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PUC: la posizione dell'Amministrazione

21 aprile 2016: video messaggio dell'Assessore all'Urbanistica e ai Lavori pubblici Linda Peruggi in merito al Piano Urbanistico Comunale

Presto sarà portato in Consiglio comunale il progetto definitivo del PUC.
Attualmente ci troviamo nella fase di rilettura e perfezionamento delle norme e del rapporto ambientale, norme che sono state rielaborate necessariamente tenendo conto dei pareri espressi dagli enti sovraordinati sul progetto preliminare, dai pareri espressi nella fase di consultazione della VAS [Valutazione video Ambientale Strategica], nell'ambito di una continuità di scelte amministrative che sono state poste alla base dell'elaborazione del progetto preliminare e tenendo conto delle modifiche normative che sono intervenute nel periodo di elaborazione del progetto definitivo, non da ultimo il Piano casa.
Il Piano casa che è entrato in vigore i primi mesi di quest'anno e che è vigente in deroga sui piani regolatori e che disciplina gli interventi che risultano preponderanti sul territorio, gli interventi di ampliamento e gli interventi di cambio di destinazione d'uso, demolizione e ricostruzione con ampliamenti ed eventuali cambi d'uso.
Abbiamo pertanto giudicato molto importante assorbire il Piano casa all'interno delle norme del PUC per poterlo rendere maggiormente rispondente alle peculiarità del nostro territorio e quindi realizzare delle norme che zona per zona tenessero conto della possibilità di applicazione degli interventi previsti dal Piano casa.
Questo inevitabilmente ha portato un pochino più di lavoro che abbiamo svolto in quresti mesi e quindi un pochino più di tempo nell'elaborazione.
Questo procedimento naturalmente non ha costituito alcun tipo di aggravio del costo del progetto del PUC.
L'11 di aprile è terminato il periodo di salvaguardia, periodo nel quale sono efficaci e cogenti il Piano Regolatore vigente e il progetto preliminare di PUC. Le misure di salvaguardia sono misure atte a far sì che nel periodo di approvazione del PUC non intervengano trasformazioni territoriali atte a compromettere l'assetto del territorio così come posto alla base del progetto di PUC.
Ad oggi il divario più evidente tra il progetto di PUC e il Piano Regolatore vigente sta negli interventi di nuova costruzione. All'atto dell'adozione del progetto preliminare erano rimaste sospese pochissime pratiche relative a nuova costruzione, in ogni caso l'Amministrazione è pronta a porre in atto tutte le misure necessarie al fine di mantenere equilibrato il territorio e non comprometterlo nelle more dell'approvazione del progetto di PUC.
Il progetto definitivo di PUC verrà presto presentato alla cittadinanza.


Apprezzabile il messaggio, che tuttavia non fornisce nessun chiarimento ai dubbi sollevati dalla scadenza del periodo di salvaguardia e, anzi, ne solleva alcuni altri ai quali, si spera, si darà risposta nel promesso incontro pubblico (quando?).
In particolare: le "pratiche sospese" sono pochissime, concetto che può essere stiracchiato come si vuole (certamente l'Amministrazione ha dati numerici più credibili); le "misure necessarie…" in che cosa consistono?, e che cosa si aspetta per metterle in atto, che i buoi siano scappati dalla stalla?
In totale continuità con la precedente Amministrazione (peraltro esplicitamente dichiarata) si recepiscono passivamente tutte le indicazioni, senza nessuno sforzo di indirizzamento verso una visione della città che manca completamente.
Nessun richiamo al "Programma di mandato" che recitava «Occorre prendere atto che non è più prospettabile un processo di espansione delle aree urbane e della nuova produzione edilizia in generale. Si può invece favorire il recupero corretto del costruito attraverso meccanismi che premino l'efficienza energetica degli edifici, la loro coerenza estetica e compositiva, la corretta difesa del suolo scoperto. Ciò può realizzarsi attraverso meccanismi convenzionali che siano premiali nei confronti di chi assume impegni per la conservazione e il presidio del territorio. Occorre favorire in questa logica il recupero del costruito esistente con possibilità, ove opportuno e connesso al corretto riutilizzo del fondo agricolo, di conversioni alla destinazione abitativa.»
La nostra speranza? essere smentiti.
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