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    Attività del Comune

IMU e prime/seconde case

tratto da Il Sole-24 Ore - 1 luglio 2019

Riportiamo la risposta del consulente Pasquale Mirto al quesito di un lettore che lavora a Milano dove risiede in un immobile di sua proprietà, mentre la moglie disegno risiede nel bresciano in un immobile di sua proprietà insieme ai figli.
Scrive il consulente:

L'art.13, comma 2, del Dl 201/2011 definisce come abitazione principale quella in cui «il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente».
La normativa, facendo riferimento al nucleo familiare, impedirebbe di considerare l'immobile del lettore come abitazione principale; anzi, a stretto rigore, non lo sarebbe neanche quello della moglie.
Il fenomeno dello spacchettamento del nucleo familiare era ben noto per l'Ici, e la Cassazione, a partire dalla sentenza 14389/2010, confermata da ultimo con la sentenza 2800/2019, ha negato la spettanza delle agevolazioni previste per l'abitazione principale.
Tuttavia, va precisato che, ad avviso del ministero delle Finanze (circolare 3/2012), se i componenti dello stesso nucleo familiare hanno invece stabilito la residenza e la dimora abituale in due abitazioni che insistono in due Comuni diversi, è possibile considerare entrambe come abitazioni principali, «poiché in tale ipotesi il rischio di elusione della norma è bilanciato da effettive necessità di dover trasferire la residenza anagrafica e la dimora abituale in un altro Comune, ad esempio, per esigenze lavorative».
Quindi, il tema è tutt'altro che pacifico, anche se l'interpretazione letterale della norma, alla quale ci si dovrebbe attenere trattandosi di norma agevolativa, porta a escludere l'applicazione dell'agevolazione.

Decreto-Legge 6 dicembre 2011, n.201 (G.U. n.284 del 6/12/2011 - Suppl. Ord. n.251)
Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici
Art. 13 Anticipazione sperimentale dell'imposta municipale propria
2. L'imposta municipale propria ha per presupposto il possesso di immobili di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, ivi compresa l'abitazione principale e le pertinenze della stessa. Per abitazione principale si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente. …
Sentenza Cassazione n.2800 pubblicata 31/1/2019, Sez.VI
Mancato riconoscimento dell'agevolazione riferita all'immobile adibito ad abitazione principale
In tema d'imposta comunale sugli immobili (ICI), ai fini della spettanza della detrazione prevista, per le abitazioni principali (per tale intendendosi, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica), … occorre che il contribuente provi che l'abitazione costituisce dimora abituale non solo propria, ma anche dei suoi familiari, non potendo sorgere il diritto alla detrazione ove tale requisito sia riscontrabile solo per il medesimo.
Circolare N.3/DF Ministero dell'Economia e delle Finanze – 18 maggio 2012
Imposta municipale propria (IMU)
Se, ad esempio, nell'immobile in comproprietà fra i coniugi, destinato all'abitazione principale, risiede e dimora solo uno dei coniugi - non legalmente separati - poiché l'altro risiede e dimora in un diverso immobile, situato nello stesso comune, l'agevolazione non viene totalmente persa, ma spetta solo ad uno dei due coniugi.

Il legislatore non ha, però, stabilito la medesima limitazione nel caso in cui gli immobili destinati ad abitazione principale siano ubicati in comuni diversi, poiché in tale ipotesi il rischio di elusione della norma è bilanciato da effettive necessità di dover trasferire la residenza anagrafica e la dimora abituale in un altro comune, ad esempio, per esigenze lavorative.

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