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Sanzioni penali per chi non rispetta il patrimonio culturale

La legge n. 22 del 9 marzo 2022 riforma le disposizioni penali a tutela del patrimonio culturale, in precedenza contenute prevalentemente nel Codice dei beni culturali (d.lgs. 42/2004) e le inserisce nel codice penale.

A un mese di distanza dalla Legge Costituzionale con "Modifiche agli articoli 9 e 41 della Costituzione in materia di tutela foto dell'ambiente."1, è stata approvata la Legge con "Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale" (N.22 del 9 marzo 2022, G.U. N.68 del 22/3/2022) che dovrebbe costituire un'ulteriore arma contro il degrado.
L'intento del legislatore è infatti il rafforzamento degli strumenti di tutela del patrimonio culturale attraverso l'introduzione di nuove fattispecie di reato, l'ampliamento dell'ambito di applicazione della confisca e l'inserimento di alcuni delitti contro il patrimonio culturale tra i reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti di cui al d.lgs. 231/2001 ("Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, …").

Il provvedimento inserisce nel codice penale un nuovo titolo, "VIII-bis DEI DELITTI CONTRO IL PATRIMONIO CULTURALE", composto da numerosi articoli con i quali punisce, con pene più severe rispetto a quelle previste per i corrispondenti delitti semplici, i delitti relativi a beni culturali.
Tra questi articoli:

  • Art. 518-duodecies (Distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici). - Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende in tutto o in parte inservibili o non fruibili beni culturali o paesaggistici propri o altrui è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da euro 2.500 a euro 15.000.
    Chiunque, fuori dei casi di cui al primo comma, deturpa o imbratta beni culturali o paesaggistici propri o altrui, ovvero destina beni culturali a un uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico ovvero pregiudizievole per la loro conservazione o integrità, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 1.500 a euro 10.000.
    La sospensione condizionale della pena è subordinata al ripristino dello stato dei luoghi o all'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato ovvero alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato, comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna.
  • Art. 518-terdecies (Devastazione e saccheggio di beni culturali e paesaggistici). - Chiunque, fuori dei casi previsti dall'articolo 285, commette fatti di devastazione o di saccheggio aventi ad oggetto beni culturali o paesaggistici ovvero istituti e luoghi della cultura è punito con la reclusione da dieci a sedici anni.

Contemporaneamente è estesa la responsabilità amministrativa degli enti con l'Art.3 della Legge:
Modifica al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, in materia di responsabilità delle persone giuridiche
Dopo l'articolo 25-sexiesdecies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sono inseriti i seguenti:

  • «Art. 25-septiesdecies (Delitti contro il patrimonio culturale).
    1. In relazione alla commissione del delitto previsto dall'articolo 518-novies del codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da cento a quattrocento quote.
    2. In relazione alla commissione dei delitti previsti dagli articoli 518-ter, 518-decies e 518-undecies del codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da duecento a cinquecento quote.
    3. In relazione alla commissione dei delitti previsti dagli articoli 518-duodecies e 518-quaterdecies del codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da trecento a settecento quote.
    4. In relazione alla commissione dei delitti previsti dagli articoli 518-bis, 518-quater e 518-octies del codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da quattrocento a novecento quote.
    5. Nel caso di condanna per i delitti di cui ai commi da 1 a 4, si applicano all'ente le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9, comma 2, per una durata non superiore a due anni.
  • Art. 25-duodevicies (Riciclaggio di beni culturali e devastazione e saccheggio di beni culturali e paesaggistici).
    1. In relazione alla commissione dei delitti previsti dagli articoli 518-sexies e 518-terdecies del codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da cinquecento a mille quote.
    2. Se l'ente o una sua unità organizzativa viene stabilmente utilizzato allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei delitti indicati al comma 1, si applica la sanzione dell'interdizione definitiva dall'esercizio dell'attività ai sensi dell'articolo 16, comma 3».

Dunque, le pene già in vigore sono innalzate per assicurare al patrimonio culturale una protezione più efficace, con una serie di aggravanti quando il reato procura un danno di rilevante gravità, è commesso nell'esercizio di un'attività professionale, commerciale, bancaria o finanziaria, è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio preposto alla conservazione o alla tutela di beni culturali mobili o immobili, oppure è commesso nell'ambito dell'associazione per delinquere di cui all'articolo 416.
Il concetto evidente è che il patrimonio culturale e paesaggistico merita una tutela ulteriore rispetto a quella riguardante la proprietà privata: occorre solamente! far rispettare questa legge (qualcuno ricorda la vicenda del sentiero delle Gave?).


1 Vedi l'articolo della Gazzetta "Costituzione della Repubblica e tutela dell'ambiente".

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