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    Attività del Comune

Garibaldi fu ferito…

«In quest'anno sorge il quarto dei monumenti eretti da S. Margherita ai fattori dell'unità italiana, ed è quello a Giuseppe Garibaldi [il monumento a attuale Giuseppe Mazzini è del 1893, quelli a Cavour e a Vittorio Emanuele II del 1894]. La statua era stata modellata dal Tabacchi. Il luogo dell'erezione fu dal Municipio concesso nella zona di terreno demaniale a metà di Via Sella [odierna via Gramsci], appositamente concessa al Comune dalla Capitaneria di Porto di Genova, con contratto del 27 febbraio 1896. Il Municipio fu largo di consensi e di sussidii; il Ministero della Marina inviò una nave da guerra per il giorno dell'inaugurazione, che fu il 24 di giugno.» così Attilio Regolo Scarsella parla del monumento nei suoi Annali.

L'Eroe dei due mondi era morto da 24 anni, ma il suo ricordo era sempre particolarmente caro ai margheritesi.
Da allora pare che il monumento sia stato trascurato, fino a raggiungere una situazione di criticità: se ne sono accorti gli addetti alla manutenzione del verde, che notavano continui distacchi e crolli delle pietre del basamento. Di qui è partita l'operazione di consolidamento che si è da poco conclusa.
Un'operazione che, di là da quello che può apparire esternamente, si è rivelata tecnicamente articolata e costosa: oltre 22.000 euro.
Può essere interessante leggere alcune parti della relazione del progettista ing. Andrea Giannantoni, libero professionista nel settore dell'Ingegneria Civile Strutturale di Foligno, PG (i lavori sono stati affidati a una società genovese, la BRC, specializzata nel restauro di monumenti ed edifici storici).

La foto di seguito mostra la situazione dei primi del '900, completamente perduta durante il XX secolo. inizi 1900
Le immagini che seguono mostrano la condizione in cui versava il basamento al momento dell'inizio dei lavori, evidenziando vistose lacune nella muratura, ampie zone di frattura ed anche aree di muratura a cuci e scuci risalenti a recenti interventi di provvisoria manutenzione (eseguiti con conci e malte del tutto dissimili dalle originarie).
Sono state condotte operazioni di rilievo con la tecnologia laser scanner (particolarmente indicata vista la complessità geometrica del manufatto), indagini con video endoscopie e prospezioni georadar (Edilcontrol Genova [laboratorio di Arenzano]). Il tutto ha confermato le prime impressioni e ha consentito di eseguire verifiche analitiche che hanno rivelato l'instabilità del complesso basamento-statua.
Elenchiamo ora gli interventi strutturali previsti e realizzati:

  • La riparazione delle lesioni presenti mediante la scarnitura della lesione, la pulizia e la successiva sigillatura con malta antiritiro; lacune 1
  • Il consolidamento della base muraria mediante iniezioni in pressione di miscele a base di calce per conferire coesione e consistenza alla muratura esistente, riempiendo i vuoti rilevati dalle indagini videoendoscopiche;
  • La ricostruzione del profilo del basamento murario crollato mediante il posizionamento di nuovi blocchi murari in corrispondenza delle lacune, eseguito previo il loro collegamento alla muratura superstite attraverso spinotti, realizzati con acciaio inox, inseriti in perfori e sigillati con resine epossidiche. Le finalità architettoniche perseguite hanno dovuto necessariamente tenere conto della perdita totale della originaria irregolare tessitura muraria. Si è dunque scelto di restituire la primigenia forma tronco conica (anche per garantire l'equilibrio strutturale), con una tessitura muraria ad andamento incerto realizzata con conci di pietrame locale del tutto simile alla materia originaria. La malta utilizzata è a base calce con l'aggiunta di fibre di vetro ed ossidi in impasto;
  • Il collegamento dell'opera marmorea al blocco murario sottostante ottenuto con piccoli angolari metallici, realizzati in acciaio inossidabile tipo AISI316 e lacune 2 vincolati alla rupe muraria consolidata attraverso dodici barre in acciaio inox, del diametro 16mm e lunghezza 2.5m inghisate con resina epossidica. Si è così garantito un presidio contro il ribaltamento della statua di marmo, efficacemente ancorata alla muratura sottostante;
  • Il successivo riambientamento mediante piantumazione di rampicanti ed altre specie sempreverdi non infestanti ad interessare le superfici del basamento.
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