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    Attività del Comune

Che cosa ci aspetta nei prossimi anni

L'art.15 dello Statuto del Comune recita al primo comma "Entro tre mesi dalla prima seduta del consiglio, il sindaco, sentita la giunta, presenta il programma giunta relativo alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato al consiglio comunale, che lo esamina entro i successivi trenta giorni e su di esso si pronuncia con votazione."
Se la memoria non ci inganna il primo Consiglio comunale c'è stato il 12 giugno, ma ancora oggi sul sito del Comune, alla scelta "Il Comune", "Linee Programmatiche", si legge "Programma di mandato 2014-2019 - Il Programma di mandato definisce le linee programmatiche di governo e le politiche strategiche che il Sindaco Paolo Donadoni intende perseguire nel corso dei 5 anni di amministrazione, a partire dalla data del suo insediamento, il 27 maggio 2019. - Programma di mandato 2019 – 2024 del Sindaco Paolo Donadoni", ma manca la possibilità di accedere al testo.
Chi fosse interessato può trovare al link "Programma di mandato" il testo a nostra disposizione.

Come era logico attendersi ripropone il "Programma elettorale" con il quale la lista "Insieme per la Città – Donadoni Sindaco" aveva vinto la consultazione elettorale del 26 maggio: si nota tuttavia l'assenza della voce "Servizi alla persona, alle famiglie e agli anziani – Soluzioni calibrate su misura rispetto alle singole esigenze intrecciando il lavoro dei servizi comunali con le realtà istituzionali e associative del territorio": quale interpretazione dare a questa mancanza?
Ciò che colpisce di più, tuttavia, è l'assenza di qualsiasi dichiarazione di intenti politici e programmatici; stiamo vivendo uno dei momenti più difficili degli ultimi decenni, la città e i suoi cittadini si trovano ad affrontare situazioni e contesti che sono caratterizzati da incertezze e difficoltà che avrebbero meritato un accenno specifico.
Il modello di sviluppo e di turismo dei decenni passati è messo in discussione dalla grave crisi economica e sociale: da questa situazione non si esce con correzioni di lieve entità, ma con interventi di sistema e soprattutto con una nuova visione di città.
Un nuova visione che dovrebbe partire dal Piano Urbanistico Comunale, il famoso PUC più volte annunciato ma ancora giacente in qualche cassetto dell'Amministrazione: nel Programma di mandato non è nemmeno ricordato.
Sarebbe utile un patto sociale che permetta di avviare una nuova fase di sviluppo, di crescita e di benessere per i prossimi decenni, una regia che agisca sulla base di una strategia politica, affinando gli strumenti di collaborazione pubblico-privato e creando le condizioni per catalizzare investimenti da parte dell'imprenditoria su progetti di interesse comune, per coinvolgere le persone e richiamarle alla collaborazione allo scopo di avviare un vero cambiamento: nel Programma, niente di tutto questo.
Nulla che miri a mantenere unita la comunità, riavvicinare i cittadini alle istituzioni locali, risvegliare un sentimento di appartenenza e senso civico.
Si nota al contrario un metodo di governo che fa piovere dall'alto le decisioni, giuste o sbagliate che siano; estraneo dal vocabolario dell'Amministrazione il confronto aperto, anche nella diversità di opinioni, unica via per vincere la crescente e profonda sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni.
Peccato, il precedente mandato della stessa Amministrazione, dal 2014 al 2019, sembra non aver insegnato molto.

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