potrebbero essere compiute oggi.