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Porto: le umili origini del centro di talassoterapia

Un piovoso mercoledì 16 giugno 2010, il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, è a Santa Margherita per assistere a un'operazione "storica": la demolizione delle opere abusive presenti all'interno dell'ex Cantiere Spertini in via Milite Ignoto (sostanzialmente un antiestetico capannone che faceva da sfondo panoramica alla statua al re Umberto I). Un mese prima, l'11 maggio, il Cantiere Navale Diano (Società Costruzioni Navali S. Margherita S.r.l., ex concessionaria) aveva simbolicamente ceduto l'area demaniale al Comune, dopo un contenzioso durato anni (l'ordinanza di demolizione risale al 21 giugno 2000) e la cessazione delle attività dopo il tragico varo di un'imbarcazione il 24 settembre 2005.
Si rendeva così disponibile un'area di 1.700 metri quadri con spiaggia, preziosa per una città come la nostra. Tanto preziosa che Il Secolo XIX (11/5/2010) afferma «che fa gola a molti: tra questi, forse, anche Gabriele Volpi, imprenditore e presidente della Pro Recco, che di recente ha manifestato interesse per la realizzazione di un centro polifunzionale.»
Ma chi era interessato si era mosso già prima, in maniera molto soft.
L'architetto Enrico Davide Bona, docente all'Università di Genova, aveva assegnato a due laureandi in architettura una tesi dal titolo "Progettazione di un centro di talassoterapia1 a Santa Margherita Ligure": Irene Bruni si occupò di "L'acqua come elemento di benessere ed elemento di progetto", Roberto Capizzi di "Progettare il limite tra mare e città".
La tesi fu presentata nell'aprile del 2010, ma lo studio era ovviamente iniziato molto prima.
Fu lì che nacque l'idea di "una piazza sul mare" ereditata poi dal progetto della Santa Benessere SpA.
Il professor Enrico Davide Bona, titolare di EDB Studio, affianca all'attività universitaria quella editoriale e nell'edilizia pubblica, oltre all'industrial design: capace di intelligenti intuizioni come il centro di talassoterapia.
Forse è merito della collaborazione con l'arch. Stefano Boeri, col quale ha steso nel 2000 il Piano Regolatore Generale del Porto di Genova e nel 2002 il Piano di Coordinamento per la ristrutturazione della Vecchia Darsena nel Porto storico di Genova.
La sua competenza, tuttavia, non lo esime da qualche svista se il 29 settembre 2011 il quotidiano la Repubblica segnala che «Un errore nella fase di progettazione ha portato alla realizzazione di un centinaio di scrivanie troppo alte» all'Albergo dei Poveri di Genova (Bona è progettista e direttore lavori).
Errare humanum est, Errare è umano, può succedere anche ai migliori architetti e per cose banali come le scrivanie: figuriamoci quando si tratta di mettere mano al profilo di una costa!

Tornando al centro di talassoterapia, nel Consiglio comunale del 28 giugno 2010 il consigliere Giovanni Costa si rivolge al sindaco Roberto De Marchi «ultimamente sul territorio si è sparsa una voce molto strana, una voce che tende a dire che l'area Spertini è già stata assegnata e che diverse altre aree demaniali sono già state assegnate. Io personalmente ho sostenuto e ho detto che l'area va in gara, quindi chiunque si azzarda a dire e a fare determinate supposizioni commette un grave reato, mi piace sottolinearlo perché la voce è abbastanza diffusa e mi rivolgo a lei Signor Sindaco affinché questo sia sottolineato…»
… e qui chi vuole proseguire la storia può leggersi l'articolo del 5 gennaio "Porto: un progetto senza pudore".

Sempre più chiaro che lo stabilimento talassoterapico costituisce il grimaldello con cui ottenere il controllo di tutto il fronte mare. linea di riva


1 Nel 2014 la Gazzetta (Talassoterapia: Bella vigna, poca ûga) proponeva un articolo comparso sul settimanale L'Espresso del 28 giugno 2001 "La bellezza vien dal mare" di Pietro Tarallo, commentando «Cos'altro è, se non inganno, la mirabolante prospettiva economica che alcuni progetti attribuiscono agli stabilimenti di talassoterapia? … non risulta che le località nominate, sedi di importanti stabilimenti, abbiano goduto di sviluppi significativi.»

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