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Fiorani indagato con Volpi a Genova
di Marco Preve

la Repubblica – 4 maggio 2018

Atti trasmessi da Como, la procura ipotizza un riciclaggio internazionale. L'ex banchiere: "Non ne so nulla".

Erano i tempi delle scalate bancarie e degli spericolati immobiliaristi dei furbetti del quartierino. Nel periodo trascorso da quel lontano periodo della metà del Volpi e Fiorani primo decennio del secolo, Gianpiero Fiorani, ex ad della Banca Popolare di Lodi, ha chiuso i conti con la giustizia. O perlomeno sembrava. Perché ora sarebbe di nuovo indagato e ancora una volta sono i soldi a creargli dei guai.
Non i suoi, però, ma quelli dell'uomo assieme – e grazie – al quale l'ex banchiere è rientrato prepotentemente nel mondo degli affari e del business internazionali: Gabriele Volpi.
Su di loro, infatti, indagano i magistrati e i finanzieri di Genova per un'ipotesi di riciclaggio derivante da evasione fiscale dopo che un fascicolo con i loro nomi era stato trasmesso alla procura di Genova da quella di Como.
Nella città lombarda Gabriele Volpi, secondo azionista di Carige – nonché ricchissimo imprenditore della logistica petrolifera in Nigeria e patron di Pro Recco e Spezia Calcio, è in attesa delle udienze preliminari nelle quali un giudice dovrà decidere se mandarlo a processo come richiesto dalla procura guidata da Nicola Piacente, ex aggiunto a Genova.

I punti

Pro Recco
Gabriele Volpi è indagato a Genova da tempo per reati fiscali relativi alla gestione della Pro Recco ma anche per sospetti pagamenti in nero ai suoi campioni con soldi provenienti dalla Svizzera.
Como
Alla fine del 2017 la procura di Como ha chiesto il processo per Volpi e per alcuni spalloni che gli avrebbero portato soldi contanti provenienti dai suoi conti svizzeri.
Fiorani
L'ex banchiere lodigiano, stretto collaboratore di Volpi, è ora indagato con lui a Genova.

I finanzieri di Como indagavano su un giro di spalloni e faccendieri che facevano la spola fra Svizzera e Italia per importare o esportare valigette di contanti. A Volpi si contesta l'importazione in tre tranche di 545 mila euro.
Nelle indagini, alcune intercettazioni con Gianpiero Fiorani, avrebbero fatto ipotizzare altri reati, in origine di natura fiscale, e gli atti sono così stati trasmessi a Genova dove il procuratore aggiunto e il pm Marcello Maresca già indagavano su Volpi in relazione a presunti illeciti fiscali nella gestione della Pro Recco (Volpi ha già subito per gli stessi episodi due condanne in Commissione tributaria provinciale) e a pagamenti in nero ai giocatori della squadra, in base a quanto contenuto negli atti di due cause di lavoro intentate a Volpi da suoi ex collaboratori.
L'ipotesi sulla quale lavorano gli inquirenti è legata alla vendita di immobili riconducibili a Volpi attraverso società estere. Il mancato versamento di imposte al fisco italiano avrebbe generato guadagni poi fatti rientrare in Italia.

Il sindaco di Santa Margherita spiega i tempi degli accertamenti decisi prima di affidargli il progetto e la concessione demaniale
"Per il porto stiamo verificando l'onorabilità della sua società"

