Testata Gazzetta
    Attività del Comune

Heu me miserum

Ah, povero me!
"Se non sai dove stai andando, qualsiasi strada ti ci porterà" diceva Stregatto ad "Alice nel paese delle meraviglie": la stessa risposta avrebbe chi chiedesse Alice notizie sul futuro di Santa.
Certo, se non si ha una prospettiva e/o non la si comunica, in qualsiasi momento si potrà dire "ecco, ci sono, ho raggiunto il mio obiettivo".
E la prospettiva, nel caso di una città, è rappresentata dal suo piano urbanistico che, nel nostro caso, si chiama PUC (Piano Urbanistico Comunale): proprio quel documento oggetto di ripetute promesse mai mantenute, che stiamo ancora aspettando.
Nell'attesa può succedere di tutto, legato alle varianti di un vecchio Piano Regolatore Generale che ha fatto il suo tempo.
Perché nel frattempo, all'insegna della "semplificazione edilizia", le legislazioni nazionale e regionale sono diventate sempre più permissive: cambiamenti continui hanno portato dalla licenza alla concessione edilizia e al permesso di costruire, dall'autorizzazione alla Dia (Denuncia di inizio attività), alla Scia (Segnalazione certificata inizio attività), dalla relazione asseverata alla Cil (Comunicazione di inizio lavori) e alla Cila (asseverata, cioè preparata e sottoscritta da un tecnico abilitato), …
La salvaguardia dell'ambiente e del territorio è lasciata a chi dovrebbe averli più a cuore, l'amministrazione locale: di qui l'importanza del PUC. Sherlock Holmes
Non che sia la panacea, ma almeno evita di essere completamente nelle mani di chi vede soprattutto il proprio interesse: si chiami Coop, Santa Benessere & Social, Laurum (Ospedale Vecchio), Regione (Ospedale Nuovo), Villa Attilia, ecc.
Potrebbe anche limitare la realizzazione di obbrobri come l'edificio sorto sul sedime del vecchio hotel Terminus, che potrebbe replicarsi in altri casi.
Con lo slogan "padroni in casa propria" l'allora Presidente del Consiglio Berlusconi annunciò il decreto sulle liberalizzazioni del 2010: ignorando la priorità che dovrebbe essere assegnata alla salvaguardia del territorio.
Come scrive Il Sole 24 Ore (16/10/2017) «Le norme tecniche di attuazione dei piani urbanistici e dei regolamenti edilizi compongono una rete quasi inestricabile di indirizzi, principi, norme di dettaglio, eccezioni e deroghe che gli stessi uffici comunali non riescono ad interpretare e spesso ad applicare. Ed è forse qui che nasce la cosiddetta deregolamentazione: sia il cittadino a certificare la qualifica dell'intervento (risanamento o ristrutturazione?), la conformità del cambio d'uso, il rispetto di Rc [Rapporto di copertura], If [Indice di fabbricabilità fondiario], H [Altezza di fabbricato], D [Densità edilizia], Slp/Sul [Superficie lorda di pavimento/Superficie utile lorda] (per citare solo alcuni degli acronimi del lessico stereometrico).
Al Comune resta così solo il potere del successivo controllo, che ha portata devastante perché interviene a posteriori, spesso a lavori in corso e comunque ad investimenti fatti.»
Il quotidiano conclude «Il vero nodo da sciogliere è dunque quello della regolamentazione locale, che deve essere semplice, stabile (non affetta dallo spoil system [il cambio dei dirigenti al cambiare delle amministrazioni] e il più possibile omogenea tra amministrazioni diverse.
E' una questione di cultura della buona amministrazione, in cui il legislatore può fare poco.»

Allora, un appello agli assessori all'Urbanistica (arch. Linda Peruggi) ed all'Edilizia Privata (avv. Paolo Donadoni, Sindaco) che si occupano della pianificazione del territorio: "dove stiamo andando?"
L'art.13 del Testo unico degli enti locali recita "Spettano al comune tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio incrocio comunale, precipuamente nei settori organici dei servizi alla persona e alla comunità, dell'assetto ed utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico, salvo quanto non sia espressamente attribuito ad altri soggetti dalla legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze."
Per quanto riguarda la pianificazione urbanistica, il Comune deve redigere il PUC, che stabilisce tra l'altro quali tipi di edifici e con quali caratteristiche possono essere costruiti o modificati nelle varie aree della città. Un tema importante, che spesso porta a un giro di affari significativo e influenza pesantemente lo sviluppo urbano, arrivando a volte sulle prime pagine dei giornali quando si scoprono politici collusi con interessi diversi dal Comune, o semplicemente incompetenti.
Un esempio, non banale per una città come Santa dove il numero di residenti è lo stesso del 1931 (9338 nel 2016), ma il numero di abitazioni è triplicato (da 3250 a oltre 9530): quali percentuali edificatorie si ipotizzano tra alloggi destinati a residenza ordinaria e case per vacanze e tempo libero?

Come disse Cicerone, "Heu me miserum! Cur senatum cogor, quem laudavi…" [ Ah, povero me! Perché sono costretto a biasimare il senato del quale tessevo le lodi…].

© La Gazzetta di Santa