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Burlando, "ccà nisciuno è fesso"

Il 18 ottobre Burlando, presidente della Regione, afferma: «Non è ragionevole che un'opera come l'ospedale venga usato solo in piccola parte per scopi sanitari, la prima cosa da capire è cosa serve a Santa Margherita in termini di offerta sanitaria: il sindaco ne parlerà al suo interno e io con la vignetta 1 Asl. Ma sia chiaro che qui non si impone nulla a nessuno.»
Due settimane dopo, il 2 novembre, in conferenza dei sindaci, il suo assessore alla Sanità Montaldo ribadisce la necessità di vendere la struttura senza vincoli nella destinazione d'uso per poter incassare di più. I sammargheritesi ci guadagneranno non subendo aumenti di tasse!
Passi che quanto detto e scritto negli anni scorsi sia superato e stravolto per il peggioramento della situazione economica, ma è evidente che assistiamo ad un gioco delle parti mirato solo a rinnegare impegni già presi e ad estorcere l'Ospedale dei sammargheritesi.
L'operazione che sta andando in porto ha una precisa collocazione nel vocabolario: truffa, cioè "Reato di chi con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno".
Tanto più se la Regione si arrogherà il diritto di cambiare la destinazione d'uso del complesso, rapinando al Comune anche il diritto di pianificare la sua città.
Burlando, "qui nessuno è stupido".

L'operazione era nota da tempo, anche se l'elenco dei beni interessati è stato pubblicato solo recentemente: l'Art.23 della Legge Finanziaria Regionale 2011 (n.22 del 24/12/2010) indicava "La Giunta regionale, ai sensi della vigente normativa statale e regionale in materia di cartolarizzazione1 del patrimonio immobiliare, può realizzare operazioni di cartolarizzazione dei proventi derivanti dalla dismissione del proprio patrimonio immobiliare e di quello degli enti appartenenti al servizio sanitario regionale, nonché di altri enti pubblici aventi sede nel territorio regionale che ne facciano richiesta." e l'Art.22 stabiliva che "Gli enti… entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, trasmettono l'elenco dei beni immobili di cui al medesimo comma alla Giunta regionale che lo approva entro i successivi trenta giorni, individuando, previa convenzione per quanto concerne gli enti strumentali, i beni oggetto di dismissione e di valorizzazione." "I beni … sono ceduti dagli enti proprietari all'Azienda Regionale Territoriale per l'Edilizia (ARTE2) di Genova assumendo come corrispettivo il valore di stima degli immobili nello stato in cui si trovano e come prezzo differito il maggior valore derivante da eventuali procedure di valorizzazione." "Il valore di stima degli immobili nello stato in cui si trovano e la possibilità di eventuale maggior valore conseguente alla modifica della destinazione urbanistica degli stessi sono definiti tramite l'acquisizione di una stima da parte di una delle società direttamente o indirettamente controllate dalla Regione." "Le obbligazioni giuridiche scaturite dalle operazioni di alienazione dei beni … sono perfezionate entro il 31 dicembre 2011." Burlando e Montaldo

La conferenza dei sindaci del 6 dicembre approva un Ordine del Giorno presentato dal sindaco De Marchi:
"Considerato il Piano di dismissione del patrimonio immobiliare di Asl 4 adottato in seguito alla manovra patrimoniale di cui alla l.r. n. 22/2010.
Atteso che la dismissione dei beni immobili non è giustificata da un piano di investimenti tesi al potenziamento dei servizi socio-sanitari attualmente offerti dall'azienda sanitaria, benché gli indici demografici segnalino l'esigenza di aumentare particolari tipologie di prestazioni.
Visto che i beni indicati sono strutture funzionali di rilevante interesse pubblico di cui sarebbe grave privarsi sulla base di una politica di corto respiro che colpisce le fasce più deboli e più fragili della nostra società, ovvero i cittadini che più di altri necessitano di prestazioni socio-sanitarie e che, in molti casi, vivono con redditi posti ai margini della soglia di povertà.
Esprime Al direttore generale Asl 4 la propria contrarietà verso un Piano di dismissioni che depotenzia la sanità pubblica e comprime la sfera dei diritti alla salute, svilendo la missione morale della Regione Liguria in quanto articolazione della Repubblica Italiana.
Chiede A Regione Liguria di ritirare la manovra patrimoniale e di ricorrere ad altre forme più eque e lungimiranti di rifinanziamento del deficit, affermando in linea generale che il ricorso alla dismissione patrimoniale di immobili sanitari è un'extrema ratio di cui, nonostante la criticità dello scenario, non si ravvisano gli estremi né l'opportunità.
Censura preventivamente Qualsivoglia disposizione normativa con la quale Regione Liguria si arroghi eventualmente il diritto di modificare la destinazione d'uso dei propri immobili ai fini di una loro valorizzazione, ribadendo che questa è competenza inalienabile dei Comuni."

