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Botti: meglio tardi che mai

Chissà perché son dovuti passare quattro anni e solo per l'ultimo capodanno del suo mandato il sindaco ha emesso un'ordinanza che molti (e noi tra essi) auspicavano impaurito da sempre.
In ogni caso, un titolo di merito rispetto ad altre amministrazioni che non hanno fatto nulla per tutta la durata del mandato.

L'ordinanza nr.177 del 27 dicembre ha un oggetto esplicito: "Divieto di accensione e lancio fuochi di artificio, sparo di petardi, scoppio di mortaretti, razzi ed altri artifici pirotecnici nei giorni del 31 dicembre e del 1 gennaio di ogni anno".
Avremmo preferito che il divieto fosse esteso a tutto l'anno e consentito solo in determinate occasioni individuate specificatamente, volta per volta… ma non si può pretendere troppo!
La Gazzetta aveva affrontato l'argomento in svariate occasioni: nel 2008 in occasione di un evento tradizionale "Festa della Primavera da cani" (cani e gatti hanno udito e olfatto molto più sviluppati dei nostri: nel panico creato dai botti e nella confusione possono avere reazioni inconsulte mettendo a rischio l'incolumità loro e degli altri); nel 2011 "Rumori di guerra" riportava una lettera del lettore Francesco Tassisto a sindaco, ASL4, Procura della Repubblica, Curia Arcivescovile con la denuncia, oltre a problemi di frastuono, anche di pericoli per l'incolumità delle persone e di spreco di soldi; a gennaio 2012 lo psicologo Gennaro Iasevoli scriveva "Quando la salute è minacciata dai petardi", tema che avrebbe ripreso nel 2015 "I botti di capodanno". A luglio 2012 la Gazzetta titolava "Quando il rumore diventa violenza", denunciando che «Con il nuovo Regolamento Acustico si è perduta l'occasione per fare chiarezza e garantire il rispetto della sua finalità dichiarata ma non perseguita: "la tutela dell'ambiente esterno ed abitativo dall'inquinamento acustico" (Art. 1, comma 1)».

L'ordinanza 177 fa il paio con la nr.178 del 28 dicembre, con oggetto "Regolamentazione emissioni sonore nella notte dal 31 dicembre 2018 al 1 gennaio 2019".
Provvedimenti che si "svuotano" parecchio se si considera che per la prima ordinanza "l'inosservanza di tale divieto è sanzionata, fatto salvo quanto previsto dal codice penale e dalla legislazione statale vigente, con una sanzione amministrativa da € 25,00 (venticinque/00) a € 500,00 (cinquecento/00)", importo irrisorio.
La seconda ordinanza consente "attività rumorose dalle ore 20:00 del 31 dicembre alle ore 02:00 del 1 gennaio 2019 con limite massimo di 85dB [equivalente al traffico di autocarri pesanti, o perforatrici automatiche], e oltre tale orario, e fino alle ore 3:00 del 1 gennaio 2019 con limite massimo di immissione di 75dB": vedremo quindi i vigili controllare i livelli sonori con i fonometri?

Molto bene ma… gli agenti riusciranno mai a sanzionare eventuali trasgressori?

© La Gazzetta di Santa