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La storia del Palazzetto dello Sport
di Pio Macchiavello, presidente "Tigullio Sport Team"

Levante News – 20 + 24 + 27 + 31 gennaio 2018

Storia degli ultimi quattro anni

Nel 1973 a S. Margherita Ligure "nasceva" il Palazzetto dello sport.

inaugurazione 21 giugno 1973: Don Solimano benedice il nuovo Palazzetto dello Sport prima che il Sindaco Raffaele Bottino tagli il nastro
(foto della raccolta Renato Dirodi)

Le dimensioni del campo erano quelle regolamentari all'epoca: metri 26 x 14.
Era uno dei migliori impianti liguri, tanto è vero che, quando la squadra di Genova giocava in serie A, a volte le partite si sono disputate a Santa causa indisponibilità del Palazzo dello sport genovese.
Da alcuni anni le dimensioni regolamentari sono cambiate: m 28 x 15.
Prima in serie A, poi in B, quindi in C 1 (per tre anni la Tigullio disputò tale campionato e fu costretta a giocare a Chiavari) e da quest'anno anche in serie C 2.
Altrettanto dicasi, da alcuni anni, per i campionati giovanili categoria "eccellenza" (cioè nazionali).

Nel 2013 l'Amministrazione comunale (Sindaco De Marchi, Assessore allo sport Bernardin) deliberò un intervento finalizzato a mettere a norma di regolamento federale il campo di gioco e consentire così alla "Tigullio Sport Team", che da anni gestiva l'impianto, di partecipare ai campionati giovanili di eccellenza.
Per non impedire il regolare svolgimento dell'attività nell'anno sportivo 2013/2014, i lavori iniziarono nel giugno 2014 in concomitanza con l'elezione del nuovo Sindaco avv. Donadoni.
Per modificare le dimensioni del campo i tecnici decisero di alzare il piano di gioco sino all'altezza del primo gradone delle due zone destinate al pubblico.
Approfittando del dislivello già esistente fra piano di gioco e la via Gen. Liuzzi, fu deciso di ricavare sotto la nuova soletta un vano ampio quanto il logo Palazzetto allo scopo di creare 22 box cui si sarebbe potuto accedere dalla pubblica via. Tali box sarebbero stati venduti e il denaro incassato utilizzato per ristrutturare l'intero edificio e impermeabilizzare il tetto per impedire lo stillicidio di acqua piovana all'interno (problema che perdurava da alcuni anni).
I lavori, iniziati appunto a giugno 2014, comportarono la costruzione di una nuova soletta su cui poggiava un parquet nuovo, l'installazione di nuovi canestri, nuove panchine per gli atleti, nuovo tavolo per gli ufficiali di campo, la pitturazione delle gradinate e la separazione con elementi tubolari metallici della zona adibita al gioco rispetto a quella destinata al pubblico, la rampa di accesso per i disabili, il nuovo accesso principale all'impianto.
Fu così possibile per le squadre giovanili della "Tigullio Sport Team" partecipare a campionati di "eccellenza".
La parte dei lavori sopra descritta fu completata il 6 dicembre 2014.
Sarebbero stati necessari altri 45/60 giorni di lavoro per portare a termine l'intervento nel vano box ivi compreso l'isolamento della nuova soletta in modo che l'umidità non salisse da detta zona alla parte superiore del Palazzetto.
A quel punto intervenne la nuova Amministrazione e i lavori si bloccarono.
A gennaio 2015 scrivemmo al Sindaco rappresentando alcune problematiche esistenti nel Palazzetto, una relativa alla sicurezza degli atleti (sul punto, per brevità, si rinvia alla missiva del 9 marzo, che in seguito sarà citata, ove si riporteranno i contenuti delle lettera inviata a gennaio).
Nessuna risposta fu data.
Nei primi mesi del 2015 chiesi per due volte al Sindaco Donadoni come mai non si proseguissero i lavori per completare la zona box, ma il predetto eluse la risposta.
Nel frattempo, intorno a fine febbraio 2015, il Comune decise di utilizzare il Palazzetto per una serata di ballo liscio con l'orchestra di Omar Codazzi. Fece effettuare una verifica dagli Organismi competenti e il Palazzetto risultò non essere a norma antincendio. Il Sindaco emise subito un'ordinanza con cui limitava l'accesso del pubblico a non più di 100 persone.
Da allora nulla è cambiato, anzi forse recentemente sembra che sia stato imposto pure il divieto di accesso del pubblico al di fuori delle gare di campionato (cioè durante gli allenamenti, anche dei bambini del mini basket, mini volley e ginnastica ritmica), ma tale disposizione non è chiara.
In data 9 marzo 2015 scrivemmo al Sindaco una lettera in cui, venuti a conoscenza dell'intervento dei Vigili del fuoco e dell'ordinanza sopra citata, si illustravano i numerosi impegni agonistici delle nostre squadre di basket e volley con prossima partecipazione alle fasi di play off nonché le manifestazioni che stavamo organizzando per l'aprile e il maggio successivi, invitando l'Amministrazione a intervenire tempestivamente.
La missiva proseguiva nei termini di seguito testualmente riportati:

