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Stabilimenti balneari e Consiglio di Stato

Ieri, 18 novembre 2019, il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale ha pubblicato la sentenza n.7874 che riguarda le concessioni demaniali marittime e dichiara spiaggia illegittime le proroghe automatiche senza gara pubblica.
La sentenza riguarda il ricorso presentato dalle società Gema e Montanino (il cui referente è Gian Enrico Maria Mapelli, proprietario del complesso "La Cervara") contro il Comune di Santa Margherita Ligure nei confronti della società Capo Nord, per la proroga della concessione demaniale marittima a quest'ultima fino al 31 dicembre 2033.

Il 18 giugno 2002 la società Montanino aveva presentato al Comune la richiesta della stessa concessione, ma la stessa era stata respinta il 19 agosto.
Dopo vari interventi del TAR e del Consiglio di Stato, la Montanino lamentava "che il Comune di Santa Margherita Ligure non procedeva alla indizione della selezione [pubblica] per l'affidamento della concessione demaniale marittima" indicata dal CdS, ma il Comune ribadiva che la concessione richiesta era già stata rilasciata.
Ora il Consiglio di Stato sottolinea che "il Comune di Santa Margherita Ligure avrebbe adottato provvedimenti, in adempimento delle norme succedutesi nel tempo che hanno previsto la proroga automatica delle concessioni, che debbono considerarsi tamquam non essent [come se non ci fossero] – e quindi nulli – per essere stati adottati in assenza di potere ai sensi dell'art. 21-septies l. 7 agosto 1990, n. 2418".
"Occorre poi rammentare, in particolare con riferimento al caso qui in esame, che è ormai principio consolidato in giurisprudenza quello secondo il quale la disapplicazione (rectius, non applicazione) della norma nazionale confliggente con il diritto eurounitario, a maggior ragione se tale contrasto è stato accertato dalla Corte di giustizia UE, costituisca un obbligo per lo Stato membro in tutte le sue articolazioni e, quindi, anche per l'apparato amministrativo e per i suoi funzionari, qualora sia chiamato ad applicare la norma interna contrastante con il diritto eurounitario. … Qualora, pertanto, emerga contrasto tra la norma primaria nazionale o regionale e i principi del diritto eurounitario, è fatto obbligo al dirigente che adotta il provvedimento sulla base della norma nazionale (o regionale) di non applicarla (in contrasto con la norma eurounitaria di riferimento), salvo valutare la possibilità di trarre dall'ordinamento sovranazionale una disposizione con efficacia diretta idonea a porre la disciplina della fattispecie concreta."

La Direttiva Bolkestein 2006/123/CE, di fatto disapplicata da diverse leggi italiane, dispone che le concessioni demaniali marittime siano assegnate con gara pubblica: per "aggirarla", si è inventato il sistema delle proroghe automatiche, previste prima dalla legge 221/2012 fino al 31 dicembre 2020 e poi dalla legge di bilancio 145/2018 per altri 15 anni dalla data di entrata in vigore della stessa legge ovvero fino al 31 dicembre 2033.
Ora queste proroghe sono state dichiarate illegittime: con la sentenza il Consiglio di Stato, applicando la normativa e la giurisprudenza dell'Unione europea, ha stabilito che le leggi nazionali italiane che prevedono proroghe automatiche delle concessioni demaniali marittime devono essere disapplicate dai Comuni in quanto illegittime.
La proroga ex lege delle concessioni demaniali aventi natura turistico-ricreativa non può essere generalizzata, dovendo la normativa nazionale ispirarsi alle regole dell'Unione europea sulla indizione delle gare.
Occorre tuttavia aggiungere che questa pronuncia giunge a distanza di pochi giorni da altre in cui, invece, il Consiglio di Stato riconosceva la proroga di 15 anni delle concessioni demaniali: si tratta dunque di una questione ancora tutta da definire.
Il Consiglio di Stato, infatti, non ha annullato gli atti del Comune di Santa Margherita Ligure che applicavano le proroghe automatiche delle concessioni previste dalle leggi, ma ha annullato solo gli atti in cui il Comune aveva respinto le richieste della società ricorrente di istituire una gara pubblica. Pertanto, per un cavillo di procedura non cambierà nulla nei fatti per le parti in causa.
In ogni caso i dirigenti amministrativi che applichino la legge nazionale o regionale in contrasto con la norma del diritto europeo rimangono soggetti alle responsabilità connesse all'adozione e al mancato annullamento del provvedimento illegittimo.
Dunque, è fondamentale il principio enunciato con la sentenza, che rischia di provocare un terremoto in futuro nell'assegnazione delle concessioni per gli stabilimenti balneari, scardinando il sistema fin qui applicato dal legislatore.

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