Se a Santa si fosse riversata la pioggia che ha causato il recente disastro alle Cinque Terre, molto probabilmente avremmo passato i nostri guai.
I corsi d'acqua si sarebbero ingrossati invadendo i terreni circostanti e le frane latenti si sarebbero mosse. Tra essi anche i rii Fosso Villa
Traglia e Fosso Fonte del Diavolo.
Per limitare possibili danni i nostri padri avevano definito una fascia di rispetto di 40 metri nella quale evitare insediamenti abitativi.
Ora non più: la Provincia ha ritenuto di concedere una deroga per la costruzione di quattro ville in località Fonte del Diavolo.
I 40 metri si sono ridotti a 5 "essendo la zona all'interno del centro abitato", come se un tratto di penna potesse fermare l'impeto dell'acqua.
La frana attiva presente in zona sarà declassata.
Non ci risulta che ci siano state obiezioni, nemmeno dal Comune che dovrebbe presidiare il territorio: certamente non dal proprietario del terreno,
l'onorevole Cassinelli, che probabilmente venderà le ville "pied dans l'eau" a ignari acquirenti.
E' così, grazie alla "benevolenza" di molti, che è andata in porto una vicenda iniziata il 27 febbraio 1998 con la richiesta di un parere e sfociata in
un progetto del 17 dicembre 2005: saranno realizzate due ville bifamiliari e due monofamiliari con relativi box e piscine (e conseguente spreco di
acqua), una via privata ed una monorotaia a cremagliera.
In questi anni, ovviamente, tutti sono stati pronti a favorire l'insediamento, anche approvando varianti al Piano Regolatore per consentire box e
piscine.
Il 31 ottobre 2008 avevamo scritto che "Il Piano Regolatore attuale, rapportato a un numero di abitanti decisamente irrealistico, lascia molto spazio
alla speculazione e nessuna amministrazione ha ritenuto opportuno rivederlo con valori più credibili: questo progetto, quindi, è del tutto
legittimo (anche se l'aderenza alla legge non assicura il rispetto della logica e della correttezza.)" (articolo "Un progetto diabolico").
Nessun cenno è stato fatto all'aggravamento dei problemi di viabilità sulla già congestionata via La Torre anzi, alla Conferenza dei Servizi deliberante
del 19 aprile 2010, la Polizia Municipale dà il suo OK.
Frutto di un concetto amministrativo decisamente burocratico, che fece dire all'allora sindaco Marsano, nel Consiglio comunale del 27 giugno 2008
poco prima di concludere il mandato, «certamente diamo l'ok come Consiglio Comunale, potremmo anche bocciarlo e dire la conferenza dei servizi non
parte se noi lo bocciassimo, d'accordo, però penso di ledere il diritto bocciando questa pratica quando ha rispettato tutto quello che doveva
rispettare, poi ci saranno tutti gli organi competenti, ci sarà la Provincia, la Sovrintendenza che peraltro l'ha già visto, anche questo progetto qua in
via credo informale perché io non mi sono più di tanto interessato
»
Il 23 aprile 2010 il Consiglio comunale approva all'unanimità lo "Strumento Urbanistico Attuativo di iniziativa privata in località Fonte del
Diavolo – Assenso ai sensi dell'Art.59, comma 2, lett. E)1 della Legge Regionale N. 36/1997", SUA che era stato approvato dalla
Conferenza dei Servizi deliberante il 19 aprile: tutti i gruppi consiliari, maggioranza e opposizione, smentiscono così i rispettivi programmi elettorali
(articolo "Peste e corna in Consiglio" del 13 aprile 2010).
Legambiente ha pubblicato un interessante dossier "Frane e alluvioni: disastri innaturali" (8/11/11) in cui dimostra che "I cambiamenti
climatici, la sconsiderata gestione del territorio, la mancanza di una efficace politica di prevenzione e di convivenza con il rischio [#sono]
alla base delle tragedie che hanno sconvolto Genova, la Liguria e la Toscana".
Un'occasione per ripensare agli errori? nemmeno per sogno.
La saggezza popolare dice che il medico nasconde i suoi errori sotto terra. Forse l'architetto approfitta di qualche schermo di cemento, sicuramente
il politico affida la sua difesa alla disattenzione dei cittadini.
E' facile confrontare le foto della nostra collina ad anni di distanza e notare la proliferazione del cemento: ma non c'era la legge Galasso? Non c'erano
vincoli di Soprintendenza? Non c'erano piani regolatori che salvaguardavano le aree?
Certo che c'erano, e ci sono ancora, ma i vincoli che valgono per tutti hanno dei bei varchi attraverso i quali passa chi conosce meglio le leggi e
"può".
Ricchi, onorevoli, ma anche coltivatori che costruiscono la casa per sé, poi quella per il figlio coadiutore, il ricovero per il trattore, il
pollaio
e così via, sempre ad aumentare, mai a diminuire.
1 Gli "strumenti d'attuazione" si riferiscono al Piano Regolatore Generale (PRG) che rappresenta lo strumento principale di pianificazione del territorio dei comuni.