"Premesso quanto sopra appare evidente l'assoluta necessità e urgenza di ripristinare la normale capienza dell'impianto provvedendo codesta Amministrazione a eseguire i lavori prescritti dal Comando Vigili del fuoco. In difetto ci vedremmo costretti ad annullare manifestazioni ovvero a richiedere l'intervento dei Carabinieri o della Polizia municipale per impedire l'accesso agli spettatori dal 101° in poi. Non potremmo provvedere noi in quanto è facilmente immaginabile la giocatore reazione di chi viene da altra città per assistere alla gara e un nostro dirigente gli impedisse di entrare.
Chiediamo, pertanto, di sapere entro e non oltre il 14 marzo p.v. se i lavori saranno completati in tempi rapidi e comunque tali da consentirci l'organizzazione del "Memorial Quaquaro" (si ripete: in calendario il 3 e 4 aprile) e la regolare disputa delle gare di play off.
Auspichiamo che almeno in questa situazione l'Amministrazione abbandoni il suo abituale "riserbo" (id est: inerzia e totale mancanza di risposte alle nostre precedenti richieste su problematiche relative allo stato dei lavori del Palazzetto dello sport) e soprattutto provveda a farli completare."

A quest'ultimo proposito ricordiamo che dal 6 dicembre scorso l'impresa assegnataria dei lavori di ristrutturazione dell'impianto non si è più vista in loco e che devono essere completati gli interventi, alcuni dei quali riguardano problemi attinenti alla sicurezza degli atleti: rivestimenti di colonne portanti e delle due strutture che sostengono i canestri e la problematica più volte segnalata verbalmente e per iscritto relativa al varco che dal campo di gioco dà accesso alla scala che conduce agli spogliatoi.
Su quest'ultimo punto, data la notevole rilevanza, si riporta il testo delle ultime due missive:

"Nel lato monte del campo di gioco si aprono i vani scale che danno accesso agli spogliatoi; le rampe sono costituite da numerosi gradini. Non esiste una protezione che impedisca agli atleti che dovessero cadere in quella zona durante una concitata fase di gioco, di precipitare lungo le scale stesse. Sarebbe indispensabile far installare una sorta di piccolo cancello in tubolari come le transenne che sono state sistemante lungo i bordi del campo.
Non possiamo provvedervi direttamente perché eventuali protezioni di fortuna non sono installabili in quelle zone poiché devono transitarvi gli atleti per accedere al campo di gioco dagli spogliatoi e viceversa. E' indispensabile un intervento del tipo di quello segnalato che non potrebbe essere effettuato da noi in quanto, a prescindere dalla spese che non spetta certamente alla nostra Associazione sostenere, ai sensi dell'art. 4 della Convenzione, non possiamo modificare impianti ed infissi o, più in generale, eseguire lavori che modifichino elementi fissi dell'impianto o ne inseriscano dei nuovi.
Si richiama l'attenzione anche sull'art. 9 ultima parte della Convenzione che addossa all'Amministrazione la responsabilità "in ordine alla proprietà dei luoghi e delle strutture di sviluppo delle attività".
Ringraziamo per l'"auspicata" attenzione e in attesa di riscontro (che alle nostre precedenti lettere non è mai stato dato), porgiamo distinti saluti."

Il Sindaco concesse la deroga al limite di capienza per le manifestazioni e le gare di campionato, ma nulla accadde in merito alla messa a norma antincendio del Palazzetto.
Mi capitò in quel periodo di incontrare il Sindaco e gli chiesi per la terza volta per quale motivo non venissero completati i box. Finalmente mi rispose: i box "non sono previsti dal piano regolatore". Alla mia obiezione: "Allora apportate una variante al piano regolatore", replicò che aveva deciso altrimenti: nel giugno 2015 il Comune sperava di vendere un immobile sito a Nozarego (ex sede scolastica) e il ricavato pari a circa € 2.400.000 sarebbe stato destinato alla ristrutturazione del Palazzetto dello sport e degli edifici sede della scuola primaria e secondaria di primo grado.

