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Rapallizzare Santa?

Riportiamo di seguito un interessante articolo comparso sul quotidiano "Stampa Sera" del 21 agosto 1956 firmato da Furio Fasolo e titolato "Avventurosi eventi nel Golfo del Tigullio".
E' uno spaccato del turismo di 60 anni fa ma l'ultima parte dell'articolo dovrebbe far meditare sulle aspettative di sviluppo di Rapallo e sulla realtà di oggi: a tanti anni di distanza Santa si trova ad un bivio analogo e dovrebbe far tesoro di quell'esperienza.
Sindaco di Rapallo dal 1956 al 1970 fu Rinaldo Turpini, mancato nel 2013 a 89 anni: a lui si devono alcune opere importanti come l'ampliamento del golf, l'acquisto di villa Riva e dell'Antico Castello, la costruzione di nuove strade e l'approvazione del porto turistico Carlo Riva. Il suo mandato si contraddistinse per l'urbanizzazione di Rapallo che suggerì il neologismo "rapallizzazione" ("fenomeno di urbanizzazione selvaggia e indiscriminata verificatosi in numerose zone turistiche dell'Italia a seguito del boom economico di quel periodo").
Assecondando i commercianti del tempo che vedevano il passaggio delle auto come una benedizione per i loro affari, si oppose alla realizzazione di un casello autostradale per Santa Margherita nella A12 in costruzione.



testata - Siamo in piena guerra - mi disse il caricaturista-ambientatore Piccinelli, con nello sguardo un diabolico scintillio di soddisfazione. Poco prima mi avevano parlato della presenza qui, in un grande albergo, di ambasciatori, diplomatici, uomini politici. Domandai all'artista se questi personaggi fossero venuti per allacciare trattative segrete di pace.
«Neanche per sogno - egli rispose - Rapallo continuerà a combattere fino all'ultimo short, fino all'ultima frangetta di nailon».
Subito mi spiegò il significato di queste enigmatiche parole. Rapallo, in tema di moda balneare, è la Parigi del Mediterraneo: non per altra ragione vengono qui le dive, le gentildonne, le bellissime, le candidate al titolo di miss: vengono qui per cogliere idee, imparare di più, moltiplicare il proprio fascino. Per esempio, Fulvia Colombo, quando giunse, disse di essere venuta esclusivamente per pescare, e non mosse alcuna difficoltà quando il mago locale dell'obbiettivo, Diotallevi, la volle cogliere armata di canna da pesca con un pesce appeso al filo. (Tra parentesi, la bella istantanea suscitò questo commento delle malelingue: - Quel pesciolino, per appenderlo all'amo, la bella Fulvia l'acquistò al mercato o se lo fece regalare? E' un vero pesce oppure è di materia plastica?).
Interesse per la moda
La nostra affascinante pescatrice era stata attratta qui dalla moda di Rapallo. Dalle medesime ragioni fu determinata la venuta di Silvana Pampanini. Volle il caso che la diva scendesse nel medesimo albergo ove a me fu avventurosamente possibile trovare una camera, in periodo di pieno Ferragosto. Silvana, pranzando sul terrazzo in vista al mare, non toccava per nulla l'argomento della moda: faceva la disinvolta; si lagnava della dura necessità di sacrificare sull'altare della linea la gioia degli spaghetti; al direttore dell'albergo, signora Pola, chiedeva notizie della qualità dei cibi, poi, per maggior prudenza, a ciascun piatto, prima di «attaccare», pregava la mamma di compiere un assaggio: insomma aveva tutto l'aspetto di una turista preoccupata soltanto di questioni gastronomiche; ma, se passava sul mare un moscone recante una bellezza al bagno di minishort, aguzzava il chiaro sguardo magnetizzatore di Ulissi ellenici; insomma, osservava la moda, scoprendo quale fosse il vero suo interesse. Ho il sospetto che tali curiosità animassero anche la nuova diva della televisione, Adriana Serra, giunta qui con l'attore Spiller (nome familiare alla Bolognani): ella, con astuta finezza, appariva in pubblico vestita con sorprendente semplicità. Ma se la pittrice-paracadutista Zara Nin, sul suo album di disegni, abbozzava qualche bizzarria femminile colta a volo in giro, Adriana vi indirizzava la sua attenzione. Per parte sua, l'artista sportiva (che divide il proprio tempo fra i pennelli e i lanci - o il progetto di lanci - dall'aereo), più sincera di tutte le altre donne, confessava di avere scelto come meta il Golfo del Tigullio, perché incuriosita dagli strani eventi che vi accadono.

