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Parco di Portofino: qualcuno "ha i grilli per la testa"

"Avere grilli per la testa": un modo di dire che, afferma l'Istituto Treccani, "rinvia, con l'immaginazione, a dei grilli che saltano in testa come certe idee che all'improvviso giungono alla mente e che non sono sempre socialmente accettabili". pannello
Questo ci hanno ricordato alcune reazioni al decreto n.434 del 27 ottobre con cui il Ministero della transizione ecologica ha nominato il Comitato di Gestione Provvisoria del Parco Nazionale di Portofino: un atto conseguente a una legge dello Stato e a una sentenza del TAR.
Esso è composto da: Presidente Francesco Faccini (geologo, già nel Consiglio di Amministrazione del Parco come rappresentante della Comunità del Parco, presidente della commissione paesaggio del nostro Comune); 11 rappresentanti dei comuni che ricadono nella perimetrazione temporanea Avegno (sindaco Franco Canevello), Camogli (sindaco Francesco Olivari), Chiavari (Silvia Stanig), Cicagna (Marco Limoncini), Coreglia Ligure (Elio Cuneo), Portofino (sindaco Matteo Viacava), Rapallo (sindaco Carlo Bagnasco), Recco (sindaco Carlo Gandolfo), Santa Margherita Ligure (sindaco Paolo Donadoni), Tribogna (Marina Garbarino), Zoagli (Fabio De Ponti); il Presidente della Regione Giovanni Toti; i tecnici Giorgio Fanciulli (per il Ministero della Transizione Ecologica, già presidente dell'Area Marina Protetta), Sabrina Diamanti (per il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), Pierangela Angelini (per l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale); Riccardo Lertora (Associazioni di protezione ambientale).
Questo Comitato rimarrà in carica fino all'emanazione del decreto del Presidente della Repubblica.

Ecco la reazione del presidente della Regione Toti, con alcuni nostri commenti tra parentesi:
«E' inaccettabile l'imposizione per via giudiziaria [no, si tratta di una legge nazionale] di un Parco Naturale, quello di Portofino, che invece di essere vissuto da Sindaci, cittadini e categorie come una opportunità, rischia di essere considerata una sorta di pena. La piega presa dagli eventi, il susseguirsi di Decreti applicativi di una legge imposta dal Tar [il TAR si è limitato a obbligare l'ottemperanza alla legge], violano nella forma e nella sostanza la leale collaborazione tra i diversi livelli di governo, sancita dalla Costituzione [per leale collaborazione Toti intende forse quattro anni di ignoranza della legge?].
La Liguria è disponibile a discutere di un territorio già protetto da un Parco Regionale, ma non è disponibile a subire decisioni di un magistrato che vadano in direzione contraria al volere dei cittadini e dei loro rappresentanti [è stato forse indetto un referendum per conoscere questo volere?].
A questo punto chiedo ai parlamentari liguri di farsi portavoce di quei territori e di farsi promotori di un Disegno di Legge che cancelli la norma istitutiva del Parco Nazionale, ormai resa inservibile da una pessima applicazione per via giudiziaria [… alla quale contrappone l'ottima applicazione della Regione?]. Così, senza alcun rischio per il territorio, protetto da leggi regionali e con pieno ascolto dei sindaci [l'ascolto dei sindaci è assicurato dalla loro presenza nel Comitato di Gestione], potremo riavviare un percorso di dialogo senza la pistola puntata alla tempia di una assurda sentenza [?]».

