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La pianificazione urbanistica

Studio Cataldi – 9 marzo 2018

In cosa consiste la pianificazione urbanistica, quali sono i principali piani e in quale rapporto si pongono tra di loro

Cos'è la pianificazione urbanistica
La pianificazione urbanistica è quell'insieme di interventi con i quali è determinato l'assetto delle città e lo sviluppo urbanistico territoriale per la corretta gestione dello spazio entro cui vive la popolazione. team
Essa risponde alla previsione dell'articolo 4 della legge numero 1150 del 1942, in forza della quale "la disciplina urbanistica si attua a mezzo dei piani regolatori territoriali, dei piani regolatori comunali e delle norme sull'attività costruttiva edilizia".
Sebbene si rivolga all'intero territorio di riferimento, la pianificazione urbanistica, in realtà, è solo una parte della complessiva attività di governo del territorio.
I compiti della pianificazione urbanistica
La pianificazione urbanistica, quindi, assolve a compiti di controllo e di indirizzo delle trasformazioni territoriali.
Nell'eseguirli, si avvale di molteplici disposizioni inserite in diversi strumenti urbanistici che, in parte, hanno una natura normativa e, in altra parte, hanno una natura provvedimentale.
I principali piani urbanistici
Di conseguenza, il sistema di pianificazione urbanistica si presenta come un sistema molto complesso.
I principali tipi di piano nei quali esso si articola possono essere, tuttavia, ricondotti ai:

  • piani territoriali di coordinamento - possono essere sia regionali che provinciali e coordinano la pianificazione urbanistica degli enti locali di riferimento;
  • piani regolatori generali - possono essere comunali o intercomunali (interessando in questo secondo caso due o più Comuni limitrofi) e specificano in maniera più precisa le direttive generali dettate dai piani territoriali di coordinamento e dalla legge;
  • programmi di fabbricazione - sono dei piani regolatori elementari emanati dai Comuni minori;
  • programmi pluriennali di attuazione - coordinano i piani attuativi di nuovi insediamenti e delle ristrutturazioni urbanistiche rilevanti con il programma comunale dei lavori pubblici e con lo stato territoriale delle urbanizzazioni e impediscono, in tal modo, che sorgano nuclei senza infrastrutture o infrastrutture non collegate in maniera immediata con i nuovi insediamenti;
  • piani particolareggiati di esecuzione, piani di lottizzazione e piani speciali di zona - specificano la destinazione dei piani regolatori generali, dei quali costituiscono attuazione.

All'elenco appena fatto si affiancano spesso degli ulteriori piani previsti dalla legislazione speciale con riferimento a specifici ambiti di applicazione.
Centralità del Comune
Da quanto detto, la pianificazione urbanistica sembrerebbe articolarsi mediante una struttura gerarchica. Infatti, la pianificazione può essere sostanzialmente distinta in pianificazione di direttive, pianificazione operativa e pianificazione di attuazione, comportando una sequenza di prescrizioni che, passando dall'essere solo programmatiche e indicative all'essere cogenti e immediatamente operative, divengono via via più concrete.
Tuttavia, non è corretto ridurre il ruolo della pianificazione urbanistica comunale a quello di semplice specificazione delle scelte prese dalla Regione e dalla Provincia, posto che rispetto al regolato assetto del territorio sono gli interessi della comunità di base che devono essere sempre posti al centro.

Il piano regolatore generale comunale
Cos'è e come è disciplinato uno dei più importanti atti di pianificazione territoriale, il piano regolatore generale comunale