Rapallo (foto della raccolta Renato Dirodi)

Il fatto è che Rapallo, nella sua qualità di Parigi del Mediterraneo, nell'intento di affermare incontrastato il suo primato nel campo delle mode succinte, deliberò segretamente di muovere guerra all'altra Grande Potenza nell'orbita delle bizzarrie, la temibile rivale: Capri. Venne stipulata l'alleanza del Tigullio in virtù della quale un fronte unico fu realizzato tra Rapallo, S. Michele di Pagana, Santa Margherita, Paraggi e Portofino. Anticamente si ebbero le guerre delle Repubbliche marinare; ora è la volta della guerra delle Repubbliche… balneari. Quali ne sono le strategie? Per capirlo basta frequentare le passeggiate a mare, le spiagge e gli scogli, gli approdi delle due scuole di sci nautico, gli halls dei grandi alberghi, i numerosi locali ove si balla (roof, covi, taverne, porficcioli, ecc.), i bar, le pizzerie, persino gli ambienti ove si trovano le macchine automatiche per consultare la fortuna. I tecnici di problemi militari sarebbero probabilmente in grado di darvi spiegazioni ben più esaurienti; io mi limiterò a chiarire alcuni punti salienti. La prima scaltrezza dei generalissimi consiste nei criteri cui si ispira la mobilitazione delle forze: uno stupendo esercito di ragazze per lo più giovanissime, di cui (particolare interessante) fa anche parte una Legione straniera: è il contingente che punta sopra tutto sulle chiare nordiche lungilinee; il loro fascino biondo ha la funzione di far risaltare la magia delle brunette mediterranee.
«In tal modo - io domandai . sono riusciti a mettere assieme tante ragazze e tutte belle?».
«Questa è una delle armi segrete degli strateghi: le donne brutte le convincono a riparare altrove». Così mi dichiarò il pittore Acqualagna, che la sa lunga in proposito. Non per nulla egli ammette francamente che il suo amore per Rapallo non deriva soltanto dalle gradevoli caratteristiche di questo campo di golf.
I mezzi del successo
L'esercito di belle ragazze, per sgominare Capri, opera con la tecnica dei commandos. Ecco un piccolo gruppo di adolescenti che conquista un successo per mezzo dell'effetto suggestivo di cortissimi short verdi, gialli, rossi, molto aderenti, orlati da frangine di nailon nere, quasi completamente nascosti da una casacca dalle tinte forti. Poco oltre segna punti per la propria parte un'ardita schiera, armata da minuscole tute rigate. Altrove è all'attacco una pattuglia di «guastatrici», forti dei propri aderentissimi pantaloni. I mezzi bellici sono numerosissimi: sandali senza tacco, dorati; cappelline di paglia dalla cupola sfondata; borse di tela di forma piatta e allungata oppure borse di vimini dalle forme più svariate; ecc. Tutte queste… armi si trovano nelle boutiques e si pagano (di solito) per contanti; lo sforzo finanziario di questa guerra è sostenuto naturalmente dai genitori che (a quanto mi è stato assicurato) penserebbero di consorziarsi per lanciare una specie di Debito Pubblico.
Anche le «fantasie» hanno importanza bellica - collane, spille, braccialetti, anelli, fermagli, cinture, ecc. I tecnici dicono che la ceramica quest'anno batte i metalli in tema di oggetti ornamentali; ma quando, in simili argomenti, fu possibile fissare norme assolute? Io, per esempio, vidi in un bar, circondata da ammiratori, una diciottenne, il cui successo era affidato anche a uno spettacoloso paio di orecchini: due enormi ghiande dorate. «Codeste ghiande - domandò serio il radiocronista Baldoni - sono forse un riferimento al mito di Circe? E che cosa pensano i suoi ammiratori?». Gli ammiratori non pensavano affatto: questa era la loro forza e la loro felicità.
La vittoria di Rapallo si delinea sicura, il che sconcerta gli specialisti della Moda. Lucio Ridenti mi spiegava che tutti gli elementi dell'eleganza balneare del Tigullio sono internazionali e codificati. Da che cosa dipendono dunque gli spettacolosi effetti che si ammirano qui? Dipendono da modificazioni quasi impercettibili: in ogni indumento un qualcosa in più o un qualcosa in meno (il «meno» tuttavia prevale sul «più»): i tecnici dell'aviazione a reazione direbbero che tutto è surpressato; del resto, con concetto analogo, un grande industriale elettrotecnico milanese domandava alla moglie: «Vorrei sapere perché le attillature e le scollature della nostra Annamariarosagrazia sono sempre così survoltate». (Tra parentesi i nomi multipli sono di moda).
L'attenzione e la curiosità per le «bellezze al bagno» del Tigullio sono generali, ma non sempre della medesima indole.
«Perché guarda con tanta intensità quelle tinte e quelle forme?».

