Testata Gazzetta
    Attività del Comune

Paesaggio: l'assenza del Comune

Di fronte alla contestazione di progetti che vanno a minare il valore paesaggistico di Santa, il Comune risponde: "l'intervento ha il nulla osta dell'Ente Parco", "è autorizzato dal Piano casa", "autorizzato dal Piano regolatore", … quasi che l'Amministrazione assistesse agli interventi come un giudice esterno. Peccato che quelle risposte richiamino requisiti necessari ma non sufficienti, perché il Comune può intervenire: se non lo fa significa che è d'accordo, che è "distratto", o chissà cos'altro, ma certamente deve rispondere ai suoi cittadini nel merito, non rinviando le responsabilità ad altri.
La Gazzetta ha affrontato più volte questo argomento, sempre inascoltata, lasciando aperta ogni supposizione sul perché si autorizzano interventi che foto 1 foto 2 pare abbiano l'unico obiettivo della speculazione privata: consultando l'elenco dei professionisti e delle aziende coinvolte cade anche la possibile giustificazione dell'effetto sull'economia locale.
Riportiamo in calce l'articolo pubblicato dal quotidiano il Secolo XIX ma abbiamo voluto verificare l'accusa che il sindaco fa ad alcuni "paladini da tastiera" di strumentalizzare la difesa dell'ambiente "solo per ottenere visibilità anziché interpellare gli Enti preposti" (senza cogliere l'ironia delle risposte formali, non sostanziali, contenute nell'articolo del Secolo). foto 3
Riteniamo che sarebbe stato opportuno e adeguato a un'autorità pubblica rendere conto dei ritardi del Piano Urbanistico Comunale, strumento fondamentale per progettare la città di domani. foto 4

Abbiamo ripetuto la passeggiata che avevamo fatto nel febbraio del 2010: via Costasecca, Busseto, Partigiano Berto Solimano, Marinai d'Italia, Fortunato Costa.
Iniziamo mettendo a confronto la foto di una sopraelevazione: sono trascorsi otto anni da quando chi percorre la via è stato privato della vista mare, ovviamente con tutte le autorizzazioni necessarie. Interessante anche vedere come è proliferato un semplice ricovero per cavallo: evidentemente è stato "concimato" a dovere.
Si tratta ovviamente di due soli esempi, la lista completa richiederebbe ben altro spazio; scrivemmo allora ("Una passeggiata in via Costasecca") «Ci ritorna in mente la prefazione di Bruno Minoletti ad un libretto di molti anni fa ("Itinerari" di Cesare Ferrari, ed. Siletto) che si riferisce all'attività di promozione del Monte da parte dell'autore: "… dedicando ad esso, egli povero, tempo e danaro oltreché ingegno e lavoro, mentre tanti ricchi altro non sognano se non di costruire in questi luoghi selvaggi e stupendi qualche barbarico castelluccio di stile cartapesta o qualche odioso casermone per rubare a loro esclusivo profitto un lembo di paesaggio o per poter guadagnare qualche milione subito, distruggendo irrimediabilmente la ricchezza che la intatta natura offre a tutti."
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«Attacco al Parco» - Una ringhiera innesca la protesta degli ambientalisti
di Rossella Galeotti

il Secolo XIX – 12 agosto 2018

Nel mirino un progetto a Nozarego e altri presunti abusi – Il Comune nega «Tutto autorizzato» - Battaglia sul web

«Chi deve controllare non lo fa e il risultato è uno scempio ambientale». A mano o mano che procedono i lavori per la realizzazione di una ringhiera di separazione tra una proprietà privata e via Marinai d'Italia, a Nozarego, di fronte alla cappelletta della Madonna della Neve, monta la protesta degli ambientalisti. Che lanciano accuse al Comune di Santa Margherita e al Parco di Portofino.