Riprendo il racconto da dove ero rimasto: l'auspicio del Sindaco di incassare € 2.400.000 dalla vendita dell'ex scuola di Nozarego e poter utilizzare tale somma per ristrutturare il Palazzetto dello sport e gli edifici sede delle scuole elementari e medie.
Nel luglio 2015 l'immobile fu venduto.
Nello stesso periodo andava a scadenza la Convenzione per la concessione in comodato d'uso del Palazzetto dello sport e l'Amministrazione comunale bandì una nuova gara per l'assegnazione della concessione.
Presentammo la domanda di partecipazione alla gara, ma lo stato di degrado dell'immobile e le problematiche relative ad un impianto non a norma di legge ci determinarono a segnalare l'opportunità del differimento della gara al 2016 o con un rinnovo "tecnico" di un anno o assumendosi il Comune l'onere della gestione sino al completamento dei lavori e poi darlo in concessione in condizioni, di fatto e prima ancora di diritto, ottimali.
Con l'occasione ribadimmo che il Palazzetto faceva "acqua da tutte le parti" (nel senso letterale del termine) e che l'ordinanza che limitava l'ingresso agli spettatori era incompatibile con un'attività del gestore che si collocasse ad un livello "sportivo" quantomeno medio.
Si segnalava, altresì, una circostanza di particolare rilievo, penso ignota alla maggioranza o alla quasi totalità dei sammargheritesi: in caso di calamità naturali la protezione civile ha da anni individuato nel Palazzetto dello sport l'edificio in cui la popolazione dovrebbe trovare rifugio.
Ironicamente ho osservato che, vista la situazione, il rifugio lo possono trovare solo coloro che abitano nei pressi del Palazzetto o i più veloci perché dopo l'arrivo del fortunato 100° gli altri non sarebbero più potuti entrare.
Ricordo che per la prima volta in vita mia presenziai ad una riunione del Consiglio comunale.
Si discusse della nostra richiesta che fu respinta perché, fu asserito, la proroga tecnica non era giuridicamente possibile. Mi alzai e mi allontanai, non prima di aver detto ad alta voce che quanto poco prima affermato non corrispondeva al vero. Altre proroghe tecniche, infatti, era state concesse in relazione ad altre concessioni.
In data 8 settembre scrivemmo la lettera di cui si riportano i passi principali:

"All'interno del Palazzetto durante l'estate la presenza di colombi che entrano da aperture esistenti nella parte prossima al tetto ha causato la presenza di una rilevante quantità di escrementi nella zona circostante il terreno di gioco.
Le due gradinate necessitano di una nuova "mano" di pittura poiché quella usata la prima volta non appare essere stata di qualità soddisfacente.
Gli ambienti destinati a ufficio e magazzini adiacenti, per le ormai ben note problematiche, già ripetutamente segnalate negli scorsi anni e dovute alle infiltrazioni di acqua dal retrostante locale docce, sono ridotti igienicamente in pessimo stato e non sono più agibili (si stanno danneggiando causa muffa sia gli arredi sia il computer installato nell'ufficio sia tutto il nostro materiale che viene ivi tenuto in deposito (divise, palloni ed altro).
Alla luce di quanto sopra esposto si chiede di consegnare il Palazzetto in forza della nuova convenzione in condizioni dignitose, soprattutto dal punto di vista igienico e con riferimento alle problematiche sopra illustrate (del tutto indipendenti dalla gestione pregressa dell'impianto) si chiede di provvedere a:

  1. far completare i lavori interrotti il 6 dicembre 2014 e in particolare sistemare la zona di accesso all'edificio e ai box in modo tale da impedire l'accesso a terzi non autorizzati;
  2. provvedere a far effettuare la pulizia dei pianerottoli sopra citati rimuovendo le scritte e i disegni nonché una pulizia accurata della zona interna piastrellata circostante il campo da gioco;
  3. far chiudere gli spazi che consentono l'accesso ai colombi;
  4. provvedere agli interventi necessari per ridare agibilità al locale adibito a ufficio e ai magazzini adiacenti, con un intervento di totale risanamento.

Si richiama, inoltre l'attenzione sul fatto che in quelle pochissime occasioni in cui durante l'estate è piovuto (in misura peraltro modesta), si è verificato l'ormai ben noto stillicidio di acqua. Quando inizierà a piovere in misura copiosa sarà a rischio l'integrità del parquet nuovo, con tutte le conseguenze negative già più volte segnalate".

