In attesa del Piano Urbanistico Comunale vogliamo porre l'attenzione su uno dei temi "caldi" che potrebbe portare in città una buona dose di cemento e
aggravare il già precario rapporto tra chi vive la città e chi la sfrutta.
Lo facciamo riprendendo un vecchio articolo di giornale.
Vogliamo sperare che le giuste motivazioni che portano l'Amministrazione a contrastare il cambio di destinazione dell'Ospedale e l'esempio negativo del
progetto OTAM servano come guida per Villa Attilia.
I milanesi scoprono il piano casa, addio alla residenza per anziani
di Marco Preve
la Repubblica – 4 settembre 2010
Anche se la Liguria è terra di anziani e c'è chi chiede di costruire nuove strutture per la terza età, a Santa Margherita una cordata di imprenditori
milanesi ha scoperto che - grazie anche al Piano Casa della Regione Liguria - c'è qualcosa di assai più redditizio del business dei "vecchietti".
Non aspettatevi sorprese perché, ancora una volta, si sta parlando di seconde case. In particolare i 29 appartamenti che, secondo un progetto
presentato da poco in Comune, dovrebbero sostituire una storica casa di riposo.
Il caso riguarda Villa Attilia, edificio degli anni '50 collocato in splendida posizione lungo la stradina che si inerpica verso il borgo di
Nozarego. Nata come clinica è poi diventata una casa di riposo che ospitava 41 anziani, 20 dei quali in convenzione con la Asl4, quando, alla fine del
2008, in seguito ad uno sfratto esecutivo, ha chiuso lasciando anche a spasso i dipendenti.
A quel punto, dopo la messa in liquidazione della "Nursing and Residence", la Villa è diventata proprietà della Immobiliare Attilia srl di Milano la
cui proprietà, attraverso altre due società, la Dinamica e la Raama, è riconducibile a quattro persone: Mario Buzzetti agente immobiliare di Madesimo
(Sondrio), e poi ad Angelo Mascheroni e ai suoi figli Marco ed Elena, una famiglia di costruttori milanesi attiva anche nel settore alberghiero con Ianua
Hotels di Valenza.
L'Immobiliare Attilia si è affidata a due architetti, uno di Lecco, Luigi Pirovano, ed uno di Genova. Si tratta di Angela Zattera, originaria della
Spezia. La professionista fu coinvolta, per esserne prosciolta, nell'inchiesta sul villino di Mulinetti a Recco utilizzato in maniera irregolare,
secondo la procura, dall'ex provveditore alle opere pubbliche.
Il progetto naturalmente ha come primo obiettivo quello di un cambio di destinazione d'uso per la Villa, che dovrebbe diventare residenziale.
Grazie al Piano Casa della Regione, inoltre, è previsto un aumento del 30% dei volumi che, passando da circa 8mila metri cubi a oltre 10 mila,
porterebbero anche alla costruzione di un altro corpo sulla destra dell'edificio principale. L'operazione prevede 29 appartamenti e inoltre ben 54 box
ricavati in tre piani interrati.
Contro il progetto ha già preso carta e penna un gruppo di residenti che hanno inoltrato una lettera al Comune sottolineando come il piano regolatore
abbia classificato la zona come «satura, ossia non suscettibile di accogliere ulteriori incrementi di capacità insediativa», ed evidenziando
preoccupazioni per uno scavo che potrebbe creare «verosimili rischi di carattere idrogeologico».
Sulla vicenda prende posizione anche l'Associazione Amici del Monte di Portofino che oltre alle battaglie contro i box di Paraggi e altri interventi
interni all'area del Parco, si sta interessando anche ai casi limitrofi. «Permettere al privato di cambiare scopo e causa a Villa Attilia
attraverso il PUC - dice il vicepresidente dell'associazione Marco Delpino - oltre ad essere un pericoloso precedente, di fatto non porterà alcun
incremento né in termini demografici, né economici o di immagine. Il cambio di destinazione sarebbe soltanto un gesto moralmente discutibile e
favorirebbe una palese speculazione».