Cos'è il Piano Regolatore Generale Comunale
Il Piano Regolatore Generale Comunale (conosciuto anche con la sigla PRGC e in alcune località denominato PUC - Piano Urbanistico Comunale [o PGT – Piano di Governo del Territorio]) è uno degli atti di pianificazione territoriale più importanti. Si tratta, infatti, di uno strumento urbanistico con il quale i Comune disciplinano tutta l'attività edificatoria dei propri territori. E' possibile anche una sua adozione congiunta tra più Comuni: in tal caso si parla di Piano Regolatore Generale Intercomunale.
La disciplina del PRGC è dettata dalla legge urbanistica numero 1150/1942.
PRGC facoltativo e obbligatorio
In generale, la formazione del piano regolatore generale del proprio territorio è una facoltà per i Comuni che, quindi, possono scegliere di provvedervi o meno. L'eventuale decisione di formare il piano è presa dal Consiglio comunale con una delibera che non è soggetta a speciale approvazione. vignetta
Se la facoltatività è la regola generale, il PRGC va tuttavia obbligatoriamente formato in tutti quei Comuni inseriti in appositi elenchi predisposti da decreti del Ministro per i lavori pubblici e in quelli indicati dalle Regioni di appartenenza.
Quando la formazione del piano è obbligatoria, i Comuni sono tenuti a nominare i progettisti entro 3 mesi dalla data in cui sorge l'obbligatorietà, ad adottare il piano nei successivi 12 mesi e a presentarlo alla Regione per l'approvazione entro 2 anni dalla data del decreto che ha disposto l'obbligatorietà.
Il Prefetto, decorso invano ciascuno dei predetti termini e salvo proroga (possibile per massimo un anno su richiesta motivata del Comune e concessione del Ministro per i lavori pubblici), è tenuto a convocare il Consiglio comunale per i relativi adempimenti, che vanno adottati entro 30 giorni.
Decorso anche quest'ultimo termine il Prefetto nomina, di intesa con il provveditore regionale alle opere pubbliche, un commissario per la designazione dei progettisti o per l'adozione del piano regolatore generale o per gli ulteriori adempimenti necessari per la presentazione del PRGC al Ministero dei lavori pubblici.
Il piano regolatore generale è approvato entro un anno da quando è inoltrato al Ministero dei lavori pubblici, che è il soggetto che vi provvede, una volta sentito il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
Pubblicità del progetto di piano
L'approvazione del piano, tuttavia, passa prima per un fondamentale passaggio: il deposito del relativo progetto nella Segreteria comunale per 30 giorni consecutivi.
Durante tale periodo, infatti, il progetto può essere visionato da chiunque e fino a 30 giorni successivi alla scadenza del periodo di pubblicazione è passibile di osservazioni da parte delle associazioni sindacali e degli altri enti pubblici e istituzioni che ne hanno interesse.
L'approvazione del PRGC
Come detto sopra, l'approvazione del PRGC è di competenza del Ministro dei lavori pubblici, il quale, con il medesimo decreto con il quale vi provvede, può anche apportarvi delle modifiche, purché queste non siano tali da modificare le caratteristiche essenziali del piano, i criteri di impostazione e le variazioni derivanti dalle osservazioni delle quali si è dato appena cenno.
Sono inoltre possibili tutte le modifiche che risultino indispensabili per assicurare:

  • che siano rispettate le previsioni del piano territoriale di coordinamento;
  • la sistemazione razionale e coordinata delle opere e degli impianti di interesse statale;
  • la tutela del paesaggio e di complessi storici, monumentali, ambientali e archeologici;
  • l'osservanza dei limiti stabiliti dalla legge urbanistica per i volumi e le altezze degli edifici (art. 41-quinquies, comma 6); per la densità edilizia, l'altezza, la distanza tra i fabbricati e i rapporti tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e gli spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi (art. 41-quinquies, comma 6); per i parcheggi nelle nuove costruzioni e nelle aree di loro pertinenza (art. 41-sexies).

Contenuto del piano regolatore generale comunale
Il PRGC, che deve interessarsi di tutto il territorio comunale, ha un contenuto minimo stabilito dalla legge urbanistica.
In esso, in particolare, vanno indicati i seguenti elementi:

  • la rete delle principali vie di comunicazione stradali, ferroviarie e navigabili e dei relativi impianti;
  • la divisione del territorio comunale in zone. A tale proposito, il piano deve precisare quali zone sono destinate all'espansione dell'aggregato urbano e quali vincoli e caratteri devono essere osservati in ciascuna zona;
  • le aree che sono destinate a uso pubblico o che sono sottoposte a delle speciali servitù;
  • le aree che devono essere riservate a edifici pubblici, a edifici di uso pubblico o a opere o impianti che hanno un interesse collettivo o sociale;
  • i vincoli che devono essere osservati nelle zone a carattere storico, ambientale o paesistico;
  • le norme necessarie per dare attuazione al piano regolatore generale comunale.

PRGC: durata ed effetti
Una volta emanato, il PRGC obbliga tutti i proprietari degli immobili siti sul territorio comunale a osservare, nelle costruzioni e nelle ricostruzioni, quanto in esso stabilito.
Il piano vige a tempo indeterminato.

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