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    Attività del Comune

Residenzialità: la parola magica

Tutti se la vendono, specialmente durante la campagna elettorale, ma ben pochi sanno darne una definizione, ancor meno un contenuto. polli
C'è chi la identifica con il problema della casa, chi con quello del lavoro, chi con lo sviluppo turistico/commerciale e chi con un incremento demografico: insomma, quando le idee ci sono, sono confuse.
Residenza è il luogo dove si ha fissa dimora, dunque favorire la residenzialità significa casa, lavoro e condizioni di vita … insomma, tutto ciò di cui si dovrebbe occupare il governo comunale: è intuitivo considerare il numero di residenti come indice del risultato dell'attività di gestione di tutti questi aspetti.
Certo, un indice grossolano, influenzato dalle scelte passate e da fattori che esulano dal controllo del Comune, ma che comunque, nell'ambito di un mandato elettorale, sarebbe lecito vedere migliorato.
Da troppi anni invece il trend al ribasso è costante: segno che "qualcosa non va", soprattutto se lo si confronta con i paesi vicini. grafico
Dal 1901 al 1973 Santa ha conosciuto un boom di residenti cui ha fatto seguito un declino rapido.
Si sono succedute molte le amministrazioni ma il trend è proseguito inesorabile: nel 1973 i residenti erano 12.990 e al primo gennaio 2019 sono 9.024, quanti eravamo negli anni '20 (un secolo fa).
In poco meno di cinquant'anni la popolazione è diminuita di oltre un terzo e viene da chiedersi a che cosa servano nuove case: l'attività edilizia dovrebbe indirizzare il recupero delle abitazioni esistenti, in molti casi vecchie e degradate.
Se la matematica non è un'opinione le case costruite negli ultimi anni hanno alimentato, direttamente o indirettamente, il mercato rivolto ai non residenti: magari chi era in affitto è riuscito a costruirsi la casa nel Quartiere degli Ulivi (PEEP), liberando un appartamento venduto come seconda casa o affittato a un turista.
E' stata una buona politica? forse nelle intenzioni sì, non nei risultati.
Cambio di destinazione d'uso dell'"area OTAM" per farne abitazioni, altre abitazioni nel vecchio ospedale di via Roma e in quello di via Arpe, lavori in collina… bene, si direbbe a prima vista. Spazio per risolvere il problema degli alloggi.
Risultato netto dell'operazione: sono messi sul mercato appartamenti a prezzi che solo pochi residenti possono permettersi.
Con i livelli raggiunti dal mercato immobiliare le abitazione/box cedute a condizioni di favore sono destinate, prima o poi, a essere vendute a terzi realizzando una speculazione "dei poveri": d'altra parte come criticare chi, con la stessa cifra, può permettersi a Rapallo la casa per sé e per i figli?
Ecco allora che i residenti di Santa diminuiscono e le seconde case aumentano.
A fronte dei 9.024 residenti di oggi, l'ultimo censimento del 2011 contabilizzava 9.651 abitazioni (numero che nel frattempo è aumentato e continua ad aumentare); nel 1921 a fronte di 8.518 residenti le abitazioni erano circa 2.500! cavallo
Effetto Disneyland: residenti zero e turisti 30.000.
Salvo poi, quando Santa avrà perduto la sua identità, il suo fascino e il suo ambiente, veder ridurre anche il numero dei turisti.
I negozi che segnano la vita quotidiana dei residenti chiudono: ogni sera le luci accese sono sempre meno e le finestre chiuse sempre più.
Tutto ciò in assenza di un modello di sviluppo che tenga conto della vocazione quantitativa e qualitativa del territorio: il Piano Urbanistico del Comune, che dovrebbe affrontare questo aspetto, giace da anni in qualche cassetto. Periodicamente Sindaco e Assessore ai Lavori Pubblici annunciano la sua "resurrezione" ma si guardano bene da qualsiasi azione concreta.
La Città sembra ingessata da logiche antiche, senza una prospettiva. Si lavora per slogan: il porto, il tunnel, la Coop a San Siro, … A fronte di progetti invasivi per la città nessuno dell'Amministrazione ha preso impegni sui benefici che potrebbero portare come numero di posti di lavoro e come indotto.
Dopo 50 anni di declino anche le forze politiche di minoranza si sono assuefatte agli slogan e non chiedono a chi governa qualcosa di più, men che meno lo propongono: ad esempio idee chiare e programmi concreti per una svolta.
Come dicevano i nostri antichi "Mala tempora currunt sed peiora parantur" (attraversiamo tempi bui, ma se ne preparano di peggiori).

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