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Chi è Gianpiero Fiorani

Gianpiero Fiorani Gianpiero Fiorani (dx)

Il 4 luglio 2014 la procura generale di Milano gli comunicò che era ufficialmente "libero", dopo l'estate 2005 in cui aveva tentato fraudolentemente di mettere le mani sulla banca Antonveneta, ma poi ci furono la vicenda Parmalat, il fallimento Hdc (Holding di comunicazione) di Luigi Crespi (l'ex sondaggista di Berlusconi), il crac della Cassa di risparmio di Firenze, quello di Cirio e ancora due indagini per usura a Campobasso e a Sciacca. Tre procedimenti si sono conclusi con una condanna, gli altri con una assoluzione diventata definitiva: per Gianpiero Fiorani un totale di cinque anni di carcere.
Un passato significativo, non sappiamo quanto rassicurante per il megaprogetto di ristrutturazione del fronte mare di Santa Margherita presentato da Gabriele Volpi: un personaggio, Fiorani, capace anche di dichiarare pubblicamente "Con l'esperienza e le competenze che ho mi vedo in una trasmissione utile a spiegare agli italiani come non farsi fregare dalle banche e dalle assicurazioni", mentre in Sardegna spopolava al Billionaire e alla corte di Lele Mora (l'Espresso, 12/10/07).
Una rapida carriera iniziata nel 1978, a 19 anni, come ragioniere alla Banca Popolare di Lodi, quando quest'ultima è ancora una tranquilla banca di provincia: la sua scalata porta a cambiarne la natura e farne un istituto tanto dinamico da condurlo nelle aule dei tribunali e guadagnargli il soprannome di "furbetto del quartierino".
La finanziaria della famiglia, Ifil (Immobiliare finanziaria lodigiana, da non confondere con l'omonimo Istituto Finanziario Industriale Laniero degli Agnelli), custodisce immobili e altri beni: il tutto però, insieme a quote di società, sono confluiti in un fondo patrimoniale che garantisce una protezione da eventuali pretese di creditori. Anche Fiorani, come Volpi, è esperto di matrioske e scatole cinesi che li mettono al riparo da eventuali incapacità di onorare i propri impegni.

gruppo Giovanni Toti, Gabriele Volpi, Gianpiero Fiorani

Nel 2015 ecco Gianpiero Fiorani affiancare l'imprenditore ligure Gabriele Volpi nella riorganizzazione delle attività di logistica petrolifera in Nigeria: «Gianpiero Fiorani è e sarà un mio consulente, l'ho scelto per le sue capacità e non c'è niente da nascondere: eccolo, è insieme a me», afferma Volpi. Il nuovo acquisto viene dopo il siluramento di Gian Antonio Bandera prima e, poi, di Angiolino Barreca: avvicendamenti che ancora una volta destano qualche preoccupazione in chi ha a cuore le sorti di Santa Margherita. Ma Volpi rassicura: «… il passato giudiziario a me comunque non interessa: ho scelto Fiorani come collaboratore per le sue qualità, è vero che si occuperà del mio lavoro in Africa, ma anche della realizzazione del progetto per le piscine di Recco. Invece non avrà a che fare con Carige. I veleni fatti circolare in questi mesi? Mi preoccuperei se muovessero obiezioni su Fiorani le banche nigeriane, alle quali chiedo i soldi per i miei investimenti, come mi rivolgo ad altri grandi istituti. Ma gli affari vanno bene e direi che si vede…».
Una coppia con grande disponibilità di capitali, di conoscenze e di legami politici che, uniti alla scarsa trasparenza dell'operazione "waterfront" di Santa, destano notevoli preoccupazioni dovute anche alle ripetute concessioni con le quali la nostra amministrazione ha favorito il progetto.

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