E' il primo grande progetto al quale si affidò Gabriele Volpi alcuni anni fa per fare breccia nella comunità ligure: il nuovo porto di Santa Margherita.
Era il 2011 e il tycoon si presentò con un'idea da 70 milioni di euro che venne massacrata da ambientalisti e nomi della cultura.
Lo studio di progettisti al quale si è affidato Obr di Genova ha in questi anni ridotto mole e impatto e oggi la società Santa Benessere è quasi ad un passo dalla realizzazione. Ma dai banchi dell'opposizione c'è chi ha sollevato dubbi sull'onorabilità del proponente.
Non si tratta di una qualità morale bensì di precisi requisiti di legge previsti per chi sta per ottenere in concessione, ed è il caso del porto, un bene demaniale.
Fa il punto di questa delicata situazione il sindaco di Santa Margherita Paolo Donadoni: "Nelle nostre 47 prescrizioni al progetto – spiega il primo cittadino – la numero 38 riguarda proprio questo aspetto. E per adempiere abbiamo avviato una verifica in sede di approvazione del progetto definitivo nonostante potessimo attendere quello esecutivo. Abbiamo deciso di anticipare proprio per evitare di ritrovarci all'ultimo con una situazione d'empasse. Abbiamo così chiesto al Rup (Responsabile unico del procedimento, ndr) di acquisire tutta la documentazione necessaria e analoga richiesta abbiamo fatta ad un consulente legale, l'avvocato Corrado Mauceri".
Due i binari di questa verifica. Il primo è sulla trasparenza societaria. La Santa Benessere è controllata da Recina Invest, società anonima del Lussemburgo. E' noto che a monte ci sia Volpi ma devono esserci documenti a certificarlo, secondo quanto prescrivono le norme antimafia.
L'altro filone di verifiche riguarda la posizione rispetto alla legge di chi controlla la società. Non contano processi e indagini in corso ma sentenze in giudicato.
Volpi negli anni 90 venne condannato a due anni per la bancarotta fraudolenta della compagnia Medafrica.
Gli accertamenti in corso dovranno dire se la natura del reato e le motivazioni della sentenza possono rappresentare un ostacolo sul fronte appunto dell'onorabilità.
Entro fine mese il sindaco di Santa Margherita dovrebbe ottenere le risposte che attende.

Anche se al momento non se ne sa molto di più è invece noto che alcune ville nella disponibilità di Volpi siano intestate a società con sede legale in paesi fiscalmente più accoglienti.
Difficile invece intuire a cosa sia dovuto il coinvolgimento di Fiorani, atti oppure dialoghi intercettati come sembra più probabile.
Lo stesso ex ad della Popolare di Lodi è sorpreso, ma non appare preoccupato: "Davvero non saprei a cosa possa essere legato il mio coinvolgimento – spiega al telefono -. Posso pensare a operazioni societarie nelle quali ho fornito consulenza al signor Volpi, a Verona e poi per la fusione fra Santa Benessere e la San Rocco di Recco, ma nulla che riguardi vendite su conti esteri".
Va specificato che Fiorani nell'inchiesta di Como non è mai stato coinvolto.
Lo è invece un suo collaboratore lodigiano oggi entrato anche lui alla corte di Volpi.
I pm di Como hanno infatti chiesto il processo anche per due emissari di Volpi che in tre occasioni avrebbero ricevuto e portato al tytcoon 545mila euro in contanti. Si tratta di Gabriele Giuntini, amministratore di società che il patron della Pro Recco controlla attraverso la proprietà, una società anonima del Lussemburgo, la White Fairy Holding, e poi del lodigiano Eugenio Ferrari. finanzieri
Quest'ultimo gestiva a Milano un ristorante della catena Event e dal 2017 ha sostituito Giuntini nelle due società Event Beach – controllate dalla White Fairy – che gestiscono gli omonimi stabilimenti balneari con annessi locali ristoranti a Recco e a Santa Margherita.
Insomma, Fiorani sembra indicare a Volpi tutti i collaboratori ai quali affidarsi. Che sia nella gestione di un locale o nel cda di Banca Carige, dove Giacomo Fenoglio, avvocato di Fiorani, siede proprio in rappresentanza dell'azionista con passaporto nigeriano.
Ma l'ex banchiere si schermisce: "Nulla più di un consulente. Però è vero che Gabriele Volpi quando ripone fiducia in una persona ne accetta i suggerimenti. Ma è lui a vagliare gli uomini, che sia per una banca o per una squadra di calcio".


Da oltre cinque mesi il progetto definitivo della Santa Benessere & Social per il porto di Santa Margherita è nelle mani dell'amministrazione comunale e l'unica cosa che si conosce è il divieto posto dalla SB&S alla sua divulgazione.
Sembra incredibile che in tutto questo tempo non sia stato possibile verificare il soddisfacimento della "prescrizione 38", tanto da suscitare in alcuni il sospetto che, anziché della verifica, si tratti di creare le condizioni più appropriate.

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