Testata Gazzetta
    Attività del Comune

Il giallo della strada nel Monte, blitz della Procura a Portofino
di Marco Lignana e Marco Preve

la Repubblica – 6 luglio 2019

Il procuratore aggiunto D'Ovidio e il pm Givri con i carabinieri per capire chi autorizzò e finanziò l'intervento – E Italia Nostra viene esclusa dall'incontro fra Soprintendenza e Comuni interessati: "Non siamo graditi"

Il blitz è scattato lo scorso 11 giugno: il procuratore aggiunto Paolo D'Ovidio e il sostituto Fabrizio Givri, entrambi del pool "reati ambientali", insieme ai carabinieri del nucleo forestale hanno fatto un sopralluogo sul monne di Portofino. Volevano vedere di persona quelle colate di cemento spuntate improvvisamente nell'area protetta del Parco dopo il cedimento della strada che collega Santa Margherita a Portofino, collassata durante la mareggiata che ha colpito le coste liguri lo scorso ottobre.

foto 1 Uno dei punti del sentiero trasformati
in strada asfaltata che ha sollevato
le proteste di diverse associazioni
del territorio

Le foto del sentiero deturpato, oltre a quelle di una pericolosissima passerella sorretta da una impalcatura, avevano subito scatenato la reazione di associazioni, in primis di Italia Nostra. Secondo il presidente della Regione Giovanni Toti, che aveva risposto con toni particolarmente accesi, la strada all'intento del Parco "era 1'unica soluzione per permettere ai residenti di Portofino una vita il più normale possibile".
Ma quella lingua di cemento non ha mai convinto i magistrati genovesi, che nei mesi scorsi dopo diverse segnalazioni, tra cui proprio quella di Italia Nostra, hanno aperto un'indagine esplorativa. E a giugno sono saliti di persona sul monte di Portofino.
La situazione, oggi, sul sentiero è quasi tornata alla normalità. Il cemento è stato rimosso e restano solo alcune colate, ad esempio intorno ai pali della luce, da rivedere.
Ma i punti interrogativi, in questa storia, restano aperti. E non sono pochi. Perché andando di persona sul posto, gli inquirenti e gli stessi carabinieri forestali hanno constatato la scarsissima utilità che quella cementificazione avrebbe avuto per raggiungere il borgo. Del resto prima ancora del ripristino della strada provinciale collassata, era stato realizzato un sistema di passerelle che consentiva il passaggio pedonale "lato mare" fra Santa Margherita e Portofino. Poi la passerella era stata sostituita da una lingua di asfalto che aveva permesso il passaggio anche dei mezzi di soccorso. Mentre anche per le due ruote sarebbe stato davvero arduo percorrere la strada asfaltata che dal monte giungeva al borgo, con curve a gomito più adatte a una bicicletta che a uno scooter.
A meno che, ed è questo uno degli aspetti che la Procura vuole approfondire, quella prima e già impattante gettata non fosse una sorta di "apripista" per eventuali, nuove cementificazioni dentro il Parco.

foto 2 Le escursioni dentro l'area protetta di Portofino sono fra le preferite dei liguri e dei tantissimi turisti che visitano questa parte di Regione

Gli altri punti da ricostruire sono decisamente più puntuali: chi ha effettivamente costruito quella strada? Da chi è stato commissionato il lavoro? Chi ha pagato gli operai e il materiale utilizzato? Domande che troveranno presto una risposta nel fascicolo in mano al pm Givri, che in base ai risultati delle verifiche affidate ai carabinieri deciderà se ipotizzare uno specifico reato e se iscrivere qualche nome nel registro degli indagati.
Sul caso della strada del monte c'è da registrare anche la polemica fra associazioni ambientaliste da una parte e Soprintendenza e Comuni coinvolti dall'altra. Italia Nostra, a nome anche di altre associazioni, fra le quali gli "Amici del Monte di Portofino" aveva chiesto di poter partecipare all'incontro fissato per il 9 luglio in Soprintendenza con i sindaci di Santa Margherita, Portofino e Camogli proprio sulle questioni riguardanti l'intervento nel Parco. "Ci hanno risposto di no – racconta Ermete Bogetti presidente di Italia Nostra Genova – e hanno aggiunto che forse in un'altra occasione potremo far parte del tavolo. Si vede che non siamo graditi. Una decisione che ci amareggia anche perché i temi ancora da chiarire sono molti. A cominciare da chi ha finanziato questa strada, per finire con le dichiarazioni dell'assessore regionale Mai che ha annunciato di voler trasformare in carrabile il percorso dentro il Parco".

© La Gazzetta di Santa