Per tutta risposta l'assessore regionale alla salute, Claudio Montaldo, il 20 dicembre afferma:
«L'ex ospedale di Santa Margherita Ligure deve essere cartolarizzato insieme agli altri beni delle Asl non più utilizzati a scopo sanitario. Si tratta di una tappa resa indispensabile dal mutato panorama politico regionale e nazionale per evitare le tasse ai redditi al di sotto dei 30.000 euro annui.
Gli ospedali di Santa Margherita e di Recco sono stati chiusi per consentire l'apertura del nuovo ospedale di Rapallo, rispondendo ad un processo di semplificazione necessaria in quanto l'innovazione della rete ospedaliera risponde di fatto anche ad imprescindibili esigenze di modernizzazione e di risparmio.
Inoltre in questo ultimo anno la situazione economica della sanità è radicalmente mutata, sia a livello nazionale, che regionale per un processo di tagli alla spesa pubblica. Per questo le iniziali ipotesi riguardanti l'ospedale di Santa Margherita di riconversione e di realizzazione di una struttura riabilitativa non possono più essere portate avanti. soldi e sanità
In questo momento il bilancio 2011 si chiude con un disavanzo di 150 milioni di euro e rispetto al 2009 abbiamo 100 milioni in meno dallo Stato.»
Per alleggerire la "pillola", proseguendo nella sua politica temporeggiatrice, aggiunge che « stiamo cercando un'area dove collocarla [la piastra ambulatoriale] perché si tratta di un servizio di cui la cittadina ha fortemente bisogno» ben sapendo che non lo farà mai.

Ignora così le osservazioni di alcuni consiglieri regionali «Questa Legge è iniqua perché di fatto espropria i Comuni dalla potestà decisionale urbanistica; infatti, se anche un Comune si oppone al cambio di destinazione d'uso, viene convocata una conferenza dei servizi con il parere predominante della Regione: tanto vale a dire che la Regione ha già deciso di trasformare gli ex ospedali sul territorio in alloggi di lusso, viste le posizioni degli stessi sul territori e pensiamo all'Ospedale di Alassio, a quello di Varazze, alla realtà di Costarainera e all'ospedale di Santa Margherita. La vendita di questi "gioielli di famiglia", acquisiti al patrimonio dell'Asl con legge nazionale, ma in precedenza quasi sempre di proprietà dei Comuni quando gli Ospedali erano affidati all'iniziativa comunale e molte volte frutto di lasciti di munifici donatori, ci trova consenzienti solo se le destinazioni d'uso fossero concordate con il Comune. Potrebbe essere l'occasione per creare, in questi plessi, edilizia convenzionata da affidare a cooperativa per realizzare prime case a prezzi calmierati per i cittadini più giovani, per le nuove coppie e comunque residenti nei Comuni. … Ora si vuole correre ai ripari per sanare il buco di bilancio della sanità ligure, che ci trascineremo anche l'anno prossimo senza però più avere nemmeno un patrimonio immobiliare a disposizione. #133; Siamo inoltre contrari al metodo di vendita degli immobili oggetto della cartolarizzazione che non prevedrebbe aste singole, che potrebbero maggiormente valorizzare questi beni e rendere al massimo le vendite. La Giunta regionale vorrebbe far acquisire all'Arte tutto il patrimonio ad un prezzo concordato, sicuramente inferiore all'effettivo valore di mercato.»

Pare che il Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) si sia espresso favorevolmente alla vendita: si tratta di un "parere obbligatorio" (il CAL ha una veste semplicemente consultiva), che la dice lunga sul funzionamento delle istituzioni e sul ruolo di rappresentanza del CAL, che non ha coinvolto i propri rappresentati. vighnetta 2
L'attuale Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) si è insediato il 14 aprile 2011 ed è presieduto da Alessandro Repetto (presidente della Provincia), il suo vice è Mentore Campodonico (sindaco di Rapallo). E' formato da 35 membri e Santa Margherita non è presente.
Oltre al danno anche la beffa: l'Art.1 della legge regionale che disciplina il CAL (nr.1 del 1 febbraio 2011) recita "La Regione, in attuazione dell'articolo 123, comma quarto, della Costituzione e degli articoli 1, 3, 13, 65, 66 e 67 dello Statuto, al fine di favorire la più ampia partecipazione degli enti locali ai processi decisionali della Regione ed informare i propri rapporti con le Autonomie locali a principi di pari dignità, di rispetto delle specifiche competenze e di leale collaborazione nell'interesse delle comunità rappresentate, disciplina il Consiglio delle Autonomie locali, con sede presso il Consiglio regionale - Assemblea legislativa della Liguria, quale organo di consultazione e confronto fra la Regione e gli enti locali e di rappresentanza unitaria del sistema delle Autonomie locali della Liguria."