Turpini Rinaldo Turpini

«Per metterle al forno». La risposta, apparentemente sconcertante, mi fu data dalla pittrice e ceramista Lucia Pavese. Anche con i motivi della moda si alimenta la sua versatile ispirazione, quando crea «pezzi» che, come è naturale, sono affidati al forno: i suoi successi sono molto brillanti; ad esempio, vivissimo fu il consenso di critica e di pubblico riscosso da una sua recente mostra qui.

«Questo caleidoscopio di sofisticata mondanità è attraente. Ma - mi diceva l'architetto Nicola Mosso - non vorrei che il pubblico, distratto da tale spettacolo, non volgesse un giorno lo sguardo verso la collina, soltanto per scoprire che il verde a poco a poco fu divorato dal cemento».
Che cosa sarà fatto
La febbre rapallese del cemento è ormai diventata un motivo nazionale di allarme e di scandalo. Dal 1930 al 18 aprile 1955 (data di aggiornamento dei computi statistici) furono progettate 441 case con 27.314 vani (fra utili e accessori); nel medesimo periodo di tempo le case dichiarate abitabili furono 293, con 12.397 vani. Le agenzie per la compravendita di case e appartamenti sono 18; lo sport di acquistare un alloggio a Rapallo incontra tifosi in ogni parte della penisola, da Chiasso a Catania; il fascino del Tigullio ha raggiunto anche l'Italia meridionale, provocando l'afflusso di immigrati di lusso; ecco perché e stata coniata l'espressione: «é un… rapallitano».
Le cifre citate or ora sono ufficiali; sono andato a cercarle in Municipio, ove il giovane sindaco, Rinaldo Turpini, circondato da giovani ingegneri e da giovani tecnici, innanzi tutto mi diede notizie che tranquillizzeranno l'architetto Mosso sul pericolo che l'«Oasi del Tigullio» si trasformi nella «Selva dei grattacieli». A settembre - si spera - entrerà in vigore il nuovo regolamento circa le costruzioni in collina, da quota 14 a quota 100: gli edifici non potranno superare gli otto metri di altezza e, in estensione, un ottavo dell'intera area disponibile; la parte della superficie non occupata da corpi di fabbrica dovrà essere coltivata a giardino. Inoltre il giovane sindaco (che come appassionato filodrammatico non si lascia spaventare dalle idee immaginose), mi ha offerto un'affascinante visione della Rapallo di domani, forte di mille attrattive, fra cui il nuovo ippodromo e il nuovo beach - un complesso balneare che nella zona del Porticciolo offrirà agli ospiti duecento super cabine, una piscina olimpionica con molti trampolini, una piscina per i bimbi, un arenile al cospetto del mare aperto, solarii, terrazzi per danze e, persino un ristorante subacqueo con oblò occhieggianti sulle meraviglie sottomarine.
Insomma, c'è da pensare che gli eserciti mondani rapallesi già si preparino a contendere il primato alle spiagge della Florida.

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