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Fake news – Notizie false

Proponiamo un articolo datato, ma sempre attuale, su un vecchio problema rivitalizzato recentemente con il ricorso alla lingua inglese.
Ci avviciniamo alle elezioni e lo scontro si farà soprattutto sul piano verbale, distogliendo l'attenzione dai fatti che i vari candidato hanno realizzato.
Sarà il trionfo delle informazioni in parte o completamente non corrispondenti al vero, "alimentate da un sistema distorto di aspettative dell'opinione pubblica e da un'amplificazione dei pregiudizi che ne sono alla base, ciò che ne agevola la condivisione e la diffusione pur in assenza di una verifica delle fonti … che fanno perno sull'emotività e le convinzioni condivise dall'opinione pubblica prescindendo del tutto o in parte dalla conformità con il reale".

La Bibbia elogia l'uomo imbecille
di Piero Chiara

Dio lo volle per svergognare i sapienti. Il rispetto per la pazzia e la diffidenza per la ragione e i dati obiettivi. Ricordate Bertoldo, giudicato idiota, che dava dei punti al re? Perché ci si rifugia nel surreale.

In una delle prefazioni che Giacomo Casanova aveva predisposto per la sua Storia della mia vita, il famoso avventuriero è del parere che lo stolto sia munito Casanova di una specie di corazza che lo protegge dagli imbrogli. La sua stessa idiozia lo rende impenetrabile a ogni ragionamento, mentre l'uomo intelligente, essendo curioso, cade facilmente nelle trappole. Per cui imbrogliare uno sciocco è impresa difficile e quindi meritoria.
Casanova, che di gente ne aveva imbrogliata molta, metteva avanti questa constatazione a sua difesa e giustificazione, ma è evidente che lo studio dell'idiozia Erasmo umana potrebbe dare grandi risultati, a partire dall'Elogio della pazzia di Erasmo e dai personaggi cervantini di Don Chisciotte e Sancio Panza per arrivare al Candide di Voltaire, ai Bouvard e Pécuchet di Flaubert e ad altri celebri imbecilli ai quali sembra affidata la salvezza del mondo.
Jorge Luis Borges ricorda in un suo scritto quanto sia antica la tecnica di mettere le parole fondamentali nella bocca dei semplici e dei matti. Nelle Scritture si legge che Dio volle la stoltezza nel mondo per svergognare i sapienti1. Borges cita il Manalive di Chesterton e ricorda che l'imperatore Montezuma usava sostenere che i buffoni insegnano più dei savi perché hanno il coraggio di dire la verità. Infatti Bertoldo, che dovrebbe essere un Chesterton idiota, dà dei punti al re.
Afferrando il problema da un altro lato, si può osservare che Jonathan Swift nella terza parte del suo Gulliver parla di una solenne accademia i cui membri propongono l'abbandono della parola per risparmiare i polmoni. Vi sono poi, in quel libro, persone che ammorbidiscono il marmo per farne cuscini e altre che allevano una razza di pecore senza lana. Altri ancora lavorano a risolvere gli enigmi dell'universo mediante un telaio di legno con maniglie di ferro, che serve per combinare le parole a caso. Viene da chiedersi se Gulliver non abbia inteso svalutare l'uomo. Raspe
Le avventure del barone di Münchhausen, vale a dire il libro che sotto questo titolo riunisce, variamente contaminate, le opere di Rudolf Erick Raspe, di Gottfried August Bürger e di Karl Lebrecht Immermann e che Teofilo Gautier riteneva un semplice per quanto divertente esempio della pesantezza di spirito dei tedeschi, pare possa invece venir considerato fra gli avvertimenti più sottili forniti all'umanità perché diffidi della propria intelligenza. Tutto può essere, dice il barone, anche che un asino voli. Non fidatevi della ragione e neppure dei dati obiettivi.
Racconta il barone di Münchhausen che un giorno, in un bosco, trovandosi davanti un cervo ed essendo sprovvisto di pallini di piombo, caricò il fucile con noccioli di ciliegia e colpì l'animale in fronte. Il cervo scappò, ma l'anno dopo, in quello stesso bosco, il barone lo rivide con una pianta di ciliegie che gli era cresciuta tra le corna. Sembrano prese in giro del lettore queste storie, allegre assurdità o spacconerie da burla, come l'industria del raddrizzamento delle banane che un mio compaesano affermava di aver avviato in Africa ai tempi della conquista.
Lo scherno dei fondamentali principi della fisica, della biologia o della fisiologia è una satira delle conquiste e forse anche degli ideali dell'umanità, una sfida alla presunzione di possedere la realtà: favole fuori del tempo, che tendono a mettere in essere un mondo alla rovescia come revisione delle idee accettate o ipotesi sulla consistenza del mondo in cui viviamo o crediamo di vivere. Il surreale, la favola, la stravaganza, l'immaginazione fantastica tendono a far sussistere un mondo ideale, o forse soltanto a creare un rifugio nel quale si possa trovare scampo a ciò che è troppo vero e troppo triste.


1 Prima lettera ai Corinzi 1:27

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