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    Attività del Comune

«Parco nazionale, la governance sarà qui»
di Rossella Galeotti

Il Secolo XIX – 9 agosto 2021

Olivari, ex presidente dell'ente di Portofino: nel consiglio figure locali. I divieti? Interventi di messa in sicurezza autorizzabili

Ipotesi, polemiche, proposte, critiche e, spesso, non conoscenza delle regole accompagnano la nascita del Parco nazionale di Portofino. Sempre che si trovi l'intesa mappa con il territorio. Altrimenti addio al Parco nazional: si andrà avanti con il Parco regionale, così come è ora, con tre Comuni. All'incontro di sabato il ministro Roberto Cingolani è stato chiaro. Tutt'al più si fonderanno le due Riserve, marina e terrestre, secondo la proposta del Wwf Italia, con la sua presidente, Donatella Bianchi, che ha riscosso consensi anche da parte del presidente della Regione, Giovanni Toti, e del vice con delega ai Parchi, Alessandro Piana. Il tavolo di lavoro istituito da Cingolani per trovarle la quadra si riunirà entro la fine d'agosto. Il ministro ha firmato il decreto per la partenza del Parco nazionale con una perimetrazione provvisoria di 11 Comuni: la tempistica è stata imposta dal Tar del Lazio con una sentenza che ha accolto il ricorso dell'avvocato Daniele Granara, presidente dell'associazione Amici del Parco di Portofino. Restano incertezze e punti interrogativi, Francesco Olivari, sindaco di Camogli, già presidente del Parco di Portofino per nove anni, coordinatore della Commissione Parchi in Anci, membro del consiglio di Federparchi e del tavolo di lavoro Anci-Federparchi, neo presidente della Commissione di riserva dell'Area marina protetta, sgombra il campo rifacendosi a regole spesso interpretate in maniera errata o distorta. «Con il Parco nazionale il territorio non perde la governance perché la legge 294 del 1991 prevede che degli 8 membri designati nel consiglio, 4 li scelga la Comunità del Parco e gli altri 4 il ministero e, molto spesso, sono figure legate allo stesso territorio. Il presidente viene scelto dalla Regione su una terna di persone qualificate nel settore ambientale e amministrativo, proposta dal ministero». Il Piano del Parco, spiega Olivari, «è redatto dal ministero ma è la Regione che lo approva. Le voci contrarie all'istituzione del Parco nazionale insistono sui vincoli e i divieti relativi alle attività consentite all'interno dell'area protetta ma, in realtà, tutti gli interventi sono autorizzabili, per esempio quelli di messa in sicurezza, che sono anche auspicabili». Capitolo risorse: «E' innegabile che il Parco nazionale abbia molti più fondi rispetto a quello regionale. Il ministro ha confermato che con il settore della digitalizzazione e il Pnrr si apriranno importanti opportunità per i Parchi con l'erogazione di finanziamenti. Un'occasione anche per i piccoli Comuni». Ancora: «Nel 2020 era stato lanciato il bando "Parchi per il Clima", che prevedeva un maxifinanziamento di 100 milioni a favore dei Parchi nazionali, da destinare a progetti improntati alla sostenibilità e finalizzati all'adattamento ai cambiamenti climatici. Pochi giorni fa il ministero della Transizione ecologica ha confermato che il bando 2021 per il clima, emanato a giugno, resta finanziato». Olivari auspica che «dall'istituzione del tavolo di lavoro possa nascere un confronto franco per cogliere tutte le opportunità offerte dal futuro Parco nazionale. Credo sia importante fare in fretta, come ha sottolineato Cingolani, per poter delineare subito i confini e le norme condivisi da tutti».

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