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Spiagge: proprietà privata?

Inutile recriminare da parte di chi spreca il proprio voto inconsapevolmente: chi si lamenta che le spiagge rendono cifre irrisorie ai legittimi proprietari (i cittadini) e non rispettano la legge (in Liguria la legge regionale obbliga ad aver almeno il 40% di spiagge libere, ma a Santa Margherita Ligure siamo al 12,6 %) copertina sa a chi rivolgersi.
Sul primo punto lo scioglimento delle Camere ha fatto sì che scrittura e approvazione del ridisegno delle regole per le concessioni balneari siano rinviati: spontaneo collegare il ruolo avuto da Lega e Fratelli d'Italia nella caduta del Governo con l'atteggiamento di questi due partiti nei riguardi delle concessioni.
Sul secondo punto si ricorda che le concessioni sono assegnate dal Comune: politicamente la delega al demanio è affidata all'assessora Linda Peruggi, che si avvale di un Ufficio Demanio Marittimo.

Da poco è stato pubblicato il "Rapporto spiagge 2022" di Legambiente, dal quale emerge che la Liguria è la peggiore regione d'Italia per occupazione di costa sabbiosa da parte di stabilimenti balneari, campeggi, circoli sportivi e complessi turistici: meno di un terzo del suolo è disponibile alla libera balneazione: il 69,9% dei 114 km di spiagge è occupato da complessi balneari e turistici.
Santa Margherita col suo 87,4% è quarta dopo Laigueglia (92,5%), Diano Marina (92,2%) e Alassio (88,2%): Rapallo (86,5%) segue a ruota.
Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria, afferma «Chiediamo ai sindaci e ai politici regionali di cominciare a mettere mano alla pianificazione degli spazi demaniali, per non arrivare in ritardo alle scadenze fissate dall'Unione europea e subire multe che sarebbero a carico di tutti i cittadini. La Regione inserisca nella legge ligure del 2008, che prevede il 40% di spiagge libere, sanzioni economiche per quei Comuni che non la rispettano. … Dal 2008 amministrazioni fuorilegge non hanno avuto alcuna conseguenza e la Regione Liguria è additata a livello nazionale e europeo come pessimo esempio per questa gestione. Abbiamo già chiesto e ribadiamo la necessità di spostare il dibattito e le azioni oltre la direttiva Bolkestein avviando questa transizione al nuovo modello di gestione delle spiagge e garantendo certezze sia ai balneari, che sono stati letteralmente ingannati con il miraggio delle deroghe alle loro concessioni, sia ai cittadini garantendo la fruibilità pubblica delle spiagge».
Non solo: Lorena Sablone, responsabile coste per Legambiente Liguria, dichiara «L'erosione dei litorali colpisce proprio le zone più turistiche come Santa Margherita, Lavagna e nel ponente soprattutto Alassio, Albenga accentuata dalla presenza di opere rigide… I cambiamenti climatici continueranno a provocare e amplificare il fenomeno dell'erosione costiera ed è per questo che i comuni dovrebbero collaborare tra loro e non andare in ordine sparso nel difendere la costa».

Nel Rapporto si afferma anche che sarà fondamentale completare il lavoro di ricognizione delle concessioni balneari, in modo da distinguere tra la maggioranza che ha lavorato bene e coloro che hanno realizzato abusi, costruito muri e barriere per impedire il passaggio e la visione del mare, che non hanno pagato i canoni.
Si deve fare in modo che nell'assegnazione siano sempre premiate le realtà locali che hanno ben operato ed i progetti di maggiore qualità.

Interessante il capitolo dedicato a "Chi tutela la libera accessibilità al mare?", tema più volte affrontato dalla Gazzetta.
Scrive il Rapporto: «L'accesso alla spiaggia è, in teoria, un diritto sancito da Leggi dello Stato, ma troppo spesso negato. Per questo arrivano da parte di associazioni, comitati e cittadini diffide ai sindaci di alcune località costiere per difendere il diritto di accesso alla spiaggia e fermare situazioni in cui interi tratti di costa sono di fatto privatizzati tramite pratiche illegali. Gli accessi alla spiaggia libera ed alla battigia, anche relativi dunque all'attraversamento di stabilimenti in concessione, sono regolamentati dal Codice Civile e dal Codice della Navigazione. Sebbene questi vengano a volte negati è sufficiente la segnalazione non solo alla Guardia Costiera ma anche ai Carabinieri Forestali o alla Polizia Municipale per ripristinare eventuali violazioni.»

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