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    Attività del Comune

Santa: strategia, competenze e poteri occulti (1)

Il declino del paese, inteso come il nostro Comune e più in generale l'Italia, è sotto gli occhi di tutti: eppure entrambi possiedono uno dei brand, o valori distintivi, più affermati e amati. Il valore ambientale che ha saputo conservare Santa Margherita e il made in Italy.
E' colpa dei nostri leader politici? Ma li abbiamo scelti noi, quindi dobbiamo fare i conti con i nostri errori e difetti: allora siamo noi che dobbiamo capire che non esistono scorciatoie per uscire dalla depressione ma strade maestre fatte di consapevolezza e impegno. residenti
Limitandoci al nostro Comune, il primo passo è stabilire che cosa si vuole: una crescita "infinita", il benessere dei residenti, un "parco divertimenti", lo sfruttamento immobiliare, …? Avendo ben chiaro che nessuno si presenterà vantando gli ultimi due obiettivi anche perché, almeno per ora, a eleggere i propri rappresentanti sono i residenti.
Ecco allora vantare le migliori intenzioni, contando anche sul fatto che molti elettori non hanno gli strumenti, a volte nemmeno la voglia, di mettere a confronto le parole con i fatti.
Ma chi è che vota, chi quindi dovrebbe informarsi adeguatamente? Il diagramma a sinistra lo dice chiaramente: 1.745 giovani tra 18 e 40 anni, 3.399 maturi tra 41 e 65 anni, 2.822 anziani da 66 anni in su (vista la dinamica negativa, a giugno 2019 voteranno quindi meno di 8.000 residenti).

lavori aa commercio, alberghi e ristoranti
bb altre attività
cc industria
dd attività finanziarie e assicurative, immobiliari, professionali, scientifiche e tecniche, noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese
ee trasporto, magazzinaggio, servizi di informazione e comunicazione
ff agricoltura, silvicoltura e pesca

22% di giovani, 43% di maturi, 35% di anziani.
Nel diagramma a destra è indicata la ripartizione delle attività lavorative, così come registrate nell'ultimo censimento (del 2011): anche questo è un elemento importante per indirizzare un programma politico.

Eppure, una volta eletti, pare che gli amministratori siano sedotti da altro e da altri, non da chi li ha votati.
Vediamo così che molti problemi importanti restano irrisolti: ci torneremo in futuro, per ora concentriamoci su un documento fondamentale per il futuro della città, il Piano Urbanistico Comunale.
Era il 13 dicembre 2007 quando la Commissione giudicatrice del Comune concludeva la valutazione delle offerte proposte dai professionisti coinvolti per la redazione del PUC: dopo anni di oblio e modifiche legate al cambio di indirizzo politico, l'attuale amministrazione ha lasciato scadere il regime di salvaguardia e dall'11 aprile 2016 si è ritornati al "nulla di fatto", che significa ampio spazio al business immobiliare (come dimostra l'evidente attività edilizia che ha oltretutto dimenticato le aziende locali).
A parole anche l'assessore all'urbanistica Linda Peruggi si mostrava preoccupata e il 21 aprile 2016 dichiarava «presto sarà portato in Consiglio comunale il PUC. Attualmente ci troviamo nella fase di rilettura e perfezionamento delle norme e del rapporto ambientale… tenendo conto delle modifiche normative che sono intervenute nel periodo di elaborazione del progetto definitivo, non da ultimo il Piano Casa… che è vigente in deroga».
Da allora sono trascorsi circa trenta mesi e del PUC non si sa nulla: è ritornato valido il vecchio Piano Regolatore Generale, approvato nel 1974 e "stiracchiato" con varianti per adeguarlo alle volontà dell'Amministrazione di turno.
Del PUC non si sa nulla, pur essendo lo strumento fondamentale di pianificazione del Comune: individua le zone di territorio omogenee (cioè con caratteristiche simili) e ne disciplina l'utilizzo.
Il bando di gara che assegnò il PUC recitava:

«Il PUC dovrà essere redatto… sulla base delle indicazioni che verranno fornite dall'Amministrazione all'incaricato, nonché essere orientato su uno scenario di lungo periodo e fissare gli obiettivi e le condizioni di sostenibilità degli interventi e delle trasformazioni ammissibili del territorio comunale, compatibilmente con le mutazioni territoriali al contorno.
La pianificazione dovrà garantire la coerenza tra le caratteristiche e lo stato del territorio e le previsioni dello strumento di pianificazione, ricercando le soluzioni che risultino meglio rispondenti non soltanto agli obiettivi generali di sviluppo economico e sociale, ma con particolare riguardo a quelli di tutela, riequilibrio e valorizzazione del territorio, operando una valutazione preventiva degli effetti che le previsioni urbanistiche avranno sui sistemi territoriali.
L'affidamento dell'incarico comprende anche l'obbligo di assistenza e collaborazione per tutto l'iter di approvazione del piano e la predisposizione di tutte le analisi propedeutiche alla formazione del piano.
E' richiesto un percorso di urbanistica partecipata contestuale al Documento degli obiettivi.
La Struttura del piano deve individuare gli ambiti di conservazione, i distretti di trasformazione, il sistema complessivo delle infrastrutture e dei servizi.
Il Piano deve definire gli ambiti di conservazione e riqualificazione di tutte le parti del territorio comunale, deve definire la disciplina paesistica di marionetta livello puntuale, la localizzazione delle infrastrutture, le aree per l'edilizia convenzionata… deve prevedere il sistema delle infrastrutture e dei servizi pubblici, spazi di sosta e di parcheggio, infrastrutture per la mobilità, indicazione per i trasporti pubblici esame della mobilità ed incidentalità sulla base dei dati forniti dal PUT [Piano Urbano del Traffico] – messo a disposizione dal Comune… deve indicare la capacità turistico-ricettiva del Comune unitamente ai criteri per l'articolazione nella relativa tipologie secondo quanto disposto dalla normativa regionale in materia… deve contenere la disciplina delle aree agricole… deve individuare le aree di presidio ambientale e definire le aree che per le condizioni morfologiche, ecologiche e paesistico-ambientali non sono insediabili… dovrà essere coordinato con le disposizioni e previsioni contenute negli strumenti di pianificazione di livello superiore (piano paesaggistico regionale, piano di bacino, piano territoriale di coordinamento provinciale, piano del Parco Naturale di Portofino…) o di settore (piano di zonizzazione acustica, piano del traffico…) attualmente vigenti o in corso di approvazione nonché con tutte le disposizioni regionali rilevanti nella materia dell'incarico anche sopravvenute all'affidamento dell'incarico. »

Urbanistica partecipata? Dovrebbe essere un percorso di confronto con la cittadinanza, ma per ora di partecipato ci sono solo i costi che ovviamente aumentano con il trascorrere del tempo e l'aumento del lavoro richiesto ai professionisti incaricati.

Qualcuno ricorda il Programma di mandato pubblicato dall'attuale Amministrazione quando entrò in carica a metà 2014?

TERRITORIO
1) P.U.C.
Santa Margherita ha un P.R.G. risalente a circa vent'anni addietro, inadeguato alla disciplina dell'attività edilizia, e – nel frattempo – ha già percorso un lungo cammino per la formazione del nuovo P.U.C.
Nel rispetto dell'articolato iter della pratica, non è certo il caso di buttare alle ortiche tutto il complesso lavoro svolto fino ad oggi, tuttavia è nostra intenzione che il suo completamento corrisponda al nostro metodo di lavoro e alla nostra visione di sviluppo della città.
Quanto al metodo, occorre anzitutto tenere conto delle indicazioni fornite dalla Regione e dalla Provincia, e valutare le osservazioni dei cittadini. Per fare ciò intendiamo confrontarci con le componenti della città (a partire dai tecnici liberi professionisti) allo scopo di approfondire le osservazioni formulate nell'ottica di pervenire ad una soluzione consapevole, nella chiarezza e trasparenza dei processi decisionali. Il metodo di dialogo e di confronto che costituirà il fondamento del nostro operato verrà applicato anche al P.U.C..
Quanto ai contenuti, intendiamo valorizzare quegli aspetti che garantiscono a Santa Margherita uno sviluppo armonioso con le bellezze del nostro patrimonio ambientale (rispetto del paesaggio) e, nel contempo, consentire la possibilità di interventi migliorativi per le strutture cittadine in favore dei residenti e per incentivare l'agriturismo e il recupero del territorio.
2) Attività edilizia
Occorre prendere atto che non è più prospettabile un processo di espansione delle aree urbane e della nuova produzione edilizia in generale. Si può invece favorire il recupero corretto del costruito attraverso meccanismi che premino l'efficienza energetica degli edifici, la loro coerenza estetica e compositiva, la corretta difesa del suolo scoperto. Ciò può realizzarsi attraverso meccanismi convenzionali che siano premiali nei confronti di chi assume impegni per la conservazione e il presidio del territorio. Occorre favorire in questa logica il recupero del costruito esistente con possibilità, ove opportuno e connesso al corretto riutilizzo del fondo agricolo, di conversioni alla destinazione abitativa.

Una bella distanza tra parole e fatti, promesse e realizzazioni!

Quando parliamo di PUC parliamo del futuro dei luoghi in cui viviamo: quello che sta nelle carte, documenti, relazioni, calcoli previsionali - certo in maniera un po' tecnica - non è altro che il progetto dei luoghi che ogni giorno vedremo, nei quali la sensibilità delle generazioni future si svilupperà.
Chi si propone come amministratore dovrebbe avere una vision, cioè la capacità di immaginare cosa vogliamo dalla nostra città: un'azione non facile, soprattutto per chi in un luogo vive da sempre.
Staccarsi dalla sua realtà per chiedersi, da lontano, come si vorrebbe fosse la propria città non è semplice. E' più facile per i bambini, perché non sono assuefatti dall'uso reale e usuale delle cose. Ed è facile, a volte, per i viandanti, per coloro che visitano un luogo con occhi nuovi.
Ecco perché è importante aprire tavoli di consultazione, per rendere effettiva la partecipazione della popolazione e chiedere alla città quello che vorrebbe che fosse.
L'urbanistica non è solo una materia, è anche un mezzo per capire quello che si desidera.

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