Testata Gazzetta
    Attività del Comune

La salute dei tigli di Corso Rainusso

Perizia inerente la rivalutazione dello stato fitosanitario delle piante di tiglio, a cura del dottore agronomo Antonio Battolla - 16 agosto 2021

1. PREMESSA
Lo scrivente, dott. Antonio Battolla, iscritto all'albo professionale dei dottori agronomi e forestali della Liguria con timbro n. 96, è stato incaricato dagli copertina Uffici Comunali con Determinazione n. 512 del 29/04/2021 del Settore: AREA 3 - Lavori Pubblici - Patrimonio - Ambiente, di valutare lo stato fitosanitario e fitostatico delle piante di tiglio presenti lungo Viale Rainusso, in previsione di un intervento di riqualificazione dell'intero viale, indicando la necessità o l'opportunità di sostituzione delle piante presenti con altre della stessa specie o di specie diverse idonee alla costituzione di un viale alberato cittadino.
2. STATO FITOSANITARIO E FITOSTATICO DELLE PIANTE PRESENTI
Occorre premettere che i tigli presenti in viale Rainusso sono stati oggetto di precedenti valutazioni, effettuate dallo scrivente nell'ambito del censimento del verde pubblico comunale realizzato nell'anno 2013 e di un successivo aggiornamento delle piante inserite in classe CD di rischio effettuato nel 2014, nonché di una specifica valutazione delle piante di viale Rainusso eseguita con apposita perizia in data 9/11/2015.
Le piante di tiglio disposte a filare lungo entrambi i lati di viale Rainusso, alternate a piante di arancio, sono state verosimilmente messe a dimora nel secondo dopoguerra e pertanto si stima un'età di circa 70 anni.
Si tratta pertanto di piante "mature", in diversi casi in fase di "senescenza" per importanti motivi fitosanitari riconducibili alla presenza di carie e cavità che interessano il fusto o singole branche.
I tigli in oggetto sono stati allevati (secondo un metodo usuale e comune, teso a ridurne lo sviluppo in altezza) con un impalcatura di più branche (4-7) che si sviluppano sul fusto a circa 2,5-3,5 m di altezza, capitozzate a circa 1-1,5 m dall'inserzione sul tronco, con un taglio periodico dei polloni sulla "testa di salice" effettuata annualmente o ogni due anni.
Proprio questo intervento costante e continuo di potatura dei polloni ha causato ferite che diventano il sito di penetrazione di batteri e funghi xilofagi ovvero di microorganismi patogeni che si nutrono a spese dei tessuti legnosi, degradando il legno interno che si presenta prima come una carie e in seguito come una vera e propria cavità.
Nonostante la pianta tenda a "compartimentare" la ferita con la produzione di tessuti "callosi" che proteggono la zona di taglio lungo il perimetro del fusto o della branca (ove scorrono i vasi xilematici e floematici), molto spesso le aree più centrali sono oggetto di attacco degli agenti patogeni che continuano inesorabilmente a degradare il legno, "svuotando" quasi completamente la parte interna.
La branca colpita o il fusto perdono progressivamente la capacità di autosostenersi sino ad essere suscettibili di schianto al suolo.
Molte delle piante esaminate presentano queste carie-cavità, alcune solo sulle branche, altre anche all'interno del fusto.
Inoltre, proprio il compromesso stato fitosanitario, oltre che le dimensioni raggiunte, spingono le piante ad emettere molti polloni radicali, per facilitare la propagazione per via agamica, i quali fuoriescono generalmente dalle radici immediatamente sottostanti il fusto e il colletto ma anche da cordoni radicali più profondi, provocando il sollevamento e deterioramento della pavimentazione stradale, fenomeno che purtroppo interesserà anche il nuovo marciapiede a progetto se verranno mantenute le attuali piante di tiglio.
Nel viale sono attualmente presenti complessivamente 68 piante di tiglio, di cui due giovani esemplari messi a dimora nell'ultimo decennio.