Ad agosto 2015 mi fu riferito che secondo il Dirigente dell'Ufficio tecnico comunale i lavori di ristrutturazione del Palazzetto sarebbero stati eseguiti solo nel 2017. Andai a parlare con l'interessato il quale mi confermò la circostanza.
Chiedemmo allora un incontro con il Sindaco e gli organi competenti per chiarire la situazione. Ricordo che alcuni giorni prima della data fissata per la riunione incontrai casualmente il Sindaco davanti alla sede comunale. Rappresentai le ragioni per le quali avevamo chiesto l'incontro. La sua risposta fu incoraggiante: "Non è il dirigente dell'Ufficio tecnico che decide, siamo noi (intendendo: amministratori) a decidere!"
Arriviamo alla riunione. Presenti: alcuni dirigenti della Tigullio Sport Team, il Sindaco, il Dirigente dell'Ufficio tecnico, un paio di assessori, il dr. Russo (salvo errori) e altri che ora non ricordo.
Iniziai rivolgendomi al Dirigente dell'Ufficio tecnico domandando: "Conferma che i lavori di ristrutturazione del palazzetto sono rinviati al 2017?" La risposta fu affermativa e motivata sia con la complessità e durata dell'iter amministrativo (progetti, gara e assegnazione dei lavori) sia con la circostanza che l'Ufficio aveva "altre priorità".
A quel punto davo per certo l'intervento del Sindaco con una frase del tipo: "Ingegnere, non è lei che decide, ma noi e i lavori li facciamo prima del 2017". Questa risposta, invece, rimase un Pio (con la P maiuscola) desiderio.
Replicai allora "Ingegnere, penso in primis che l'iter amministrativo, se si vuole, sia decisamente più breve. In ogni caso ritengo che il Palazzetto sia una "priorità" perché in caso di pioggia che rovini il parquet il Comune avrebbe buttato via dei soldi e la Tigullio sarebbe costretta a interrompere l'attività, noi come Associazione, ma anche tutti i bambini e i ragazzi che praticano lo sport in quella sede".
Aggiunsi: "Ingegnere, a mio avviso il problema non sono le priorità, ma i contrasti che esistono fra Lei e il qui presente Sindaco". Nessuno replicò, né l'Ingegnere né il Sindaco.
Il discorso si spostò sulle disponibilità finanziarie dell'Amministrazione. Sostenni che il Comune aveva incassato ben € 2.400.000, provento della vendita dell'ex scuola di Nozarego.
Il Sindaco mi corresse: l'acquirente aveva tre mesi di tempo per pagare, cioè sino ad ottobre. Si assunse comunque l'impegno ad accelerare al massimo la procedura per risolvere l'annoso problema del Palazzetto ed io chiesi espressamente che si procedesse ad avviare l'iter per la progettazione, senza attendere la fine di ottobre, per evitare il rischio che, avvenuto il pagamento, i soldi di cui sopra non potessero essere utilizzati per effetto delle norme previste dal "patto di stabilità" (l'Amministrazione sammargheritese aveva già circa € 9.500.000 bloccati dal "patto di stabilità").
Mi furono date a voce ampie e sicure garanzie che il rischio da me temuto era del tutto infondato. Interrompo qui la seconda puntata del mio racconto lasciandovi nel dubbio: come è andata a finire?
Come nei test a risposte multiple scegliete voi fra quelle di seguito indicate come possibili. Chi indovina non vince neppure una bambolina: la risposta è troppo semplice:

  1. L'acquirente della ex scuola di Nozarego a ottobre non pagò.
  2. L'acquirente della ex scuola di Nozarego a ottobre pagò regolarmente e i soldi ricavati furono destinati dall'Amministrazione alla ristrutturazione del Palazzetto e degli attuali edifici scolastici.
  3. L'acquirente della ex scuola di Nozarego a ottobre pagò regolarmente e i soldi ricavati rimasero "bloccati" dal "patto di stabilità".

