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La decadenza è soprattutto assenza di progettualità
Impariamo anche dalle critiche

Portofino Coast Gazette – Agosto 2016

Una risposta pacata e ragionevole all'articolo "Rapallo decadance" - La Gazzetta di Santa

alberghi degrado In questi ultimi giorni di Agosto abbiamo letto con un certo stupore un articolo del Foglio Quotidiano, firmato da Fabiana Giacomotti, che si autodefinisce "Serenata nostalgica per un luogo di mare che non ritrova più se stesso".
E' un lungo melanconico sfogo con il quale si evoca un passato splendido ed elegante intrecciandolo con un presente confuso, incerto e a volte persino inquietante.
Come in un sogno, o forse in un incubo, le immagini si susseguono, si rincorrono e si sovrappongono, in un continuo sconfinamento tra passato e presente, realtà e immaginazione. E come in ogni incubo che si rispetti, la realtà viene distorta, ingigantita, resa in qualche modo mostruosa, per assecondare e forse esorcizzare le nostre inconsce paure.
E così la passeggiata di Rapallo si trasforma in un inquietante luogo immaginario, percorso da carrozzelle sobbalzanti sospinte da un esercito di badanti, mentre si continua ad evocare lo spettro della "rapallizzazione", figlia del boom economico, come madre di tutti i mali, passati, presenti e futuri.
Riferimenti puntuali a situazioni contingenti si confondono con una esasperata personalizzazione di problematiche generali, che in realtà non riguardano solo questi luoghi ma purtroppo sono generalizzati in questo difficile momento storico. Inutile replicare che i ragazzi usano lo Smartphone anche altrove, che la Bolkestein sta facendo imbufalire anche i balneari di altre regioni, o che gli immigrati sono ormai un'emergenza di carattere politico, economico e culturale a livello europeo, se non mondiale con la quale tutti si stanno in qualche modo misurando.
La nostalgia per il passato a volte può diventare tanto forte da far perdere di vista la necessaria obiettività. Più si ama una cosa più si soffre nel vederla cambiare e a volte sfoghiamo la nostra frustrazione proprio sull'oggetto del nostro amore, senza renderci conto che la nostalgia è anche per quello che noi eravamo e non siamo più e per un mondo che sta cambiando troppo in fretta per essere compreso.
Stiamo solo cercando di capire perché mai improvvisamente una testata giornalistica di rilievo e una giornalista professionista decidono di lanciarsi a capofitto in una simile requisitoria. E perché tra le righe, oltre a scagliarsi contro una precisa località, cercano anche di gettare il seme della discordia, facendo confronti con località vicine e fomentando in questo modo anacronistici campanilismi.
Cerchiamo anche di andare oltre al primo istinto che è quello di replicare piccati, come qualcuno ha fatto, o di ignorare del tutto, come stanno facendo in molti.
In realtà un articolo come questo dovrebbe farci riflettere. La decadenza di cui si parla purtroppo comunque esiste, anche se a volte preferiamo girarci dall'altra parte e fingere di non vederla.
La ritroviamo in certe situazioni incancrenite da anni di mancanza di decisioni politiche, che hanno prodotto mostri anche peggiori degli incubi di cui parlavamo prima. E' testimoniata per esempio da strutture cadute in rovina, o non curate a dovere, dallo scarso interesse da parte di investitori per il nostro territorio, dall'incapacità di realizzare opere pubbliche e infrastrutture fondamentali per lo sviluppo dell'intero comprensorio come quelle relative alla viabilità troppo a lungo rimandate. Nelle cose grandi come in quelle piccole si vede spesso una avvilente mancanza di progettualità a livello comprensoriale che ci impedisce di costruire, di migliorare, di guardare avanti, lasciando spesso spazio ad interessi privati o settoriali a discapito di quelli pubblici e generali e impedendoci di intravvedere un chiaro percorso di crescita e di sviluppo, anche e soprattutto in chiave turistica.

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