Il commento del vicepresidente e assessore regionale alla caccia Alessandro Piana:
«La comunicazione del decreto ministeriale, con la quale è stato costituito il comitato di gestione provvisoria del Parco nazionale di Portofino, arriva appena è stato depositato il ricorso al Tar contro il provvedimento di costituzione del Parco nazionale dello scorso agosto, da parte di tutti i Comuni (eccetto Camogli e Coreglia Ligure) sui quali il ministero della Transizione Ecologica ha inteso calare il vincolo di Parco nazionale dimostrando così ancora una volta di non avere la minima attenzione verso le Autonomie locali e la Regione [in quale occasione la Regione ha mostrato attenzione verso le autonomie locali?].
Se è vero che le sentenze devono essere eseguite è pure vero che il dialogo aperto in sede istituzionale e politica [ma prima della sentenza del TAR non c'era nessun dialogo aperto] deve trovare un punto fermo e non può essere smentito da decisioni improvvise come la firma del Decreto di perimetrazione arrivato sul tavolo prima dello scorso Ferragosto. Regione Liguria intende tutelare l'ambiente e sostenere i sistemi locali anche protetti [come?], ma continua a ritenere irrinunciabile il dovere di ascoltare le posizioni, legittime e autonome, degli Enti locali che rappresentano il territorio [il Comitato di Gestione è appunto la sede per questo]. Continua a stupire la fretta che il ministero della Transizione Ecologica dimostra nel sottoscrivere atti che dice di voler condividere con la Regione e il territorio ma che, di fatto, non vengono concordati [fino ad ora la Regione è stata sorda a qualunque sollecitazione].»

Che dire, infine, del delirante comunicato di un cacciatore, Giuseppe Lanata, titolare di un'armeria presente a Chiavari dal 1904:
«Hanno vinto le "sirene" del Parco, per me vecchio cacciatore convinto non resta che l'addio.
"Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime ineguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; torrenti de' quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendio, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana!" Così i pensieri di Lucia nei Promessi Sposi, mentre lascia la sua terra. Così anche per me, cacciatore convinto, cacciato via dal nuovo territorio del Parco di Portofino. Addio albe di caccia sull'Anchetta, al Telegrafo, alla Madonnetta; tante, molte, tutte uguali, tutte diverse accolte con cuore trepidante. Albe chiare, scure, limpide o fredde. Addio. Era bello attendere l'alba, era bello sognare. Addio sogni. I nostri richiami sono muti.
Addio alle lunghe camminate lungo la colline delle Grazie, con lo zainetto in spalla, con la doppietta a tracolla, con il cane festoso a guinzaglio. Addio; resta solo il ricordo della collina accogliente ove era bello cacciare in libertà, nel rispetto delle leggi. Addio tramonti incantati, ammirati estasiati. Addio alla trepidante osservazione dei colombacci in migrazione, addio ai "volantini" e ai "drappelli", allevati e curati amorevolmente per mesi e portati "sul palco" a settembre.
Addio sole di ottobre che ti abbaglia e ti invita a "guardare" con sempre maggiore attenzione anche con occhi stanchi arrossati. Addio nebbia di scirocco che tutto avvolge, nella quale con occhi attenti potevi vedere i tordi che arrivavano dal mare. Addio passione della caccia; addio per sempre.
Tanti (o forse pochi?) oggi gioiscono. Gli amici del Parco grande nazionale esultano e ringraziano. Hanno vinto lasciando però molti cadaveri sparsi.
Forse un giorno solo la giustizia divina saprà colpirli per la loro immorale azione: aver ucciso tanti cacciatori soprattutto quelli veri, onesti, rispettosi dell'ambiente ove hanno vissuto.
Oggi è la prima notte senza alba, con tanta tristezza, amarezza, delusione… ma i cacciatori sono anche pazienti, non dimenticano, sanno aspettare, anche senza fucile, non "sulla riva del fiume per vedere passare il cadavere del nemico (come dicono i cinesi)" ma lungo il sentiero per Montallegro per vedere passare non i tordi, non i colombacci, non i cinghiali ma i ricchi nuovi Don Rodrigo, nemici della caccia, amanti del dio denaro (promesso!).»

Basta avere "grilli per la testa", il Comitato di Gestione faccia le sue considerazioni e le renda pubbliche, perché di discorsi pretestuosi la popolazione ne ha a sufficienza e capisce che la reazione nasconde ben altri interessi innominabili.

Per approfondimenti si possono consultare i precedenti articoli: Chi paga per il parco?; A veitæ a brûxa a tûtti; Lettera aperta al Ministro Cingolani; Il Parco di Portofino farà le cose in grande; «Parco nazionale, la governance sarà qui»; A biscia a l'addenta o ciarlattan.

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