Ci eravamo lasciati con un quesito e con la risposta esatta che avrei dovuto indicarvi fra le tre possibili sulla sorte della somma di &euro 2.400.000 che l'acquirente dell'ex scuola di Nozarego avrebbe dovuto corrispondere all'Amministrazione sammargheritese ad ottobre 2015.
Non c'è bisogno che indichi la risposta, lo avete già capito perfettamente come andò a finire.
A proposito di "patto di stabilità". Quando la normativa in materia venne modificata per molti Comuni cosiddetti "virtuosi" fu possibile utilizzare, in presenza di determinati presupposti di bilancio, gran parte delle somme "bloccate" dal patto di stabilità (trasformatosi poi in "vincolo del pareggio di bilancio").
Fu così, a titolo di esempio, che il Comune di Rapallo sbloccò € 12.000.000 su 18.000.000 giacenti nelle casse comunali, ma inutilizzabili sino ad allora; analogamente fecero Chiavari ed altre cittadine della Liguria (anche se non so indicarvi gli importi).
Forse non altrettanto "virtuoso" risultò essere il Comune di S. Margherita se le somme di cui si discute non solo non furono sbloccate neppure in parte, ma aumentarono appunto di € 2.400.000 incassati dalla vendita della ex sede scolastica di Nozarego e raggiunsero così la cifra complessiva di circa € 12.000.000.
Ad onor del vero devo dire che ho letto recentemente una dichiarazione del nostro Sindaco secondo cui il Comune di S. Margherita, avendo ottenuto dalla Regione Liguria lo svincolo dal patto di stabilità di € 1.879.731,20 per l'anno 2017, è "il Comune della Liguria che ha ottenuto l'autorizzazione a utilizzare la somma più elevata".
Forse il nostro Sindaco si dimentica di un altro Comune che ha ottenuto lo svincolo di € 8.000.000 nel 2017 e di altri che hanno ottenuto somme minori, ma comunque rilevanti.
Devo doverosamente precisare che il suddetto Comune "virtuoso" che ha ottenuto lo sblocco di 8.000.000 è sempre Rapallo, cioè una cittadina che non ha nulla a che vedere con S. Margherita e con la quale non possono farsi confronti per molteplici ragioni: Rapallo è ignota ai più, ha caratteristiche geografiche e climatiche estremamente diverse da quelle di S. Margherita, si trova, infatti, in una zona distante da Santa anni luce (circa due milioni di millimetri), ha un'Amministrazione assai "illuminata" (specie nelle festività natalizie), ha un Sindaco che percorre con frequenza le vie del paese e dialoga con i suoi concittadini, riceve in ufficio chi gli chiede udienza e risponde a coloro che gli scrivono.
Ma "de minimis non curat Procurator" (in origine era Prætor, ma consentitemi un minimo di autoreferenzialità). Dopo questa divagazione, torniamo al nostro Palazzetto dello Sport.
Per quanto accaduto decisi di annullare la XIV edizione del "Trofeo Armani".
Agli inizi del 2016 il Comune invitò la "Tigullio Sport Team" a partecipare alla serata dedicata alle associazioni sportive nel corso della quale sarebbero stati premiati gli atleti meritevoli segnalati.
Declinammo l'invito per protesta con lettera di cui si trascrive il testo relativo alla motivazioni della nostra scelta: "La ragione è da rinvenirsi nel continuo disinteresse della S.V. e dell'Amministrazione comunale per lo stato del Palazzetto dello Sport e più in generale per la nostra Associazione che ha dovuto annullare un torneo di importanza internazionale (Trofeo EA7 Emporio Armani) per ragioni che è del tutto superfluo ribadire in questa sede perché ormai ben note".
In data 8 marzo 2016 depositammo una missiva di aggiornamento sulle problematiche del Palazzetto dello sport, della quale si riportano i passi principali:

"Con la presente desideriamo ancora una volta sottoporre all'attenzione delle SS.LL. Ill.me alcune problematiche tuttora esistenti e altre nuove in relazione al locale Palazzetto dello sport.
Continua lo stillicidio di acqua piovana dal tetto che da qualche tempo si è esteso anche alla zona ove è ubicato l'ingresso principale e in quella immediatamente successiva nello spazio fra il muro perimetrale e il canestro. L'acqua filtra, altresì, sotto la porta di accesso al termine delle scale esterne, soprattutto lato sinistro nonché sotto la parte bassa della vetrata e sta rovinando l'intonaco sottostante la vetrata stessa.
Del resto anche un po' tutte le parti in muratura sottostanti le vetrate esistenti nella parte alta dell'edificio lungo tutto il perimetro, causa umidità e infiltrazioni di acqua, presentano l'intonaco deteriorato o macchiato.
Gli ambienti destinati a ufficio e i magazzini adiacenti, per le ormai ben note problematiche, già ripetutamente segnalate negli scorsi anni e dovute alle infiltrazioni di acqua corrente dal retrostante locale docce, sono ridotti igienicamente in pessimo stato e non sono più agibili (si stanno danneggiando causa muffa sia gli arredi sia il computer installato nell'ufficio sia tutto il nostro materiale che viene ivi tenuto in deposito (divise, palloni ed altro).
Nel lato monte del campo di gioco si aprono i vani scale che danno accesso agli spogliatoi; le rampe sono costituite da numerosi gradini. Non esiste una protezione che impedisca agli atleti che dovessero cadere in quella zona durante una concitata fase di gioco, di precipitare lungo le scale stesse. Sarebbe indispensabile far installare una sorta di piccolo cancello in tubolari come le transenne che sono state sistemante lungo i bordi del campo. Tale problematica, che attiene alla sicurezza degli atleti, è già stata segnalata un anno or sono e ha formato oggetto di reiterati solleciti rimasti senza effetto".