«Non passi il messaggio che lì tutto è possibile»
«Nel momento in cui si parla dei futuro Parco nazionale, la situazione attuale del Parco regionale sta degenerando e il territorio si va degradando giorno dopo giorno - sostiene Marco Delpino, ambientalista di lungo corso, autore di lotte lunghe decenni in difesa del Parco e del territorio-. Mancano i controlli e sembra che tutto si svolga all'insegna del "fuori tutto", degli "scampoli di fine stagione"». La storia dell'Ente Parco, che Delpino, ancora legato alla dizione originaria, chiama "Ente Monte", di confini che si allargano e si stringono periodicamente, a seconda di decreti e leggi entrate in vigore, è anche la storia del suo impegno civile. Non solo come vice presidente dell'associazione internazionale Amici del Monte di Portofino ma anche come organizzatore di dibattiti e di movimenti d'opinione sul web, mezzo che ha tolto lo scettro alle discussioni in piazza e nei teatri per diventare terreno di scontro, anche politico, tra le parti.
«Siamo molto preoccupati - ribadisce Delpino -. Non deve assolutamente passare il messaggio che nel Parco chiunque possa fare qualsiasi cosa e, magari, con l'applauso di chi il Monte dovrebbe difenderlo. Se, già ora, in una Riserva così ristretta, c'è l'assenza totale di controllo, cosa Succederà quando il Parco diventerà nazionale?» Il Parco di Portofino, così il progetto per la riqualificazione del porto, sono tra i temi forti della campagna elettorale per le amministrative del 2019. Una campagna che, sui social, è già cominciata da tempo.

Sulla Rete si è scatenata una vera e propria battaglia che, partendo dal cantiere di Nozarego, si è estesa ad altri presunti abusi edilizi, con tanto di foto. A capeggiare, ancora una volta, il movimento è Marco Delpino, vicepresidente dell'associazione internazionale Amici del Monte di Portofino: «Alla nostra associazione sono arrivate decine di segnalazioni di cittadini preoccupati che chiedono come mai si parli di allargamento dei confini e, poi, non si tenga sotto controllo l'attuale area del Parco o dell'Area contigua, in particolare quella nel territorio di Santa Margherita, dove il piano urbanistico langue da quattro anni». Il casus belli è quello della ringhiera di via Marinai d'Italia.
L'ufficio tecnico comunale spiega: «Si tratta di un intervento nell'area del Parco con nulla osta regolarmente rilasciato dall'Ente. Il progetto, autorizzato, non riguarda immobili abitativi ma solo la realizzazione di muri di sostegno delle fasce». E sulla ringhiera "incriminata": «Il muretto è alto 50 centimetri e la ringhiera 70, per un'altezza totale di un metro e 20, che non impedisce la vista del panorama. Sono già stati condotti sopralluoghi e alla proprietà è stato imposto di eliminare una rampa di cantiere».
Nel mirino degli ambientalisti anche un'antenna Vodafone, nella zona del condominio Guglielmina, sulla strada per San Lorenzo della Costa, «regolarmente autorizzata. Paesaggisticamente è previsto un rivestimento "finto cipresso"». Durante i controlli del cantiere è stata ravvisata una possibile difformità nel basamento; l'Ufficio tecnico ha emesso un'ordinanza di rimozione e la società di telefonia ha fatto ricorso al Tar (ricorso tuttora pendente).
Nelle foto postate ci sono scheletri di costruzioni, cantieri abbandonati, reti di plastica arancione che delimitano opere incompiute, da Priora, in fondo a via Pero, area Sic [Sito di Importanza Comunitaria] («progetto autorizzato dal Piano regolatore», dichiarano all'Ufficio tecnico) a Dolcina, pure area Sic, «intervento autorizzato dal Piano casa - dice il Comune -, già oggetto di sospensione lavori e ordinanza di parziale demolizione a maggio», e a Costasecca, dove «a giugno, su segnalazione della polizia locale, è stato fatto un controllo e non sono state rilevate irregolarità».
Paolo Donadoni, sindaco di "Santa" e presidente del Parco, dichiara: «L'ambiente è il patrimonio più importante del nostro territorio. Ne siamo consapevoli e dedichiamo attenzione per conservarlo e valorizzarlo. L'istituzione del Parco nazionale va in questa direzione. I cittadini che offrono la loro collaborazione in difesa dell'ambiente sono un prezioso valore aggiunto. Diverso è ergersi a paladini da tastiera solo per ottenere visibilità anziché interpellare gli Enti preposti alle verifiche del caso».

© La Gazzetta di Santa