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Il Bilancio Sociale

Sabato 29 dicembre 2007, in Consiglio comunale, venne distribuito ai consiglieri comunali un fascicolo di 128 pagine intitolato "Bilancio Sociale".
La Gazzetta, in un articlo del 9 gennaio successivo, propose alcuni miglioramenti.
La recente diffusione del "Bollettino del Sindaco", in cui si racconta una sintesi dei tre anni di amministrazione 2014-2017, ci spinge a suggerire la pubblicazione di un "Bilanco Sociale" aggiornato, che solo può fornire al cittadino un quadro razionale e documentato dell'attività svolta.


Il bilancio sociale non sostituisce il tradizionale bilancio civilistico, ma lo affianca e lo completa. Si parla per la prima volta di bilancio sociale negli anni '40, negli Stati Uniti. Ma è solamente dagli anni '70 che la rendicontazione sociale assume significati e valori rilevanti, sia negli U.S.A. che in Europa.
Essa nasce dall'esigenza di misurare ed esplicitare i vantaggi realizzati per la comunità. Il bilancio sociale prende infatti origine dalla consapevolezza che, per crescere e prosperare, occorrono il sostegno, l'appoggio e la fiducia di tutto l'ambiente circostante.
Nonostante sia spesso confuso con il bilancio di fine mandato o con operazioni di comunicazione politica ed elettorale, il bilancio sociale della Pubblica Amministrazione è un avanzato strumento di comunicazione e dialogo con i cittadini e ha come scopo quello di illustrare, in maniera chiara e sintetica, i meccanismi di entrata e di spesa e, soprattutto, le logiche, i criteri, le ragioni utilizzate per effettuare le proprie scelte.
Funge, in altre parole, da supporto alle decisioni strategiche e favorisce la diffusione di una corretta percezione e conoscenza dell'attività dell'ente, dalla quale deriva fiducia, credibilità, consenso.
Il bilancio sociale è quindi uno strumento che permette all'organizzazione pubblica di gestire e comunicare il proprio ruolo nel contesto sociale ed economico; di migliorare e rendere esplicita la propria responsabilità sociale e di governare le relazioni con tutti i soggetti che, direttamente o indirettamente, sono interessati alle decisioni dell'ente pubblico.
In ultima analisi questo importante strumento di rendicontazione ha l'obiettivo di dare maggiore credibilità e legittimazione sociale alla Pubblica Amministrazione spesso vissuta dal cittadino come lontana se non addirittura ostile.
Il bilancio sociale non è imposto per legge, ma è il frutto di una libera e volontaria scelta degli amministratori dell'ente.
Il bilancio sociale dovrebbe utilizzare un linguaggio semplice, scorrevole, non ridondante, ricco di schemi grafici ed evitare l'uso di concetti, termini e riferimenti propri del linguaggio amministrativo, tecnico e settoriale (il cosiddetto burocratese).
Ovviamente il bilancio sociale non dovrebbe essere accantonato in polverosi magazzini, ma deve essere annualmente utilizzato per verificare prima e costruire poi un processo decisionale che includa tutti gli attori della comunità.
Il bilancio sociale ha tre dimensioni:
    dimensioni
  • Introspettiva: l'ente indaga se stesso e si racconta sotto il profilo degli obiettivi e dei valori;
  • Relazionale: l'ente attiva un processo di dialogo con i suoi diversi portatori di interesse.
  • Valutativa: l'ente rende conto degli impegni assunti e dei risultati prodotti;

Per Santa è la prima volta che viene presentata la macchina comunale dal punto di vista del cittadino1: un'opera di cui va dato merito all'attuale amministrazione che ha prodotto il numero 1 del Bilancio Sociale.
Meglio tardi che mai, dirà qualcuno, visto che di Bilancio Sociale si parla dal 1997: esattamente dieci anni [che oggi sono diventati venti] fa il Comune di Bologna realizzò infatti la prima forma di bilancio sociale, seguita da una serie di altri comuni tra cui Terni, Trieste, Copparo, Milano.
Anche noi della Gazzetta lo avevamo più volte sollecitato, specie dopo la promessa fatta dal Sindaco un anno fa in occasione del confeugo.