Classe VTA – Visual Tree Assessment (Propensione al Cedimento degli alberi)
A trascurabile - B bassa - C moderata - C/D elevata - D estrema

C/D Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell'indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell'albero si sia drasticamente ridotto. Per questi soggetti il tecnico incaricato deve assolutamente indicare dettagliatamente un insieme di interventi colturali. Tali interventi devono essere finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e devono essere compatibili con le buone pratiche arboricolturali. Qualora realizzati, il tecnico valuterà la possibilità di modificare la classe di pericolosità dell'albero. Nell'impossibilità di effettuare i suddetti interventi l'albero è da collocare tra i soggetti di classe D.

Fermo restando che pressoché tutte le piante di tiglio presentano criticità varie imputabili all'età e al tipo di potatura e di allevamento praticato, come sopra rappresentato (quali carie diffuse, in particolare nelle branche, e riscoppi generalizzati di polloni al piede della pianta, con sollevamento e danneggiamento del marciapiede), rispetto all'ultima revisione effettuata a fine 2015 (che ha comportato il successivo abbattimento delle piante maggiormente compromesse ed a rischio di schianto nonché il taglio di branche cariate con fessure e cavità importanti) si osserva un generale peggioramento delle condizioni fitostatiche e soprattutto delle interazioni degli apparati radicali con la pavimentazione e il marciapiede.
Se nella perizia effettuata nel 2015 si indicava che circa un terzo delle piante presentava significative condizioni di criticità, l'esame attuale evidenzia come la stragrande maggioranza delle piante causi danneggiamenti ai manufatti, alle aiuole ove sono contenute, ma soprattutto alla pavimentazione dei marciapiedi, rendendo difficoltosa spesso la fruizione pedonale degli stessi ed esponendo i cittadini anche al rischio di inciampo e di cadute.
Sulla base delle suddette considerazioni e delle valutazioni riportate in appendice (circa le funzioni svolte dal verde pubblico e sulla necessità di un rinnovamento delle alberature cittadine alla fine del loro "turno ottimale, per meglio consentire agli alberi in città di svolgere in sicurezza le suddette funzioni) lo scrivente ritiene che gli Uffici e l'Amministrazione possano valutare l'opportunità di provvedere, in occasione dei previsti lavori di rifacimento del viale, all'abbattimento e alla sostituzione delle piante in condizioni critiche.
Inoltre, dato atto che comunque tutte le piante di tiglio presenti potranno causare danni alla nuova pavimentazione mediante il ricaccio di nuovi polloni e che inoltre moltissime di esse verranno danneggiate dai lavori stessi (operando preliminarmente il necessario taglio delle radici che si sono spinte in superficie e che sollevano l'attuale pavimentazione) lo scrivente ritiene che l'occasione dei nuovi lavori a progetto rappresenti l'opportunità per un completo rinnovamento dell'assetto vegetazionale del viale, uniformandone l'aspetto mediante la piantumazione di soggetti coetanei di uguali dimensioni, avvantaggiandosi della migliore efficienza delle nuove piante, del migliore aspetto e del minore rischio di schianto oltre che della ridotta interferenza e possibilità di danneggiamento dei nuovi marciapiedi a progetto.
Infine il mantenimento in sito delle piante presenti ed il rifacimento dei marciapiedi eseguito dopo aver provveduto al taglio delle radici affioranti, esporrebbe le piante all'attacco di funghi xilofagi radicali i quali, penetrando attraverso le ferite e lacerazioni dei tessuti legnosi radicali, attaccherebbero e degraderebbero le fibre legnose degli apparati ipogei, compromettendone la funzione di ancoraggio, mettendo a rischio non solo le condizioni fitosanitarie delle piante ma anche la statica delle stesse e quindi la sicurezza del viale.
Di seguito si riporta una tabella riassuntiva delle piante presenti, per ciascuna delle quali sono state compilate idonee schede di rilevamento (allegate) con indicazione della classificazione operata secondo il metodo VTA (la cui metodologia è riportata in appendice) e delle maggiori criticità con riferimento alla statica e/o all'interazione con i manufatti in cui sono inserite.
… L'appartenenza alla classe CD indica l'opportunità di abbattimento e sostituzione della pianta in occasione di lavori di riqualificazione del viale (per avvenuta incompatibilità con il sito di impianto e danneggiamenti alla pavimentazione del marciapiede) mentre l'inserimento in classe D vuol rappresentare, in aggiunta, il pericolo di schianto e quindi la necessità di provvedere all'abbattimento dell'esemplare per la messa in sicurezza dell'area.
Tabella delle Classi VTA e (numero di tigli):
B (2) – C (4) – C/CD (52) – CD/D (10)

