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La prima casa fittizia

I bassi consumi svelano la prima casa fittizia
di Pasquale Mirto

Il Sole 24 Ore – 9 luglio 2018

Lo scarso uso di elettricità cancella l'esenzione Ici/Imu per l'abitazione principale

La Cassazione (sentenza 34793/2018) giudica decisivo per il disconoscimento dell'abitazione principale ai fini Ici i bassi consumi elettrici. Decisione importante vignetta 1 anche per l'Imu, soprattutto per le case turistiche.
La norma Ici qualificava come abitazione principale quella dove il soggetto passivo avesse la residenza anagrafica. Precisava poi che l'abitazione principale è quella in cui c'è la dimora abituale di contribuente e famiglia Quindi, in Ici poteva esserci un'abitazione principale anche senza residenza anagrafica. Nell'Imu l'abitazione principale è quella in cui proprietario e famiglia «dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente». Non basta la residenza, serve la dimora abituale.
Se i famigliari hanno stabilito dimora abituale e residenza in immobili diversi nel Comune, le agevolazioni si applicano per un solo immobile.
Per le Finanze (circolare 3/2012), se i componenti del nucleo hanno stabilito residenza e dimora abituale in due abitazioni in due Comuni diversi, è possibile considerale entrambe abitazioni principali.
La Cassazione conferma la sentenza di secondo grado che ha «ritenuto che l'elemento presuntivo dei bassi consumi elettrici nel triennio fosse una sufficiente fonte di convincimento per ritenere superata la presunzione di residenza effettiva nel Comune di Rio dell'Elba, fondata sulle risultanze anagrafiche, in quanto, elemento sintomatico di una presenza nell'abitazione oggetto d'imposizione non abituale».
La sentenza è importante perché individua indici presuntivi sulla sussistenza della dimora abituale, quindi rilevanti anche ai fini Imu, utili per intercettare quei casi di "spacchettamento" tipico delle case turistiche. Oltre ai consumi ridotti e all'assenza del medico curante, rileva il lavoro o la frequenza scolastica dei figli in altro Comune.
Contrariamente a quanto sostenuto nella circolare n. 3/2012, anche la sola circostanza che componenti dello stesso nucleo abbiano la residenza in Comuni diversi è determinante, perché anche la norma Imu qualifica come abitazione principale quella dove il soggetto passivo «e il suo nucleo familiare» dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Paghi poco di luce? Perdi le agevolazioni prima casa
di Annamaria Villafrate

Studio Cataldi – 11 luglio 2018

Per la Cassazione la bolletta della luce esigua è elemento presuntivo sufficiente per perdere l'agevolazione ICI per la prima casa

I bassi consumi di energia elettrica risultanti dalle bollette riferibile a un triennio costituiscono un elemento presuntivo sufficiente da cui desumere che chi vignetta 2 beneficia delle agevolazioni ICI in realtà non ne ha diritto, visto che è chiaro che l'immobile non costituisce abitazione principale.
Le risultanze anagrafiche infatti possono essere superate da una prova contraria. E' quanto stabilito dalla Cassazione con la recente ordinanza n. 14793/2018.
La vicenda processuale I ricorrenti impugnano davanti alla Corte di Cassazione la sentenza della Commissione Tributaria della Regione Toscana, sezione di Livorno che, in relazione ad alcuni avvisi d'accertamento ICI per il 2008-2010, non riconosce l'agevolazione prevista per gli immobili destinati ad abitazione principale. I ricorrenti ritengono che i giudici d'appello hanno errato nel ritenere sufficiente il solo elemento presuntivo della scarsità dei consumi elettrici, per non riconoscere il diritto all'agevolazione prevista per l'abitazione principale, ai fini ICI, nonostante la residenza anagrafica degli stessi presso l'immobile.
Consumi bassi? L'abitazione non è la principale
La Cassazione ritiene infondato il ricorso in quanto "In tema di ICI, ai fini del riconoscimento dell'agevolazione prevista dall'art. 8 del d.lgs. n. 504 del 1992 per l'immobile adibito ad abitazione principale, le risultanze anagrafiche rivestono un valore presuntivo circa il luogo di residenza effettiva e possono essere superate da prova contraria, desumibile da qualsiasi fonte di convincimento e suscettibile di apprezzamento riservato alla valutazione del giudice di merito." (Cass. ord. n. 12299/17, n. 13062/17).
Nel caso di specie, la Commissione Tributaria della Regione Toscana ha ritenuto che i bassi consumi della luce costituiscono un elemento presuntivo sufficiente (che supera le risultanze anagrafiche) da cui desumere che i ricorrenti non hanno la loro abitazione principale nell'immobile che beneficia dell'agevolazione ICI.

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