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    Attività del Comune

Il paesaggio ligure scompare fra palazzi di cemento armato
di Mario Fazio

La Stampa – 25 febbraio 1959

Si distruggono i giardini e si abbattono le case tipiche - Non sempre i comuni hanno fatto rispettare i regolamenti

Terminus Prima…

L'amore della natura è vivo in molti, non rassegnati a vedere cancellate le parti più belle del nostro paese da una schiera di devastatori convinti di creare il bello soltanto perché costruiscono il nuovo.
Se n'è avuta una prova con le reazioni destate dai progetti che minacciano Portofino. Quel segno di allarme ha ridato attualità al vecchio tema della difesa del paesaggio ligure, dibattuto per anni con stanchezza rassegnata. Il lettore che scrisse a «Specchio dei tempi» dal Lussemburgo, per invitarci a combattere, ha forse colto un momento psicologico favorevole.
Purtroppo le devastazioni sono state gravissime negli ultimi otto anni, con progressivo svilimento della clientela turistica. Chi ritorna sulla riviera dopo un'assenza di due anni soltanto, stenta a riconoscere i luoghi più cari: i parchi e i giardini sono stati distrutti e sostituiti da file di palazzi, le case antiche e quelle dei pescatori sono state demolite, le pinete vengono eliminate iniettando acido solforico nelle radici degli alberi per creare nuove aree fabbricabili.

condominio … e dopo

A Sanremo, dal 1956 al 1958, sono stati costruiti o aggiunti a vecchie case 2500 appartamenti, con quasi diecimila vani. A Rapallo circa trentamila vani in dieci anni. Dal '50 al '58 duemila e trecentotrentaquattro appartamenti e quasi ottomila vani ad Alassio. Gli impresari che pagano il terreno centomila, anche centocinquantamila lire il metro quadrato, fabbricano palazzi altissimi, contravvenendo ai regolamenti edilizi e ai vincoli delle Belle Arti, per ricavare un utile. Essi pagano multe che pesano pochissimo sul costo degli appartamenti, valutati persino trenta milioni l'uno.
La richiesta di abitazioni al mare è sempre fortissima. Perciò i costruttori si rivolgono a vecchie case caratteristiche, demolendole per fare posto a caseggiati che ripetono i modelli delle grandi città - balconate, terrazze, forme cubiche, facciate policrome - cancellando irreparabilmente il quadro ligure che era fatto di case disposte in modo irregolare e saldate da archi, dalle facciate rosse o grezze o a calce, con persiane verdi, con portali tondi e tetti in ardesia. Non si può arrestare l'attività edilizia; ma va finalmente affacciandosi la convinzione che si possa costruire cercando di armonizzare i progetti con la natura, abbandonando i modelli ingenuamente ritenuti moderni e perciò belli, prendendo invece ispirazione dalle case antiche, che spesso erano altissime e massicce, ma così bene rientravano nella cornice della natura. conigliera
Finora il disordine è stato quasi assoluto, benché non mancassero leggi in proposito: tutta la costa ligure, da un capo all'altro, è vincolata dalla legge n. 1497 del 29 giugno 1939, per la difesa del paesaggio. E' vincolata la fascia a cinquanta o cento metri a monte e a mare della via Aurelia, sono vincolati interamente i territori dei comuni dove esista una azienda autonoma di soggiorno e turismo, indipendentemente dalla bellezza dei luoghi e dai monumenti. Grazie a questi vincoli i comuni avrebbero potuto disciplinare le costruzioni, ricorrendo alle Belle Arti che hanno facoltà di respingere i progetti non in armonia col paesaggio, di intimare la demolizione di edifici eretti abusivamente, di imporre determinati colori, disegni, forme.
In teoria tutto è stato previsto dalla legge. Ma quanti comuni ne richiedono l'applicazione? Le Belle Arti ignorano e lasciano correre, come nel caso dei villaggi turistici di Capo Mele, addirittura approvano, come nel caso del villaggio turistico di Bergeggi. Ora si vuole rimediare. E' annunciato a Chiavari un convegno per la difesa del paesaggio ligure: artisti, parlamentari, scrittori, architetti di fama internazionale si uniscono nella lotta che ha il fine di salvare il salvabile, insegnando almeno a distinguere il bello e a rispettarlo anche come ricchezza di luoghi che vivono esclusivamente delle attrattive della natura.


Oltre 60 anni passati invano… anzi!

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