i documenti I primi tre anni di ammini strazione hanno seguito il trend dei precedenti: nessuna attenzione a rendere partecipi i cittadini degli indirizzi e delle iniziative prese a Palazzo. E' lecito quindi dubitare se l'iniziativa del Bilancio Sociale sia dettata dalla "volata lunga" per la campagna elettorale, da un ripensamento dell'amministrazione o dai tempi tecnici che certamente sono necessari: il dubbio sarà presto risolto, perché il Bilancio Sociale non è un'iniziativa isolata e a quello relativo al 2006 dovrebbe seguire quello 2007, per finire con il Bilancio di Mandato relativo all'intero quinquennio.
La maggioranza delle attività svolte da un comune non ha come obiettivo il profitto, ma il bene dei cittadini: si tratta cioè di un'attività "sociale". Ne consegue che la modalità di rendicontazione delle scelte e dei risultati raggiunti dovrebbe avere una funzione sociale, facendo riferimento a quegli stessi cittadini che, attraverso il meccanismo della rappresentanza, hanno creato e legittimato l'azione del Comune delegando alcuni politici a farsi interpreti e gestori dei problemi collettivi.
Eppure i bilanci tradizionali valutano i risultati economico-finanziari attraverso l'applicazione di principi contabili, legati a numeri e "conti" suddivisi per titoli, capitoli e impegni di spesa, termini che al cittadino non dicono nulla. Al cittadino importano il risvolto che quei "conti" hanno sulla vita della collettività, le scelte strategiche e le politiche che hanno orientato l'allocazione e l'uso delle risorse pubbliche e, soprattutto, i risultati e gli effetti prodotti.
Ecco allora il senso del Bilancio Sociale: comunicare e rendere effettivamente comprensibile, quindi valutabile, criticabile e migliorabile ciò che il Comune fa per i propri cittadini.

Abbiamo letto il "primo numero" del Bilancio Sociale e riconosciamo lo sforzo della struttura comunale di cambiare ottica, cercando di superare la tradizionale visione per assessorati, direzioni, servizi, uffici, centri di costo … e arrivare alla visione dell'"utente", cioè del cittadino che vede "il Comune" e i servizi che questo produce per lui.
Ci pare però che si cada troppo spesso nell'autocelebrazione, lasciando spazio a un'esigenza di natura politica piuttosto che a una volontà di dialogo e di partecipazione. grafico
A questo proposito dobbiamo segnalare l'assenza di un elemento importantissimo per la comprensione dei dati e soprattutto degli andamenti: l'uso dei grafici.
Per chi non è addetto ai lavori la lettura di una tabella risulta arida e priva di significato: diversa la percezione delle stesse informazioni rese in maniera vivace. tabella
Giudicate voi stessi: abbiamo preso una tabella a caso, quella relativa alle "Vacanze della terza età". A sinistra è riportata la tabella presente nel Bilancio, a destra una possibile rappresentazione grafica.
Se il principale obiettivo è comunicare, si tratta di un punto negativo al quale occorre provvedere quanto prima.

Certo, il lavoro è complesso: oltre alla difficoltà di organizzare in modo esaustivo i tanti e tanto differenziati servizi erogati, occorre ricercare una sintesi espositiva capace di evidenziare in modo omogeneo obiettivi, azioni e risultati.

In base al principio di sussidiarietà orizzontale sempre più le politiche dell'ente sono attuate con il coinvolgimento diretto di soggetti esterni all'amministrazione. Si parla di processi di inclusione, in quanto vengono incluse nelle politiche dell'ente le attività di attori interessati a determinati progetti.

Direttiva del Ministro per la Funzione Pubblica sulla
rendicontazione sociale nelle amministrazioni pubbliche

2. OBIETTIVI DEL BILANCIO SOCIALE
Il bilancio sociale è definibile come il documento, da realizzare con cadenza periodica, nel quale l'amministrazione riferisce, a beneficio di tutti i suoi interlocutori privati e pubblici, le scelte operate, le attività svolte e i servizi resi, dando conto delle risorse a tal fine utilizzate, descrivendo i suoi processi decisionali ed operativi.
Tale strumento può incidere positivamente sul sistema di relazioni in cui l'amministrazione è inserita. In particolare, esso può contribuire a migliorare:
  • la dimensione contabile, in quanto può integrare e rivitalizzare il sistema di rendicontazione dell'uso delle risorse economico-finanziarie già adottato secondo le diverse discipline normative vigenti;
  • la dimensione comunicativa, ponendosi, per il suo contenuto, al centro delle relazioni con i portatori di interesse;
  • la dimensione della responsabilità politica, poiché si inserisce nel sistema della rappresentanza, attraverso una maggiore trasparenza e visibilità delle scelte politiche e una possibilità di valutazione della capacità di governo;
  • la dimensione di funzionamento, in quanto responsabilizza le amministrazioni alla sostenibilità della spesa pubblica, anche con riferimento ai nuovi vincoli posti dal patto di stabilità europeo e dalle azioni di risanamento del deficit pubblico;
  • la dimensione strategico-organizzativa, come strumento efficace per riorientare, nell'ottica del cittadino, i processi di pianificazione, programmazione e controllo e per ripensare l'assetto organizzativo dell'ente;
  • la dimensione professionale, in quanto orienta l'organizzazione del lavoro alla consapevolezza e al miglioramento dei risultati prodotti per i destinatari, valorizzando e sviluppando le competenze e le professionalità e fornendo nuove occasioni di motivazione e di responsabilizzazione degli operatori.
Le sei finalità appena descritte non devono essere considerate alternative: in realtà il dar conto dei risultati coinvolge naturalmente tutte le dimensioni.

