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    Attività del Comune

"Vi salva solo il clima. O curate l'ambiente o sarà un disastro"
di Massimo Calandri

la Repubblica – 15 giugno 2016

I comuni costieri non capiscono che serve uno sviluppo diverso

«Si, quello ligure è un gran bel mare. Ma il merito non è mica dell'uomo. Anzi». Nessuno lo conosce meglio di lui. Il professor Riccardo Cattaneo-Vietti Cattaneo-Vietti, Ordinario di Ecologia all'Università Politecnica delle Marche, insegna Biologia Marina ed Aree Marine Protette all'Ateneo genovese.
Sono fortunati, i liguri. Questo non è mica l'Adriatico.
«Per favore, non facciamo paragoni. L'Adriatico è praticamente una pozzanghera dove sfocia il principale fiume italiano, portando una infinità di detriti. Quello ligure è invece un mare profondissimo: basta allontanarsi di poche miglia dalla costa per scendere fino 2.500 metri. E' una massa d'acqua enorme, dominata dai venti del quadrante nord. Tramontana, mistral. Soffiano quasi in continuazione da terra verso il largo, favorendo un continuo ricambio sotto la costa».
E il vento fa pulizia.
«Il vento porta al largo tutta la spazzatura. E quella grande porzione d'acqua viene sostituita da un'altra: che arriva da sotto, da 500-1000 metri di profondità. Ed è ovviamente bella pulita».
Non è merito dell'uomo, no.
«L'uomo crea solo dei problemi, purtroppo. Gli amministratori dei Comuni costieri liguri non capiscono che serve una cultura di sviluppo diversa, che la mentalità va cambiata».
Qualcosa per tutelare l'ambiente è stato fatto negli ultimi anni.
«Il minimo. Qualche impianto di depurazione, maggiore attenzione sugli scarichi sotto costa. Si butta meno spazzatura in mare. I fiumi sono un po' più controllati, sui greti c'è meno immondizia: prima bastava qualche temporale perché tutto finisse a valle. Meglio che niente, d'accordo. Però in Liguria si potrebbe - si dovrebbe - fare molto di più».
Che delitto, con un patrimonio del genere.
«Appunto. Di meglio c'è solo la Sardegna, ma ancora per quanto? Sull'isola è come su di un altro pianeta: ma riflettete su quanta gente ci viva, e quanta fondale in Liguria o Toscana. Ecco, avete capito perché quelle acque siano diverse. Però 40 anni fa, quelle sarde erano incontaminate, invece ora la popolazione sulla costa è aumentata dieci volte tanto. E non sono più così cristalline. Temo finirà come qui, che siamo parte di un solo, infinito "nastro urbano": provate a guardare dall'alto, parallelo al mare è tutto un insediamento da Marsiglia fino a Napoli. In Liguria c'è una macchia verde di 3 chilometri all'altezza del monte di Portofino, e qualcosa in corrispondenza delle Cinque Terre. In certe condizioni, non si può pretendere di più».
Troppo tardi per tornare indietro.
«Ma non per evitare di rovinare tutto. Il problema è che io sono dal 1999 nel consiglio di amministrazione del Monte di Portofino, e da quasi 20 anni ogni 20 giorni incontro sindaci e assessori di Camogli, Santa Margherita Ligure, Portofino: per quella che è la mia esperienza, li ho visti sempre e solo ragionare in termini di elettorato e con prospettive a brevissimo termine, tre mesi al massimo. Non vuoi scontentare gli albergatori o i pescatori - faccio un esempio -? E però, senza quasi rendertene conto, finisci per fare del male a loro. A tutta la comunità. Non fra tre mesi, no. Fra qualche anno. Per sempre.»
Cosa si potrebbe fare?
«A Portofino è da anni che chiediamo di limitare certe attrezzature dei pescatori sportivi. E' una piccola cosa, lo so. Ma anche questa può essere molto importante, a patto di non pensare sempre agli elettori e ai prossimi tre mesi. Volete un mar Ligure davvero più pulito? Migliorate la raccolta differenziata, riducete l'uso (e di conseguenza, lo smaltimento) della plastica: mi rendo conto che può costare di più, che bisogna fare dei sacrifici. Però credo ne valga proprio la pena. O no?».

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