Il 20 dicembre il presidente della Giunta Claudio Burlando conferma: «La Regione sta avviando le procedure per la cartolarizzazione degli immobili che sono imposte dalla difficile situazione economica del Paese. Cercheremo un gruppo privato sanitario intenzionato ad acquistare l'immobile, purché si impegni a lavorare senza chiedere convenzioni al servizio sanitario regionale che oggi non possiamo permetterci anche perché in Liguria abbiamo un eccesso di offerta. Se questo non si verificherà venderemo l'immobile impegnandoci a realizzare a Santa Margherita un ambulatorio anche più efficiente dell'attuale.», con quale credibilità è facile immaginare.
Il 22 dicembre il sindaco di Santa puntualizza la posizione del Comune in una lettera ai presidenti dei gruppi consiliari regionali « Non tutti forse sanno che il plesso ospedaliero di Santa Margherita Ligure è un immobile realizzato a monoblocco nel 1970, nato espressamente come ospedale, con tutte le caratteristiche edilizie tipiche della sua destinazione d'uso. Questo dettaglio non è secondario: il prezzo di vendita non potrà infatti non risentire degli alti costi di conversione o demolizione. Non solo: quali sono, chiedo, i costi che dovrà sostenere ASL per realizzare in altra sede la piastra ambulatoriale promessa? A queste considerazioni di carattere economico si aggiungono altri particolari, di carattere giuridico, che è essenziale tenere a mente: è bene innanzitutto ricordare che nel 1997 il Comune effettuò una donazione modale di 1 miliardo di lire a favore di ASL, con vincolo di destinazione. Similmente, è bene non sottovalutare le potenziali problematiche inerenti l'atto di nascita dell'ospedale, ossia la trasmissione del terreno della fu IPAB3 Ospedali Civili di Santa Margherita Ligure per la realizzazione della struttura ospedaliera. Tutto ciò senza contare che in caso di imposizione del cambio di destinazione d'uso da parte di Enti sovra ordinati al Comune, si aprirebbe un potenziale contenzioso amministrativo. Con tutte le conseguenze del caso. Il differenziale di valore ottenibile dalla vendita con cambio di destinazione d'uso rispetto alla cessione quale struttura sanitaria, i tempi necessari alla vendita con cambio di destinazione a fronte dei potenziali contenziosi, il riconoscimento di una volontà popolare diffusa e di un'effettiva necessità del territorio, portano a concludere che la conservazione del vincolo è senza dubbio la scelta più consona sia da un punto di vista politico che economico/amministrativo.»

Significativamente il Consiglio comunale di Santa e le forze politiche della Città, decisamente conflittuali su mille temi, ritrova su questo punto un'ampia coesione espressa nell'assemblea del 21 dicembre.
Pietro Chiarelli, presidente della Commissione consiliare per l'Ospedale, è esplicito «Non mi fido più di quello che dicono i signori della Regione. Nel 1997 i cittadini hanno dato 1 miliardo di lire per mantenere l'ospedale. Il 25 luglio del 2007 il sindaco Claudio Marsano, il direttore dell'Asl Paolo Cavagnaro e l'assessore regionale Claudio Montaldo sono venuti qui a tessere le lodi della sanità e hanno detto "chiudiamo Santa Margherita e apriamo la piastra ambulatoriale". Successivamente una delibera regionale stanziava 2.500.000 euro per la piastra, ma non l'abbiamo avuta. Fino all'11 settembre 2011, quando i vertici della Sanità hanno dichiarato "Vogliamo vendere e basta, per fare cassa, cambiando la destinazione d'uso". Perché dobbiamo subire la decisione? Ieri hanno detto che non è possibile mettere la piastra ambulatoriale in un condominio. Ma quanto è ampia una piastra? Se deve essere di 200 o 300 metri quadrati non c'è uno spazio adeguato. Io non mi fido.»
Roberto De Marchi, sindaco, anticipa un probabile ricorso al Tar perché «non accettiamo che un Comune venga defraudato del suo territorio da un Ente sovra comunale, noi manterremo il vincolo di destinazione sociosanitaria» e, insieme ad altri, fa rilevare tra le proprietà non inserite tra quelle oggetto di vendita ci sono il tennis di Santa e il golf di Rapallo, molto meno importanti come servizi per il comprensorio.

La partita è ancora aperta: anche se ogni caso ha le sue particolarità, il Consiglio di Stato ha affermato nella sentenza n. 5058 del 1° ottobre 2007 che i Comuni possono adottare scelte urbanistiche più restrittive rispetto a quelle consentite da Regione e Provincia. E' competenza del Comune, insomma, assegnare ad un'area una potenzialità edificatoria minore rispetto a quella consentita dal Piano Territoriale di Coordinamento.


1 La cartolarizzazione è una tecnica di finanziamento con la quale la Regione cede ad ARTE i suoi immobili, in cambio del corrispettivo economico ottenuto attraverso l'emissione ed il collocamento sul mercato di titoli obbligazionari ("carta").
2 Nel 1998 ARTE è subentrata all'Istituto Autonomo per le Case Popolari (IACP)
3 Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza poi trasformato in Azienda di Servizi alla Persona (ASP), per quanto riguarda Santa i Pii Istituti Riuniti

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