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    Attività del Comune

Comune: politici e dirigenti

Difficile comprendere alcuni avvenimenti senza conoscere le regole di funzionamento della macchina comunale, ed in particolare senza aver letto la legge fondamentale "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali" (D.Lgs. n.267 del 18/8/2000, G.U. n.227 del 28/9/2000, Suppl.Ord. n.162 e successivi vignetta aggiornamenti).

L'Art. 107 "Funzioni e responsabilità della dirigenza" recita:

  1. Spetta ai dirigenti la direzione degli uffici e dei servizi secondo i criteri e le norme dettati dagli statuti e dai regolamenti. Questi si uniformano al principio per cui i poteri di indirizzo e di controllo politico-amministrativo spettano agli organi di governo, mentre la gestione amministrativa, finanziaria e tecnica è attribuita ai dirigenti mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo.
  2. Spettano ai dirigenti tutti i compiti, compresa l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, non ricompresi espressamente dalla legge o dallo statuto tra le funzioni di indirizzo e controllo politico amministrativo degli organi di governo dell'ente o non rientranti tra le funzioni del segretario o del direttore generale, di cui rispettivamente agli articoli 97 e 108.
  3. Sono attribuiti ai dirigenti tutti i compiti di attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con gli atti di indirizzo adottati dai medesimi organi, tra i quali in particolare, secondo le modalità stabilite dallo statuto o dai regolamenti dell'ente:
    1. la presidenza delle commissioni di gara e di concorso;
    2. la responsabilità delle procedure d'appalto e di concorso;
    3. la stipulazione dei contratti;
    4. gli atti di gestione finanziaria, ivi compresa l'assunzione di impegni di spesa;
    5. gli atti di amministrazione e gestione del personale;
    6. i provvedimenti di autorizzazione, concessione o analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di natura discrezionale, nel rispetto di criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali di indirizzo, ivi comprese le autorizzazioni e le concessioni edilizie;
    7. tutti i provvedimenti di sospensione dei lavori, abbattimento e riduzione in pristino di competenza comunale, nonché i poteri di vigilanza edilizia e di irrogazione delle sanzioni amministrative previsti dalla vigente legislazione statale e regionale in materia di prevenzione e repressione dell'abusivismo edilizio e paesaggistico-ambientale;
    8. le attestazioni, certificazioni, comunicazioni, diffide, verbali, autenticazioni, legalizzazioni ed ogni altro atto costituente manifestazione di giudizio e di conoscenza;
    9. gli atti ad essi attribuiti dallo statuto e dai regolamenti o, in base a questi, delegati dal sindaco.
  4. Le attribuzioni dei dirigenti, in applicazione del principio di cui all'articolo 1, comma 4, possono essere derogate soltanto espressamente e ad opera di specifiche disposizioni legislative.
  5. A decorrere dall'entrata in vigore del presente testo unico, le disposizioni che conferiscono agli organi di cui al capo I, titolo III l'adozione di atti di gestione e di atti o provvedimenti amministrativi, si intendono nel senso che la relativa competenza spetta ai dirigenti, salvo quanto previsto dall'articolo 50, comma 3, e dall'articolo 54.
  6. I dirigenti sono direttamente responsabili, in via esclusiva, in relazione agli obiettivi dell'ente, della correttezza amministrativa, della efficienza e dei risultati della gestione.
  7. Alla valutazione dei dirigenti degli enti locali si applicano i principi contenuti nell'articolo 5, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, secondo le modalità previste dall'articolo 147 del presente testo unico.

Si tratta di un articolo che introduce in materia il cosiddetto principio di separazione tra politica e gestione, in virtù del quale organi politici e dirigenti vengono a costituire due apparati distinti, ciascuno con le sue competenze, senza possibilità di interferenze.
Alla dirigenza compete l'attività di gestione dell'ente, tutti i compiti che comportano l'adozione di atti e provvedimenti con rilevanza esterna, nonché l'attuazione delle direttive e degli obietti individuati dagli organi politici.
A fronte di tali ampi poteri, i dirigenti sono direttamente responsabili, in via esclusiva, della correttezza amministrativa, della efficienza e dei risultati della gestione.
L'Art.50 "Competenze del sindaco …" prevede che il sindaco nomini i responsabili degli uffici e dei servizi, attribuiscano e definiscano gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna secondo le modalità e i criteri stabiliti dagli articoli 109 e 110, nonché dai rispettivi statuti e regolamenti comunali; il provvedimento di nomina ha carattere fiduciario e deve essere motivato.
L'Art.109 "Conferimento di funzioni dirigenziali" disciplina inoltre le modalità di revoca degli incarichi, prescrivendo che: la revoca può essere disposta in caso di inosservanza delle direttive del sindaco, della giunta o dell'assessore di riferimento, o in caso di mancato raggiungimento al termine di ciascun anno finanziario degli obiettivi assegnati nel piano esecutivo di gestione o per responsabilità particolarmente grave o reiterata e negli altri casi disciplinati dai contratti collettivi di lavoro. La revoca anticipata rispetto alla scadenza dell'incarico può avvenire solo per motivate ragioni organizzative e produttive.
Ovviamente il giudice ordinario può valutare la legittimità del provvedimento di conferimento o revoca e può adottare tutti i provvedimenti necessari alla tutela della posizione fatta valere con il ricorso e dunque anche provvedimenti di condanna; può altresì sostituirsi alla stessa amministrazione e, se necessario, conferire l'incarico cui il ricorrente legittimamente aspira.

Elementare applicare la normativa alla recente vicenda che ha visto coinvolto il dirigente dell'Area 4 "Territorio e Ambiente" e le lettere inviate alla Santa Benessere & Social: evidentemente sono state scritte in assenza di una chiara indicazione "politica". Contrariamente si sarebbe trattato di "inosservanza delle direttive e degli obietti individuati dagli organi politici".
Ora però, dopo la delibera votata all'unanimità nel Consiglio comunale del 22 gennaio, non ci sono più alibi.

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