la Repubblica – 3 dicembre 2011
Camogli si sveglia?
"Dichiaro un interesse", come si suole dire nel parlamento inglese: ci abito.
Dunque: è rimasta quasi intatta, Camogli, attraverso gli anni.
Paradiso degli ambientalisti, però un po' addormentata. Di recente si è costruito un albergo. Adesso si programmano nuove case, fra la stazione e il
teatro. Con l'inevitabile dibattito: cemento sì, cemento no.
Il Comune ha sollecitato il parere della cittadinanza: ma non credo che sia disposto a concedere agli oppositori il diritto di veto. E così si pone
l'eterno dilemma. Ogni costruzione cambia l'esistente, e la Camogli che ora esiste è bella, è accogliente.
E' anche vero che oggi, se si costruisce, si costruisce in cemento, e il cemento fa paura.
D'altra parte, se non si fa mai niente, ci si addormenta: infatti Camogli è la bella addormentata.
Al Comune, i fautori del progetto dicono che la zona intorno al teatro è attualmente malandata.
Gli ambientalisti ribattono che si deve risanare e abbellire senza nuove costruzioni.
E' lo stesso dibattito, insomma, che si ripete in tutta la regione.
Conciliare il progresso con la salvaguardia è un compito arduo, lo scempio perpetrato negli ultimi 50 anni giustifica la diffidenza. Si imparerà mai
a crescere bene?