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Il sacco di Santa

C'erano un tempo soldati mercenari famosi per la loro efficienza militare e per la ferocia nei confronti dei nemici: erano i lanzichenecchi. Nel 1527 scesero in Italia e presero d'assalto Roma, distinguendosi per i saccheggi e le barbarie, mentre il pontefice assisteva immobile dalla sua fortezza di Castel Sant'Angelo: Terminus prima Terminus dopo quell'evento passò alla storia come "il sacco di Roma".
Ciò che avviene oggi a Santa nei riguardi del territorio, ovviamente non cruento, è paragonabile in termini di saccheggi e di barbarie?
Saccheggio significa portare via quanto più è possibile senza curarsi di ciò che si lascia, barbarie è un'azione incivile, legittimata solo dal potere: allora il paragone è lecito. Costasecca 1

Forti di una legislazione che definire permissiva è poco, assistiamo ogni giorno, da anni, al depauperamento dei beni comuni. E mentre ciò avviene la classe politica che dovrebbe difendere gli interessi della comunità è assente o, in alcuni casi, addirittura consenziente.
Qualcuno è a conoscenza di quale idea di città abbiano i nostri amministratori? Non solo quelli di oggi, anche quelli di ieri e prima ancora.
Chi ha sollevato obiezioni all'obbrobrio dell'ex albergo Terminus? Gli articoli della Gazzetta (Orrore! Come si distrugge una città) non hanno avuto il benché minimo riscontro e il turista può ammirare degli avveniristici "loculi" al posto dell'elegante architettura precedente; con in più il vantaggio che, percorrendo salita Banchi, si trova l'incombente parete dell'edificio, allargatosi per i benefici concessi dal "piano casa" regionale.
Che dire poi delle costruzioni che, per effetto dello stesso "piano casa" approvato da Burlando e peggiorato da Toti, impediscono le vedute dai nostri sentieri? Costasecca 2 Era febbraio del 2010 quando segnalammo una sopraelevazione in via Costasecca che impediva la vista-mare (Una passeggiata in via Costasecca): il sindaco da poco insediato fece un sopralluogo, ma i lavori proseguirono indisturbati.

Casi di questo tipo sono innumerevoli e ciascuno di essi priva Santa di una piccola quota di attrattiva: che, tradotto, significa meno valore per le nostre attività commerciali, per le nostre case e per la qualità della nostra vita.
La pianificazione, che dovrebbe garantire la custodia di un bene comune, non è in grado di scongiurare questa "tragedia annunciata" e di assicurare prevalenza dell'interesse generale sulle preferenze individuali: soprattutto quando non si parla di "esigenze abitative", ma di "desiderio abitativo" (per intenderci non abitazioni per residenti, ma seconde case). ex AVIS
Che dire della demolizione della palazzina ex AVIS in via Principe Centurione, di proprietà dell'antica "Associazione fra gli Esercenti", approvata nell'aprile 2004 dal Consiglio comunale, con buona pace degli affreschi di Giovanni Grifo (Un paese di minatori)? casa-torre
Nel contempo non si fa nulla per valorizzare le testimonianze culturali di Santa, anzi, spesso se ne impedisce l'accesso con cancelli: è il caso del retro di via Giuncheto, dove nel 1660 una ruota ad acqua metteva in funzione il mulino-frantoio di Gerolamo Durazzo, oppure di salita San Giacomo, nel cortile da dove si frantoio poteva vedere la casa-torre di Margaritina Roisecco, che nel 1642 dominava l'antico approdo del borgo.
Per finire, non lasciamoci sfuggire una passeggiata in salita Sant'Agostino: oggi riusciamo ancora a vedere il mare, ma domani, con il progetto già approvato e vecchio ospedale preda di pastoie burocratiche, quella vista sarà sostituita da una parete di cemento. Perché l'obiettivo non è il recupero del vecchio ospedale, ma la massimizzazione del profitto. Pinko
Nove anni fa la Gazzetta aveva evidenziato il "lucido marmo" della parete di ingresso al negozio Pinko, sotto il loggiato di piazza Caprera (Marmo Pinko Pallino). Come si può accettare un freddo, inadeguato materiale in un contesto ambientale fedele al passato, dove si può godere la vista di graffiti egregiamente recuperati, di architravi in ardesia, di vecchi elementi architettonici inseriti nelle ristrutturazioni?"
Certo, le case vanno difese dal degrado e rese vivibili, ma utilizzando tecniche e materiali oggi disponibili per salvaguardare la struttura: non si vuole certo congelare la vita in ossequio al passato, ma evitare che sul recupero si innesti la speculazione immobiliare.

Possibile che nessuno capisca che il "vantaggio competitivo" di Santa, ciò che la contraddistingue da altre località turistiche, sta nell'essere riuscita a conservare fascino e prestigio e l'atmosfera elegantemente retrò della grande stagione della belle époque, senza per questo vivere solo sul passato.
Santa perduta, per colpa di chi?

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