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    Attività del Comune

Cimitero dimenticato

dipinto "Cimitero dimenticato" è il titolo di un noto dipinto del pittore russo Julius Segius von Klever (1850-1924): sembra fatto apposta per il cimitero di via Dogali.
"Dimenticato" dai parenti di molti defunti e dall'amministrazione comunale, nonostante ospiti preziose opere d'arte.
Recentemente un cittadino ha segnalato alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio la presenza di una scultura di una certa importanza abbandonata in una struttura fatiscente e, udite udite, la Soprintendenza ha effettuato un sopralluogo. sepolture
Lasciamo alla relazione datata 8 marzo 2022 la descrizione di quanto rilevato, che si può applicare a numerose altre strutture.
«… L'ambiente con l'altare al piano rialzato non è accessibile e non è visibile dall'esterno, si notano però i vetri degli infissi rotti.
Da una visione ad occhio nudo si vede che gli intonaci esterni e i decori a rilievo sono in cattivo stato conservativo, non si esclude che la copertura sia rotta. Tutta la Cappella è coperta da crescite biologiche. I vasi sommitali sono crepati e lacunosi. I lapidei presentano dei distacchi nelle congiunzioni murarie e con gli intonaci.
Sul retro, scendendo da una scaletta, si accede ad un semiinterrato dove ci sono le sepolture e la statua oggetto della segnalazione. seminterrato
La Cappella appare in stato di abbandono, l'ultima sepoltura visibile nel semiinterrato, risale al 1973, in quell'occasione è stata spostata la scultura per consentire la tumulazione ed è rimasta decentrata.
Il soffitto dell'ambiente dedicato alle sepolture è una volta a crociera, in avanzato stato di degrado, probabilmente le acque piovane entrando negli infissi rotti della Cappella, al piano superiore, percolano attraverso il pavimento fino al soffitto della volta disgregandola. Sotto alla volta a crociera si vede la pregevole scultura lapidea raffigurante una bambina in abiti antichi.» ingresso
La relazione è stata trasmessa al Comune in data con la precisazione che « si evince segnatamente che la scultura dovrebbe effettivamente essere rimossa e spostata in un luogo sicuro e idoneo, previo progetto da parte del proprietario, che questa Soprintendenza dovrà preventivamente autorizzare. … Si trasmette a Codesto Spettabile Comune di Santa Margherita Ligure per le valutazioni di competenza, con l'invito a voler cortesemente accertare/rintracciare gli eventuali eredi concessionari aventi diritto.»
Non ci è noto se il Comune ha dato un seguito alla cosa.
In ogni caso le situazioni simili a questa sono numerose e note, e non risulta che il Comune abbia mai affrontato con il dovuto impegno il problema di rintracciare gli eredi e valutare legalmente il ritiro della concessione.

La cosa non meraviglia, visto lo stato di degrado anche delle parti comuni per le quali, senza dubbio, la manutenzione spetterebbe al Comune. voltone
Totale mancanza di rispetto per chi ci ha preceduto e per la memoria di alcuni personaggi che hanno servito la città, ai quali dobbiamo un patrimonio che stiamo dilapidando.
Abbiamo dimenticato Ugo Foscolo e la sua convinzione, componendo Dei Sepolcri, che le sepolture costituissero il mezzo con cui i defunti continuano a vivere nella memoria dei loro cari:
«… Celeste è questa
corrispondenza d'amorosi sensi,
celeste dote è negli umani; e spesso
per lei si vive con l'amico estinto
e l'estinto con noi, se pia la terra
che lo raccolse infante e lo nutriva,
nel suo grembo materno ultimo asilo
porgendo, sacre le reliquie renda
dall'insultar de' nembi e dal profano
pidede del vulgo, e serbi un sasso il nome,
e di fiori odorata arbore amica
le ceneri molli ombre consoli.
Sol chi non lascia eredità d'affetti
Poca gioia ha dell'urna; e se pur mira
Dopo l'esequie, errae vede il suo spirto erba
Fra 'l compianto de' templi acherontei,
o ricovrarsi sotto le grandi ale
del perdono d'Iddio: ma la sua polve
lascia alle ortiche di deserta gleba
ove né donna innamorata preghi,
né passeggier solingo oda il sospiro
che dal tumulo a noi manda Natura. …»

Pericolo incombente per i visitatori, esposti alla pavimentazione sconnessa e alle insidie dell'erba incolta: vero è che all'ingresso un mosaico ci ricorda "Memento homo / quia pulvis es et in / pulverem reverteris" ("Ricordati, uomo, che polvere sei e in polvere ritornerai") … ma il più tardi possibile!

Cari amministratori, non è un problema di mancanza di risorse, è un problema di priorità nel loro utilizzo.

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