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Spiagge: basta con le concessioni a vita
di Marina Crisafi

Studio Cataldi – 27 gennaio 2017

Il Governo approva il ddl delega per il riordino del settore

DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA REVISIONE E IL RIORDINO DELLA NORMATIVA RELATIVA ALLE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME LACUALI E FLUVIALI AD USO TURISTICO RICREATIVO

Art. 1 (Delega al Governo per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico ricreativo)
  1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, nonché lacuali e fluviali, ad uso turistico ricreativo, nel rispetto della normativa europea, secondo i seguenti principi e criteri direttivi:
    1. prevedere criteri e modalità di affidamento nel rispetto dei principi di concorrenza, di qualità paesaggistica e di sostenibilità ambientale, di valorizzazione delle diverse peculiarità territoriali, di libertà di stabilimento, di garanzia dell'esercizio, dello sviluppo, della valorizzazione delle attività imprenditoriali e di riconoscimento e tutela degli investimenti, dei beni aziendali e del valore commerciale, mediante procedure di selezione che assicurino garanzie di imparzialità e di trasparenza, prevedano un'adeguata pubblicità dell'avvio della procedura e del suo svolgimento e tengano conto della professionalità acquisita nell'esercizio di concessioni di beni demaniali marittimi, nonché lacuali e fluviali, per finalità turistico-ricreative;
    2. stabilire adeguati limiti minimi e massimi di durata delle concessioni entro i quali le regioni fissano la durata delle stesse in modo da assicurare un uso rispondente all'interesse pubblico, nonché prevedere che le regioni possono disporre che un operatore economico può essere titolare di un numero massimo di concessioni, tale comunque da garantire adeguata pluralità e differenziazione dell'offerta, nell'ambito territoriale di riferimento;
    3. stabilire le modalità procedurali per l'eventuale dichiarazione di decadenza ai sensi della vigente normativa delle concessioni, nonché criteri e modalità per il subingresso in caso di vendita o di affitto delle aziende;
    4. prevedere, anche in relazione alle innovazioni introdotte dalla presente legge, un adeguato periodo transitorio per l'applicazione della disciplina di riordino;
    5. rideterminare la misura dei canoni concessori con l'applicazione di valori tabellari, tenendo conto della tipologia dei beni oggetto di concessione, anche con riguardo alle pertinenze e alle relative situazioni pregresse, e prevedere la classificazione, quanto alla valenza turistica, in differenti categorie dei medesimi beni, applicando a quelli di maggiore valenza un canone più elevato con l'attribuzione di una quota, calcolata in percentuale sulle maggiori entrate annue rispetto alle previsioni di bilancio, a favore della regione di riferimento;
    6. procedere al coordinamento formale e sostanziale delle disposizioni legislative vigenti in materia, con indicazione esplicita delle norme abrogate;
    7. aggiornare le procedure, prevedendo l'estesa e ottimale utilizzazione delle tecnologie digitali dell'informazione e della comunicazione, finalizzate al rafforzamento del sistema informativo demanio marittimo, favorendo l'interscambio e la condivisione dei dati tra i sistemi informatici delle Amministrazioni competenti in materia, nonché garantendo la trasparenza dei rapporti con i destinatari dell'azione amministrativa.
  2. I decreti di cui al comma 1 sono adottati su proposta dei Ministri dei beni e della attività culturali e del turismo, delle infrastrutture e dei trasporti, dell'economia e delle finanze e per gli affari regionali e le autonomie, di concerto con i Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dello sviluppo economico e per la semplificazione e la pubblica amministrazione, previa intesa da sancire in sede di Conferenza unificata ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e previa acquisizione del parere del Consiglio di Stato, da rendere nel termine di trenta giorni dalla data di trasmissione degli schemi di decreto, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Gli schemi di decreto sono successivamente trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica per l'espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che si pronunciano nel termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti legislativi possono essere comunque adottati.
  3. Entro due anni dalla data di entrata in vigore dei decreti di cui al comma 1, il Governo può adottare, nel rispetto delle disposizioni di cui ai precedenti commi, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive.

Art. 2 (Clausola di invarianza finanziaria)

  1. Dall'attuazione dei decreti legislativi di cui all'articolo 1, commi 1 e 3, non devono derivare nuovi o maggiori oneri, anche in termini di minori entrate, a carico della finanza pubblica.
  2. Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono agli adempimenti previsti nel limite delle risorse finanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione vigente.

Svolta per le concessioni a vita delle spiagge italiane. A pochi mesi dallo "tsunami" provocato dalla sentenza estiva della Corte Europea che ha dichiarato l'illegittimità della proroga automatica delle concessioni demaniali in vigore nel nostro Paese sino al 2020, il Governo ha appena approvato il disegno di legge delega per il riordino della normativa sulle concessioni demaniali ad uso turistico-ricreativo.
A darne notizia è il ministro per gli Affari regionali, Enrico Costa, che parla di testo caratterizzato da linee guida semplici, chiare e condivise. La delega approvata oggi in Consiglio dei Ministri – commenta infatti – "è frutto di mesi di lavoro intenso e proficuo e di un confronto assiduo con enti locali, regioni, rappresentanze delle imprese del settore".
Il testo avrà il compito di rimediare all'inerzia sanzionata dall'Europa, "tamponata" col decreto enti locali dell'agosto scorso, al fine di garantire la continuità dell'attività balneare, concedendo la proroga della validità delle concessioni in essere sino al riordino della materia.
Ora la parola passa al "contributo migliorativo del Parlamento – ha concluso Costa - con l'auspicio che questo sia un punto di svolta in un percorso segnato fin qui da troppi stop and go".

La delega che ora sarà sottoposta all'esame parlamentare traccia, dunque, le linee guida sulle quali il Governo dovrà poi muoversi.
Nel dettaglio, la nuova normativa dovrà contenere criteri e modalità di affidamento delle concessioni, attraverso procedure di selezione basata sui principi di concorrenza, sostenibilità ambientale, qualità paesaggistica, valorizzazione delle particolarità territoriali, nonché prevedere la tutela degli investimenti e della professionalità acquisita nell'esercizio delle concessioni per finalità turistico-ricreative.
Ad essere rivisto sarà anche il regime dei canoni di concessione, anche relativamente alle pertinenze e alle situazioni pregresse. Il tutto concedendo un adeguato periodo transitorio prima dell'applicazione della disciplina di riordino.

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