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Elezioni comunali e date

Il 26 maggio 2019 saremo chiamati alle urne per eleggere il Parlamento europeo e molto probabilmente, per minimizzare i costi, nella stessa data voteremo anche per pallone il rinnovo del Consiglio comunale.
In tal caso, poiché "La data per lo svolgimento delle elezioni è fissata dal Ministro dell'Interno non oltre il cinquantacinquesimo giorno precedente quello della votazione", ne avremo la certezza entro lunedì 1 aprile (non è uno scherzo!).
"La presentazione delle candidature deve essere effettuata alla segreteria del Comune dalle ore 8 del trentesimo giorno alle ore 12 del ventinovesimo giorno antecedente la data delle elezioni": c'è dunque tempo fino a domenica 28 aprile per rendere ufficiale la candidatura di sindaco e relativa lista, che deve essere sottoscritta "da non meno di 60 e da non più di 120 elettori".
"Sono eleggibili a sindaco e a consigliere comunale gli elettori di un qualsiasi comune della Repubblica che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età, nel primo giorno fissato per la votazione. Sono, altresì, eleggibili a consigliere comunale i cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea iscritti nelle apposite vignetta liste aggiunte."
"Sono elettori tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età entro il primo giorno della elezione. Sono, altresì, elettori i cittadini di uno stato membro dell'Unione europea residenti nel comune che presentino apposita istanza al sindaco, entro il quarantesimo giorno antecedente quello della votazione [16 aprile]."
"Per i comuni con popolazione superiore a 3.000 e fino a 10.000 abitanti, il Consiglio comunale è composto, oltre che dal sindaco, da dodici consiglieri e il numero massimo di assessori è stabilito in quattro… nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico".
Nella scheda è indicato, a fianco del contrassegno, il candidato alla carica di sindaco: l'elettore può votare per un candidato segnando il relativo contrassegno e può esprimere due voti di preferenza per candidati a consigliere nella stessa lista, un uomo e una donna.
E' eletto sindaco chi ottiene il maggior numero di voti: alla sua lista sono attribuiti i due terzi dei seggi del consiglio (8), mentre i restanti seggi (4) sono ripartiti proporzionalmente tra le altre liste con il cosiddetto "metodo d'Hondt".
Esemplificando questo metodo nel caso di tre liste A, B e C e supponendo una ripartizione dei voti di 2.500, 2.000, 1200, è eletto il candidato sindaco della lista A, alla quale sono attribuiti 8 seggi in Consiglio che sono assegnati secondo la graduatoria delle preferenze ricevute. tabella
Per i restanti 4 seggi si dividono i voti ricevuti per un numero crescente da 1 a 4. L'attribuzione è fatta ai quozienti più alti: nell'esempio 2.000, 1.200, 1.000, 666. Dunque 3 seggi alla lista B e 1 alla lista C: sono consiglieri il candidato sindaco e i due più votati della lista B, più il solo candidato sindaco della lista C.

A circa un mese da queste scadenze gli elettori di Santa Margherita hanno ancora un panorama abbastanza confuso di chi si proporrà al loro voto e, ovviamente, ancora più oscure sono le loro posizioni relativamente ai tanti problemi ancora aperti: il Piano Urbanistico che definisca la Santa di domani e un corretto vignetta bilanciamento tra prime e seconde case, il progetto per un porto al servizio della città e della sua economia, un piano del traffico che consideri l'intasamento di corso Matteotti, il parcheggio degli autobus e la Coop di San Siro, un presidio sanitario adeguato alle necessità di una popolazione anziana e agli afflussi stagionali, iniziative per rendere effettivo il contrasto all'indecenza delle strade dovuta a residui organici, idee per invertire il trend della residenzialità in costante diminuzione, un calendario di eventi che punti più sulla qualità che sulla quantità, …

Quando andremo a votare sarà opportuno ricordare un vecchio manifesto che risale alle elezioni politiche del 19 maggio del 1968, quando nel periodo delle rivolte studentesche e della cortina di ferro, esistevano ancora Democrazia Cristiana con il suo slogan "Se oggi dormi, domani russi", Partito Comunista Italiano e Partito Socialista Unificato. Un decalogo ancora valido ma non sempre tenuto nella considerazione che merita.

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