In data 16 agosto 2016, stante il perdurante silenzio e la perdurante inerzia dell'Amministrazione, ribadimmo i concetti fiduciosi che … nulla di nuovo sarebbe accaduto:

"Con la presente desideriamo ancora una volta sottoporre all'attenzione delle SS.LL. Ill.me alcune problematiche tuttora esistenti nel locale Palazzetto dello sport.
In particolare si sono accentuati gli effetti della notevole umidità che caratterizza ormai tutto l'edificio, forse aggravata dall'ampio spazio vuoto e inutilizzato che è stato creato sotto il piano di gioco.
Non solo, come già segnalato, un po' tutte le parti in muratura sottostanti le vetrate esistenti nella parte alta dell'edificio lungo tutto il perimetro presentano l'intonaco deteriorato o macchiato.
Non solo gli ambienti destinati a ufficio e i magazzini adiacenti, per le ormai ben note problematiche, già ripetutamente segnalate negli scorsi anni e dovute alle infiltrazioni di acqua corrente dal retrostante locale docce, sono ridotti igienicamente in pessimo stato e non sono più agibili (si sono ormai danneggiati causa muffa sia gli arredi sia il computer installato nell'ufficio sia tutto il nostro materiale che viene ivi tenuto in deposito: divise, palloni ed altro). Tale situazione si è ulteriormente aggravata negli ultimi mesi.
Come se non bastasse ormai tutta la zona perimetrale interna, compresi i nuovi vani realizzati nell'estate/autunno 2015, presenta per un'altezza da terra di cm 30/50 lo "sfogliamento" dell'intonaco e il degrado continua ad accentuarsi. Anche nella nuova zona di ingresso, al termine delle scale esterne e sotto le vetrate, si sta rovinando l'intonaco.
L'umidità ha provocato il danneggiamento della tastiera elettronica che manovra il tabellone segnapunti, tanto che, trattandosi di attrezzatura che la ditta fornitrice ha definito ormai obsoleta e non più in produzione, si ravvisa l'opportunità di cambiare tabellone segnapunti e tastiera (come da separata comunicazione).
Nel lato monte del campo di gioco si aprono i vani scale che danno accesso agli spogliatoi; le rampe sono costituite da numerosi gradini. Non esiste una protezione che impedisca agli atleti che dovessero cadere in quella zona durante una concitata fase di gioco, di precipitare lungo le scale stesse. Sarebbe indispensabile far installare una sorta di piccolo cancello in tubolari come le transenne che sono state sistemante lungo i bordi del campo. Tale problematica, che attiene alla sicurezza degli atleti, è già stata segnalata un anno e mezzo or sono e ha formato oggetto di reiterati solleciti rimasti senza effetto. In caso di incidenti agli atleti la responsabilità civile e penale graverà sulle SS.LL.".

In data 19 settembre 2016 scrivemmo l'ennesima lettera non soltanto per ribadire che la situazione era rimasta immutata, ma per segnalare che nel corso di un allenamento aveva fatto la sua apparizione un topo e che su alcune pedane utilizzate per l'attività sportiva era stata notata la presenza di escrementi di topo.
Il Comune ha provveduto alla derattizzazione, ma per il resto nulla è cambiato.
Nel frattempo però è venuto alla luce il progetto preliminare (o studio di fattibilità che sia) relativo alla ristrutturazione del Palazzetto elaborato dall'Arch. Greppi, progettista incaricato dal Comune.