Oltre alle 68 piante di tiglio permangono nel viale 8 aiuole con la sola ceppaia delle piante, tagliate negli anni precedenti, per essere risultate ad elevato rischio di schianto secondo le risultanze di precedenti perizie VTA.
Delle 68 piante presenti, 10 risultano inserite o tendenti alla classe D per la presenza di carie, cavità o legno degradato, che ne compromettono la stabilità e la sicurezza.
Le restanti 58 (oltre alle 10 sopracitate) in 52 casi creano danni alla pavimentazione del marciapiede, di cui 40 di tipo elevato.
Si evidenzia una situazione compromessa sia dal punto di vista statico (per circa 10 piante, in aggiunta alle 8 già tagliate negli anni precedenti) e sia di compatibilità con eventuali lavori di ristrutturazione del viale che intendessero lasciare in sito le piante presenti, le quali dovrebbero essere gravemente danneggiate a livello dell'apparato radicale affiorante per consentire il rifacimento della pavimentazione.
3. INDICAZIONI CIRCA IL NUOVO ASSETTO VEGETAZIONALE DEL VIALE.
Se si intende, com'è auspicabile per i motivi sopra riportati, rinnovare tutte le essenze arboree del viale, mediante un nuovo progetto del viale in cui progetto 1 l'ubicazione delle alberature non necessariamente corrisponda all'attuale, (potendo in questo modo ridisegnare l'ampiezza della carreggiata stradale aumentandola, riducendo quella del marciapiede) la prima valutazione da farsi riguarda l'opportunità o meno di mantenere la specie presente, il tiglio nostrano o Tilia platyphyllos, essenzialmente operando una scelta di continuità nella percezione e nell'immagine del viale.
Si deve tuttavia osservare che il progetto preliminare elaborato dagli uffici, presupponendo la completa sostituzione delle piante presenti (ed eliminando le doppie aiuole con alternate le piante di arancio) pone le nuove piante (un centinaio circa) all'interno di aiuole con lato quadrato di 140 cm, allineato alla carreggiata stradale nel lato del marciapiede che si sviluppa in direzione sud, mentre in quello a nord è in gran parte interposta una fila di parcheggi, disposti parallelamente al marciapiede per il lato più lungo.
Questo ci limita molto nell'approvvigionamento delle piante da utilizzare in quanto le nuove piante non dovranno avere praticamente nessun ingombro di rami per circa 60 cm lato strada e per un'altezza di 4 m circa, per consentire il transito di pullman e camion senza che gli stessi urtino contro i rami delle nuove alberature.
Infatti le piante, con un diametro di circa 20 cm, verranno poste all'interno dell'aiuola quadrata, e quindi il tronco disterà soli 60 cm dalla pavimentazione in bitume della carreggiata stradale.
Lo scrivente ha effettuato varie ricerche presso i principali vivai di piante (in Toscana, Emilia, Lombardia), riscontrando una scarsissima disponibilità di piante di tiglio "impalcate" alte, a circa 3,5-4 m di altezza del tronco, in grado di non ostacolare il transito dei mezzi più alti, usuali in una strada ad elevata circolazione e con funzione di importante raccordo con la soprastante via Aurelia.
Si deve osservare che, alla fine degli anni quaranta o all'inizio degli anni 50, quando verosimilmente sono state messe a dimora le piante presenti, il livello del traffico presente e il tipo di mezzi circolanti era ben diverso da quello attuale e questo odierno problema, di intralcio delle giovani piantine alla circolazione degli automezzi di grosse dimensioni sulla carreggiata, praticamente non esisteva.
