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Coronavirus: quali sono le mascherine in commercio e chi proteggono
di Silvia Turin

Corriere della Sera - 11 marzo 2020

A ruba quelle «chirurgiche» che però servono ai malati. Carenza di quelle contro il «rischio biologico» riservate ai medici: nella sola Lombardia ne occorrono 300mila al giorno. Prezzi alle stelle, scorte esaurite e vendite contingentate, ma via alle donazioni

Con l'aggravarsi dell'infezione sono in molti a cercare di proteggersi e, di conseguenza, alla spasmodica ricerca di mascherine di qualunque genere. E' difficile foto 1 trovarle, perché sono esaurite o in vendita a prezzi esorbitanti, come 41 euro su internet per una mascherina FFP3, non più di 5 pezzi disponibili.
Tutti le vogliono ma in realtà non tutti devono indossarle e l'enorme domanda è anche uno dei motivi degli attuali problemi di approvvigionamento per chi ne ha davvero bisogno. Anche i giganti del web, Google e Facebook, hanno deciso di mettere al bando tutti gli annunci pubblicitari relativi alle mascherine per uso medico, visto che la carenza di dispositivi è comune in tutto il mondo colpito dal coronavirus.
A cosa servono
Le mascherine non servono alle persone sane. Devono indossarle i malati di coronavirus e chi si prende cura di loro, come i sanitari o le persone che li assistono.
Le mascherine possono proteggere anche gli immunodepressi che sono a rischio di contrarre malattie e più esposti alle infezioni. L'uso delle mascherine nelle zone rosse o di focolaio può servire se si lavora a stretto contatto con persone sconosciute: tassisti, dipendenti di uffici aperti al pubblico, alcuni sindacati di categoria le consigliano.
Per i sani che teoricamente non sono a contatto con malati, in mancanza di protezione basta coprirsi il volto con una sciarpa ma soprattutto lavarsi le mani, non toccarsi il viso, mantenere la distanza di almeno un metro e cercare di non uscire di casa.
Non siano una scusa
Indossare una mascherina non deve essere motivo per poter uscire e incontrare persone nelle zone dove è stato detto di limitare i contatti. Ricordiamo anche che qualunque mascherina è monouso e comunque andrebbe cambiata spesso, visto che l'umidità del respiro crea un microclima che favorisce la proliferazione dei virus.

foto 2 FFP1, FFP2, FFP3

Le tipologie: DPI (FFP)
Detto questo, quali sono i vari tipi di mascherine? Ci aiuta a nella materia Virginio Galimberti , Rappresentante dell'Associazione Ambiente e Lavoro presso UNI e presidente della sottocommissione UNI "Dispositivi di protezione individuale".
Le mascherine si dividono in DPI "Dispositivi di Protezione Individuale" e DM "Dispositivi Medici" o "mascherine Medicali".
I DPI in commercio, di qualunque tipo o categoria essi siano, devono presentare la marcatura CE. Nel campo della protezione delle vie respiratorie ce ne sono circa una quarantina. Nel caso specifico, il tipo di maschere filtranti richieste per evitare il contagio da Coronavirus (classificato come "rischio biologico"), sono regolate dalla norma europea UNI EN 149. Tale norma, a seconda dell'efficienza filtrante, classifica le maschere in FFP1, FFP2, FFP3, dove FF significa Semimaschera Filtrante. Le mascherine consigliate (a chi si deve proteggere dal virus) sono di classe FFP2 o, meglio, FFP3 che hanno una efficienza filtrante del 92% e 98% rispettivamente. Le FFP1 con il 78% di efficienza sono insufficienti per proteggere dal virus, sono anche chiamate "antipolvere".

foto 3 Chirurgica

Medicali o chirurgiche
Le "mascherine Medicali" (cosiddette "chirurgiche") svolgono una differente funzione rispetto al DPI. Esse hanno come caratteristica quella di non diffondere agenti biologici pericolosi, ovvero i virus, nell'atmosfera circostante.
Queste mascherine, le cui caratteristiche e performance sono diverse da quelle delle citate FFP2 o FFP3 possono, quindi, evitare che il portatore diffonda il contagio, ma non proteggono lo stesso adeguatamente dal contagio di provenienza altrui soprattutto per la scarsa aderenza al volto.
«La UNI EN 14683 prevede che esse possano anche essere indossate da pazienti infetti per ridurre il rischio di propagazione di infezione in situazione di epidemia o di pandemia. La norma individua tre tipi di mascherine, Type I, Type II e Type IIR, che si differenziano per efficacia di filtrazione batterica pari a 95% , 98% e 98% con anche protezione alla penetrazione di schizzi di fluidi corporei. Dopo l'utilizzo tali mascherine, essendo oggetti potenzialmente contaminati,esse devono essere immediatamente smaltite evitando di porre le stesse a contatto con altre parti del corpo che potrebbero divenire così anch'esse contaminate», spiega l'ingegnere Marco De Nardi, presidente della sottocommissione UNI "Dispositivi medici non attivi, dispositivi di trasfusione, valutazione biologica".

