Testata Gazzetta
    Attività del Comune

Sos al ministro per il super-parco di Portofino
di Bettina Bush

la Repubblica – 16 novembre 2020

Il coordinamento ha chiesto aiuto al responsabile dell'Ambiente per attuare la legge sulla tutela nazionale che amplierebbe i confini a 15 mila ettari e 22 comuni

In prima linea per salvaguardare la natura
Antonio Leverone Leverone
Fondatore del Coordinamento Nazionale per il Parco Nazionale di Portofino, nato nel gennaio del 2019 per sensibilizzare al progetto per il territorio.
Ermete Bogetti Bogetti
Il presidente del Coordinamento ha scritto al Ministro per chiedere di sbloccare l'iter che si è arenato, anche perché la Regione non ha mai dato il suo parere.
Sergio Costa Costa
Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio, sua è la competenza in materia di parchi nazionali, quello di Portofino per ora è solo regionale.
Pino Petruzzelli Petruzzelli
Regista e attore, ha già scelto luoghi poco conosciuti e semi-abbandonati del parco, come i ruderi di San Martino di Licciorno, per i suoi spettacoli.

«E' da un paio di anni che stiamo lavorando e non ci rassegniamo, aspettiamo delle risposte, dei segnali». A parlare così è Antonio Leverone, fondatore del Coordinamento Nazionale per il Parco Nazionale di Portofino, nato nel gennaio del 2019 per sensibilizzare al progetto il territorio, cosa che è stata fatta, ma poi tutto si è fermato: «La Regione che deve dare il suo parere, non prende posizione e nemmeno iniziative, per questo ci siamo rivolti direttamente al Ministro dell'Ambiente Costa con una lettera del nostro Presidente Ermete Bogetti che è stata mandata pochi giorni fa per chiedergli di portare avanti l'iter per il passaggio del parco di Portofino da Regionale a Nazionale».
Secondo il Coordinamento una opportunità da non perdere. Il nuovo Parco Nazionale, con dei confini ben più ampi dell'attuale, come suggerito dall'ISPRA [Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale], includerebbe un'area di 15 mila ettari, con 22 comuni, partendo per la fascia costiera da Genova Metropolitana fino a Sestri Levante, a Punta Manara, a cui si aggiungerebbe l'area della Val Fontanabuona. Questo creerebbe nuove sinergie, per sviluppare una realtà innovativa da tanti punti di vista, da quello ambientale, a quello economico, un ottimo esempio per sviluppare la Green Economy, un settore sempre più importante per il futuro del pianeta: «Innanzi tutto il parco è tutela dell'ambiente, di conservazione delle biodiversità, ma pensiamo anche alle ricadute economiche, al turismo attuale - sottolinea Leverone - è concentrato soprattutto sulla costa, in una zona molto urbanizzata e già sotto pressione. Questo parco invece ti costringerebbe a pensare a qualcosa di diverso, di innovativo, con percorsi alternativi lontani dalla folla; ormai in tutto il mondo si cercano altre esperienze, c'è il turismo della lentezza, quello del silenzio, della cultura, in luoghi meno conosciuti. In Liguria con questo Parco Nazionale dobbiamo essere in grado di offrire anche proposte meno convenzionali, ad esempio dopo una giornata di mare e di sole in spiaggia, e una serata al Covo a ballare, il turista può aver voglia di scoprire luoghi meno affollati e meno conosciuti, come ad esempio puntare nell'entroterra per scoprire una valle immersa nel verde, e seguire un evento mappa culturale in un borgo abbandonato. Penso al lavoro del regista Pino Petruzzelli che già organizza spettacoli con successo in luoghi sperduti dimenticati al tempo, nel nostro entroterra, come quelli nei ruderi della chiesa di San Martino di Licciorno [Sopralacroce, Borzonasca], in un sentiero dove passava l'antica via del Sale».
Una scelta per coniugare la bellezza della natura, con la storia, la cultura e l'arte, in modo sostenibile, ma non solo, a questa aggiungerebbe anche il turismo del cibo legato al territorio. Un settore molto ampio e per studiare bene le ricadute della Green Economy nel nuovo parco, è cominciata una collaborazione tra il Coordinamento e l'Università degli Studi di Genova.

Estratto dall'articolo della Gazzetta del 24/12/2017 "Parco di Portofino nazionale"
La legge di Bilancio (detta anche di Stabilità) 2018, approvata definitivamente ieri 22 dicembre 2017, tra le altre cose ha reso Parco nazionale il consolidamento del Parco regionale di Portofino e dell'Area marina protetta.
Essa ha infatti inserito le modifiche indicate in rosso all'articolo 34, comma 1, della legge quadro sulle aree protette del 6 dicembre 1991, n. 394.
Istituzione di parchi e aree di reperimento
Sono istituiti i seguenti parchi nazionali:
  1. Cilento e Vallo di Diano (Cervati, Gelbison, Alburni, Monte Stella e Monte Bulgheria);
  2. Gargano;
  3. Gran Sasso e Monti della Laga;
  4. Maiella;
  5. Val Grande;
  6. Vesuvio.
  7. Matese;
  8. Portofino, comprendente la già istituita area protetta marina di Portofino.

Ma il Coordinamento non si ferma qui, pensa a nuovi scenari tra terra e mare, ipotizzando di includere al nuovo parco anche il Santuario Pelagos, nato per la tutela dei cetacei, che si estende dalla Francia alla Toscana, e alla Sardegna, oltre a includere l'intera Corsica: «Nascerebbe una realtà internazionale per la tutela dell'ambiente in terra e in mare, che potrebbe esser coordinata a Camogli, geograficamente in una posizione strategica - continua Leverone - si potrebbero usare gli ex ospedali che oggi appartengono a Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare, e anche le strutture dell'albergo Kulm a Portofino Vetta, e dell'albergo Ottonella a Camogli, tutt'e due in vendita, come sedi di governance per organizzare un'azione congiunta tra 241 comuni. Penso al contenimento dell'inquinamento, a laboratori di ricerca e a startup sul green e sul cambiamento climatico. Le potenzialità sono veramente infinite, ma non c'è tempo da perdere».

© La Gazzetta di Santa