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    Attività del Comune

… ma Santa risorgerà

Una mareggiata storica: scirocco e libeccio di un'intensità tale da peggiorare le già pessimistiche previsioni.
Pioggia e mare hanno messo in ginocchio l'intero Tigullio, causando ferite che potranno essere rimarginate solo con grande impegno da parte di tutti e richiederanno comunque molto tempo.
Tutte le opere costiere hanno subito danni o sono andate distrutte: tra esse la diga foranea, l'impianto di depurazione, il Covo di Nord/Est, Capo Nord.

Il comunicato del Comune emesso il 30 ottobre riassume la situazione:

Dopo la mareggiata che ha colpito pesantemente anche Santa Margherita Ligure, rimangono detriti e imbarcazioni da spostare sul fronte mare tra i quartieri di Ghiaia e Corte. Molto è stato fatto grazie allo spirito di comunità e alla solidarietà dei sammargheritesi che fin da subito, nelle prime ore del pomeriggio di ieri, sono scesi in strada a portare aiuto.
Escludendo i danni subiti dai privati - per i quali saranno comunicate le procedure da seguire per eventuali istanze - la mareggiata ha lasciato una scia di distruzione mai vista.
Le due criticità più evidenti sono il crollo totale di una parte, centrale, della diga del porto e il crollo in vari punti della provinciale che collega Portofino con Santa Margherita Ligure, quest'ultima completamente interdetta a partire dall'hotel Regina Elena.
Ce n'è una terza che necessiterà un'attenzione particolare e tempi non brevi: il depuratore di Punta Pedale è stato allagato dalle onde che lo hanno mandato in tilt. I tecnici non hanno potuto al momento quantificare l'entità dei danni perché i locali non sono raggiungibili.
«E' evidente che sono situazioni che noi non possiamo fronteggiare con le nostre sole forze - spiega il Sindaco Paolo Donadoni - la Regione Liguria però ci ha da subito manifestato la sua vicinanza e confido che metteranno in campo tutti i provvedimenti necessari per poter nel minor tempo possibile ripristinare le strutture. Da parte nostra quello che dovevamo fare, anche a livello burocratico, lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo».
Il patrimonio pubblico conta danni su tutto il fronte mare: panchine, pavimentazione, ringhiere, tombini , muretti di contenimento. «La Panchina dell'Amore non c'è più - prosegue Donadoni - anche la Donnina artistica per le foto dei turisti ha subito danni. La fontana di Colombo, restaurata neanche un anno fa, presenta alcuni distacchi dei marmi nella parte bassa. Piano piano con l'aiuto di tutti ricominceremo. Le ringhiere le avevamo cambiate recentemente; le rimetteremo. E vorrei cominciare con il riposizionare la Panchina dell'Amore, un gesto anche simbolico che ben può rappresentare lo spirito di collaborazione e l'orgoglio della nostra comunità».
Sulla calata del porto le sedi delle associazioni e delle società sportive hanno subito danni, così come gran parte della pavimentazione. Cancellata la passeggiata in fregio alla diga foranea e il fanale di segnalazione rosso è poco più che uno scheletro.
I locali della Capitaneria di Porto non sono ancora completamente agibili.
Disagi contenuti a Villa Durazzo dove nel parco si sono abbattuti due cipressi e tre palme. Il parco resterà chiuso fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
Dal punto di vista della viabilità chi è diretto a Rapallo deve ancora percorrere via San Lorenzo e utilizzare l'Aurelia, questo finché i mezzi di soccorso non avranno finito gli interventi in Ghiaia. Possibili modifiche temporanee alla circolazione si potranno registrare a seconda delle esigenze degli interventi.
Le criticità sulle alture - Nozarego località Busseo e San Lorenzo della Costa altezza trattoria Gli Amici - sono state risolte già nella serata di ieri.
«Un ringraziamento va a tutta la squadra di volontari Protezione Civile - prosegue il Sindaco insieme al Vicesindaco con delega alla Protezione Civile Emanuele Cozzio - alle Associazioni, alle Forze dell'Ordine ai cittadini scesi in strada con pale e guanti per dare il proprio contributo. Ringraziamo anche il Sindaco di Portofino Matteo Viacava per il lavoro svolto congiuntamente e tutta la giunta regionale del Presidente Toti in particolare gli assessori Giampedrone e Viale per l'attenzione e la vicinanza dimostrata».

Tra il 29 e il 30 ottobre si è superata persino quella che, fino a poco tempo fa, era ritenuta la "mareggiata del secolo", quella del 5 novembre 2000. Ultime di una serie purtroppo numerosa, perché quando la natura si scatena non si sono rimedi.
Si possono però peggiorare gli effetti: costruzioni panoramiche, ma sempre più esposte, perdita della saggezza che aveva guidato i nostri "vecchi", importanza esasperata del "dio profitto".

Gli "Annali" di Attilio Regolo Scarsella documentano numerose altre mareggiate storiche: nell'anno 1613 rimase memorabile la Fortuna di S. Martino, una tempesta "«che si svegliò nel Mediterraneo, nel dì 11di novembre; sì atroce che fu creduto non essersene mai provata una simile a memoria de' viventi d'allora. Porto non vi fu, cominciando dalla Provenza sino all'ultime parti del Regno di Napoli, in cui non s'affondassero quasi tutti i legni, che ivi s'erano ricoverati, con danno infinito di Mercatanti, e sommo terrore d'ognuno. In Genova spezialmente fu sì spaventoso ll'eccidio di galee e navi, che quasi supera la credenza». …Da noi andò distrutto quasi interamente il molo di S. Margherita. A stento vi si salvarono due navi inglesi."
Ogni volta, però, Santa è riuscita a rimarginare le ferite, anche se non sempre imparando la lezione.

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