foto 4 Con valvola

Con valvole, attenzione
Esistono anche mascherine monouso con i cosiddetti "filtri", che però sono erroneamente chiamati così perché i "filtri" sono in realtà valvole che permettono una più confortevole respirazione e riducono il riscaldamento dovuto al calore del fiato.
Ma attenzione: non vanno bene per i malati perché le valvole"buttano fuori" il virus, mentre proteggono in entrata.
P2 e P3
Esistono infine anche maschere in elastomeri o tecnopolimeri dotate di filtro sostituibile P2 o P3 regolamentate dalla UNI EN 140 (semimaschere e quarti di maschera) e UNI EN 143 (filtri antipolvere). L'efficienza filtrante di questi dispositivi è analoga a quelli delle FFP2 e FFP3, con il vantaggio di una migliore tenuta sul viso ma con un maggiore disagio dovuto all'incremento del peso.

foto 4 FFP1

Quali indossa chi?
A chi sono consigliate? Le mascherine chirurgiche (o simili, tranne con valvole) devono essere indossate da una persona malata. Se abbiamo una persona sana accanto a una positiva è quest'ultima che deve indossare la protezione.
Le mascherine FFP2 o FFP3 devono essere indossate da sanitari o chi sta a stretto contatto con un malato. Queste mascherine sono "sprecate" se utilizzate dalla persona infetta. E sono efficaci solo se indossate con precisa procedura, proprio per questo non sono consigliate ai bambini o persone con la barba od occhiali, a causa "dell'impossibilità di un perfetto adattamento ai contorni del viso", spiega il Ministero della Salute.
Acquisto contingentato
Visto che le mascherine sono utili ai malati e a particolari categorie di lavoratori, in primis sanitari, e vista la carenza sul mercato dovuta alla situazione d'emergenza e alla domanda scorretta, l'acquisto e la distribuzione dei dispositivi in questione sono stati contingentati. Le mascherine vengono consegnate e gli acquisti autonomi vengono bloccati dallo Stato o dalle Regioni. Sono possibili e attive invece le donazioni.
In Lombardia ne servono 300mila al giorno
Ovviamente in una situazione di crescita dei contagi come quella della Lombardia e alcune zone d'Italia è una rincorsa contro il tempo: i sindacati e le associazioni di medici e farmacisti lamentano gravi carenze a cui si cerca di far fronte.
Le mascherine a ondate vengono trovate e consegnate ma poi ne servono altre: per esempio in Lombardia "solo per i nostri operatori sanitari sono necessarie 300mila mascherine al giorno. Questa è la dimensione del problema. «Immaginiamo se dovessimo dare a tutti gli italiani una mascherina al giorno», ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera.
Ai medici anche quelle chirurgiche
Vista la carenza di dispositivi l'Organizzazione mondiale della sanità nelle nuove linee guida del 27 febbraio permette in emergenza la sostituzione di DPI con mascherine chirurgiche per gli assistenti di studio, i tecnici di laboratorio, gli inservienti e i visitatori degli ospedali. Non per i medici a contatto con i pazienti di COVID-19.
Il decreto Gualtieri consente invece "in conformità alle attuali evidenze scientifiche" di far ricorso alle mascherine chirurgiche anche per proteggere gli operatori sanitari e consente di usare anche mascherine prive di marcatura CE previa valutazione dell'Istituto superiore di sanità (ISS).
1 milione in distribuzione ma non ai cittadini
La Protezione civile ha centralizzato l'acquisto dei DPI. Proprio in queste ore conferma che saranno distribuite un milione di mascherine alle strutture sanitarie regionali. Il commissario Angelo Borrelli in conferenza stampa ha spiegato che tutto il materiale sanitario che viene acquistato dalla protezione civile è destinato agli ospedali e non ai cittadini.

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