Il progetto di ristrutturazione del Palazzetto prese l'avvio con una determina del Dirigente dell'Ufficio tecnico del 9 novembre 2015.
In data imprecisata seguiva l'"avviso esplorativo per manifestazioni di interesse a partecipare alla successiva procedura di affidamento di un incarico per la redazione della progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, della direzione e della contabilizzazione dei lavori".
Il 26 gennaio 2016 l'Ufficio tecnico procedeva per sorteggio alla individuazione di 7 studi professionali (fra quelli che avevano manifestato l'interesse a partecipare alla gara) fra i quali sarebbe poi stato individuato quello al quale affidare l'incarico sopra descritto.
Il 7 febbraio 2016 l'Ufficio procedeva alla verifica e all'apertura dei plichi contenenti le offerte tecniche ed economiche.
In data 10 marzo veniva effettuata l'apertura delle buste contenenti le offerte economiche relative alla gara in oggetto. Risultava vincente il raggruppamento temporaneo di professionisti denominato GTRB con mandatario l'arch. Paolo Greppi.
In data 27 luglio 2016 veniva adottato dal Dirigente dell'Ufficio tecnico il provvedimento di affidamento dell'incarico. L'atto prevedeva che le presentazioni professionali dovevano "essere rese nelle seguenti tempistiche:

  • 29 giorni per la progettazione preliminare decorrenti dall'aggiudicazione dell'incarico,
  • 44 giorni per la progettazione definitiva decorrenti dall'aggiudicazione dell'incarico,
  • 59 giorni per la progettazione esecutiva decorrenti dall'aggiudicazione dell'incarico.

Nell'atto era previsto che "il conferimento dell'incarico si perfezionerà con la sottoscrizione del disciplinare d'incarico secondo lo schema allegato"
Nella documentazione consegnatami a seguito di una mia istanza di accesso agli atti, il disciplinare di cui sopra non era compreso; non so, pertanto, se e quando sia stato sottoscritto e quali clausole contenesse.
Nella bozza di disciplinare allegata al bando era però previsto all'art. 7 che qualora il professionista non consegni gli elaborati nei termini previsti e sopra indicati "sarà applicata una penale pari al 5% dell'onorario relativo alla fase di prestazioni per ogni settimana o frazione di ritardo; qualora il ritardo superi le due settimane, il dirigente potrà, con determinazione motivata, stabilire la revoca dell'incarico senza che nulla sia dovuto al professionista".
Verso fine settembre 2016 fummo convocati in Comune dove, alla presenza del Dirigente dell'Ufficio tecnico e dell'assessore ai lavori pubblici, l'arch. Greppi illustrò uno studio di fattibilità (o un progetto preliminare).
Da allora non abbiamo più saputo alcunché del progetto definitivo sino a quando la Regione Liguria ha pubblicato un bando per l'accesso al Credito sportivo. Venuto a conoscenza di ciò nel giugno 2017 sollecitai la definizione dell'iter amministrativo per il deposito del progetto definitivo (condizione per partecipare al bando regionale). L'arch. Greppi da me contattato non era a conoscenza del fatto che dovesse depositare il progetto entro ottobre per non far scadere il termine per la suddetta partecipazione.
Il Comune chiese un preventivo di spesa all'arch. Greppi che quantificò la sola costruzione di un nuovo tetto piano in continuità con l'area retrostante (cosiddetta "Area Batty") in € 3.000.000,00 (tre milioni).
Esprimemmo il nostro parere decisamente contrario, in primis quali cittadini e poi quali dirigenti della Tigullio Sport Team. A noi interessava e interessa un mero intervento sul tetto per impedire il continuo stillicidio di acqua piovana e la ristrutturazione interna come da progetto preliminare.
In una riunione il Sindaco insistette, però, sulla necessità di non perdere il contributo del Credito sportivo e si riservò di chiedere all'arch. Greppi di rivedere la spesa e cercare di contenerla in soli (si fa per dire) € 2.000,000,00. Ribadimmo la nostra contrarietà ritenendo che non si possano spendere tali cifre, ancorché con mutuo a tasso zero, con tutte le priorità esistenti sul territorio.
Quella cifra è più che sufficiente per costruire un Palazzetto nuovo.
Per precisione trascrivo il testo della lettera inviata al Sindaco in data 11 agosto 2017:

"Come è noto alla S.V. nel settembre 2016 l'arch. Greppi, nominato progettista dei lavori di ristrutturazione del Palazzetto dello sport, ha illustrato il progetto preliminare dell'intervento che prevedeva la costruzione di un nuovo tetto "piano" sorretto da pilastrate esterne, tetto che sarebbe stato in continuità con la retrostante c.d. "area Batty" e sul quale sarebbero state allestite area da gioco all'aperto (campi per mini basket, mini volley o altro). Il progetto prevedeva, inoltre, la ristrutturazione degli attuali fatiscenti spogliatoi, la costruzione di due ulteriori spogliatoi, la "pannellatura" delle esistenti controventature, il risanamento della zona adibita ad ufficio ed altro.
Da allora, nonostante siano trascorsi oltre 10 mesi, non è stato depositato il progetto definitivo che oggi costituisce il presupposto per avviare da parte dell'Amministrazione la pratica per chiedere alla Regione Liguria un finanziamento per l'esecuzione dei lavori.
Circa 15 giorni or sono siamo venuti a conoscenza che l'arch. Greppi ha presentato un preventivo dei costi da sostenere quantificato in € 3.000.000,00.
Abbiamo chiesto, pertanto, un incontro con la S.V. e così lunedì 1 agosto abbiamo appreso quanto segue:

  • La somma di € 3.000.000,00 riguarda esclusivamente il nuovo tetto e non comprende gli altri interventi sopra illustrati;
  • La S.V. è decisamente favorevole a dare esecuzione ai lavori di rifacimento del tetto per non perdere il finanziamento e per tale ragione ha chiesto al progettista di ridimensionare la struttura in modo da ridurre l'onere a € 2.000.000,00.

In detta sede abbiamo espresso il nostro parere che oggi ribadiamo con il presente scritto affinché ne resti traccia documentale.
La "Tigullio Sport Team A.S.D." ritiene inaccettabile sostenere le spese di cui sopra al solo fine di costruire un nuovo tetto "piano". Si tratta di una spesa che graverebbe sul bilancio dell'Amministrazione, seppure diluita in più anni, e quindi in ultima analisi graverebbe sui cittadini.
Si tratta di una spesa a nostro avviso spropositata: con quell'importo si potrebbe costruire un nuovo impianto.
La "Tigullio Sport Team A.S.D." non è interessata ai campi all'aperto che potrebbero essere allestiti sul tetto: per la pallacanestro ne esiste già uno idoneo in via della Madonnetta e durante l'anno sportivo non potremmo certo programmare partite (che all'aperto non sono consentite) né allenamenti che per evidenti motivi vanno svolti nel Palazzetto o nelle palestre scolastiche e non in luogo esposto al freddo e alle intemperie. E ciò senza considerare i rumori che disturberebbero la quiete degli abitanti nei vicini condomini.
Non solo, ma la spesa non comprenderebbe tutti gli interventi sopra descritti all'interno di un impianto vetusto (costruito nel 1973), fatiscente, anti igienico e rovinato dall'umidità dilagante grazie soprattutto alla zona sottostante costruita per essere adibita a box. Tale zona dal dicembre 2014 è rimasta inutilizzata e in stato di abbandono tanto che oggi è diventata una sorta di discarica che ha richiamato l'attenzione solo dei … topi i quali da lì, passando attraverso scarichi, hanno poi fatto il loro ingresso in campo e negli spogliatoi (fortunatamente negli ultimi tre mesi non sono stati più visti, probabilmente perché impauriti dalle condizioni in cui versa il Palazzetto e hanno preferito dirottare le loro attenzioni in zone più salubri).
Gli spogliatoi presentano uno stato di degrado, le controventature in acciaio non sono mai state "pannellate" e così esposte a vista sono pericolose per gli spettatori chi vi passino vicino e potrebbero accidentalmente urtarle e non sono a norma antincendio, le pareti sono ingrigite per l'umidità, le vetrate presentano alcune rotture attraverso le quali d'inverno entra aria fredda aumentando la spesa per il consumo di combustibile da riscaldamento.
In conclusione riteniamo che sia assolutamente indispensabile confermare, per darvi sollecita esecuzione, il progetto preliminare presentato dall'arch. Greppi per tutti gli interventi diversi dalla costruzione del nuovo tetto "piano" e, solo al fine di impedire all'interno dell'impianto infiltrazioni o cadute di acqua piovana, impermeabilizzare il tetto esistente. Il tutto con una spesa sicuramente e di gran lunga inferiore ad € 1.000.000,00".

Il seguito non mi è noto nei dettagli. So soltanto che la domanda di accesso al credito sportivo non è stata presentata e ho appreso dall'avv. Marchesini, delegata allo sport, che "non ci sono al momento i presupposti finanziari per accedere al mutuo". Sarebbe interessante sapere perché.
Mi resta un dubbio: l'arch. Greppi ha firmato o no il disciplinare?
In caso di risposta negativa: perché dal 27 luglio 2016 non è proseguito l'iter amministrativo per il conferimento dell'incarico di progettazione? Con questi ritmi dell'esecuzione dei lavori se ne parlerebbe dopo il 2020.
In caso di risposta positiva: sono stati depositati nei termini i progetti definitivo ed esecutivo?
In difetto non si ritiene doveroso procedere alla revoca dell'incarico ai sensi del citato art. 7 del Disciplinare? Oppure la responsabilità è tutta dell'Amministrazione comunale che ha altre priorità?

© La Gazzetta di Santa