Come si può osservare nello stralcio sopra riportato del progetto elaborato dagli uffici, le nuove piante sono state disegnate con una chioma che presenta un ingombro di circa 2 m di diametro, il solo che potrebbe consentire il transito dei grossi pullman, con un percorso radente al limite della carreggiata quando incrociano un altro mezzo nella corsia opposta.
Ma come si è detto occorrerà effettuare una approfondita ricerca per approvvigionarsi di piante di tiglio predisposte e funzionali a questa necessità, risultando, le piante reperibili dai vivai, prodotte e commercializzate con i rami "impalcati" a 2-2,5 m di altezza del tronco.
Si potrebbe ovviare a questo inconveniente provvedendo a potare le nuove piante, una volta messe a dimora, solo verso il lato strada per circa 3,5- 4 m di altezza, ottenendo però una sagoma asimmetrica nelle due direzioni (verso la strada e verso il marciapiede, piuttosto inusuale e antiestetica), oppure si potrebbe stipulare un contratto commerciale con un vivaista per la fornitura, tra un certo numero di anni (verosimilmente 3-4 anni) di piante impalcate alte come desiderato, optando per la fornitura di piante di maggiori dimensioni e di maggiore costo.
Si fa presente che se si opererà per la continuità della specie esistente è fortemente raccomandabile non operare più i tagli di "capitozzo" sulle branche principali (per i motivi ampiamente descritti precedentemente), rimandando in futuro (tra oltre 20-30 anni) le modalità di contenimento delle alberature qualora le stesse interferissero con le abitazioni adiacenti (il tiglio è una pianta di prima grandezza destinato ad accrescersi in altezza oltre i 25 m e in larghezza oltre i 15 m).
D'altra parte anche pensando di cambiare tipo di piante da impiegare, pochissime specie soddisfano i requisiti richiesti dal sito d'impianto.
Sempre sulla base dell'approfondita ricerca di mercato effettuata tra i principali vivaisti del settore si indicano le seguenti specie e alcune note. Si fa presente che le specie indicate sono state scelte sulla base della loro adattabilità all'ambiente urbano e quindi sulla base della resistenza allo smog, resistenza alle malattie, allo stress per crescita radicale in ambiente confinato, ecc.
Schede delle specie indicate:
Liquidambar Styraciflua – Ginkgo biloba – Brachychiton populneus – Pyrus calleryana 'Chanticleer' – Washingtonia robusta

Oltre alle suddette piante, possono essere utilizzate piante di tiglio (in particolare Tilia argentea) con i limiti prima indicati. progetto 2
Si escludono le piante di platano ed eucalipto (pur disponibili in vivaio con il portamento richiesto dal sito) per le notevoli dimensioni raggiunte a maturità, non idonee agli spazi presenti, nel viale in esame, tra la carreggiata e l'edificato.
Qualora si optasse per una diversa progettazione del marciapiede e della carreggiata, secondo un progetto alternativo elaborato sempre dagli Uffici tecnici del Comune, in cui le nuove piante da mettere a dimora disterebbero mediamente 2,5 m dal sedime stradale, con un diametro della chioma di circa 5 m, praticamente decadrebbero quei stringenti limiti prima visti e la scelta delle piante da utilizzare potrebbe prendere in esame molte più specie disponibili sul mercato vivaistico.
Si indicano a tal fine alcune specie di grande effetto decorativo e ornamentale da eventualmente considerare, qualora si optasse per il progetto sopra rappresentato, da valutarne il possibile adattamento al caso in esame:
Lagerstroemia Indica – Paulownia tomentosa – Jacaranda mimosifolia – Prunus Kanzan .

© La Gazzetta di Santa