Roma 17 febbraio 2006
Il Ministro: BACCINI

Il bilancio sociale dovrebbe rendere conto non solo di ciò che è stato direttamente realizzato dall'amministrazione, ma anche dell'attività dei soggetti pubblici e privati che concorrono alla realizzazione degli obiettivi dell'amministrazione stessa.
Nonostante ciò manca un'integrazione con i servizi resi dai Pii Istituti Riuniti, che pure hanno un impatto notevole sulle politiche sociali del Comune: il Bilancio si limita a riportare poche righe del tutto generiche.
Anche sulle associazioni di volontariato si limita a dire che sono 12, ma non esprime alcun indirizzo in merito; per l'Ospedale poi fa una semplice cronistoria ed esprime delle proposte, senza nulla dire in merito ad iniziative concrete: manca qualsiasi parametro di riferimento, sui quali si rinvia ad un successivo documento.
Si arriva anche a dimenticare il contributo che numerose associazioni danno al tema "Cittadini, il tempo libero e la cultura" e non si citano politiche di mantenimento di iniziative come "Cinema d'essai" e spettacoli teatrali.
Nessun accenno all'Ente Parco, né all'Area Marina Protetta.

La struttura del Bilancio, articolata con tabelle di dettaglio, non consente di cogliere gli indirizzi che l'Amministrazione si è data per ciascun argomento oggetto di una scheda, anche perché manca qualsiasi valutazione dei risultati raggiunti.
In definitiva, traspare un buon lavoro segretariale, con una riaggregazione dei dati del bilancio ufficiale certamente più comprensibili e arricchiti dai trend storici, ma ai quali manca l'"intelligenza", la spiegazione di una volontà politica, una prospettiva di sviluppo.
Un esempio per tutti: il finanziamento delle Associazioni Sportive. Perché "Team Ciclomania" riceve 2.200 € nel 2005 e il "Circolo Nautico" solo 400?
Supponiamo che ci sia un motivo, ma leggendo il Bilancio Sociale pare che si tratti di un rimborso a "piè di lista" in base al programma degli eventi.
La rendicontazione utilizza indicatori spesso non adeguati: le spese sostenute infatti non misurano quasi mai gli effetti prodotti, ma soltanto le risorse impiegate e, al limite, le attività svolte.
E' come se dicendo che ho speso 1.000 € di benzina pensassi di convincere che ho visitato località interessanti. tributi
Il colmo dell'inde terminatezza si tocca quando vengono focalizzati i contribuenti: le tabelle non esplicitano tasse, imposte e tariffe comunali, ma si limitano a semplici freccette (compresi acquedotto, parcheggi e rifiuti).

dalla visione agli effetti A proposito della scheda "I cittadini e la casa", come si fa poi a non accennare ai cittadini non residenti che frequentano Santa e al numero delle seconde case?
Manca una connessione tra scelte effettuate, risorse impiegate e risultati ottenuti all'interno di un'azione strategica.

Non vogliamo tediare oltre i nostri lettori e non vogliamo nemmeno soffocare l'iniziativa di chi ha redatto questa prima edizione del Bilancio Sociale. Vorremmo solo dare un piccolo contributo a migliorare la prossima, in modo che possa essere un patrimonio e uno strumento di lavoro da lasciare alle amministrazioni future per una sempre maggiore responsabilità e trasparenza.
Vorremmo anche suggerire quello che è già realtà in numerosi comuni: un'indagine di "citizen satisfaction".
Banalmente, la rilevazione della soddisfazione dei cittadini tramite questionari: un bell'esempio di coraggio per l'Amministrazione.

stakeholders


1 Per cittadino intendiamo non solo chi ha degli interessi (i cosiddetti stakeholders), ma anche chi ha bisogni, attese, desideri e sogni. L'Amministrazione dovrebbe condividere e affrontare i problemi e i bisogni delle persone che nascono, crescono, studiano, lavorano e si divertono a Santa. Insomma, chi dal Comune si aspetta qualcosa.

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