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Ricomincio da tre: la strada per le elezioni è in salita

Abbiamo appreso che alle prossime elezioni si presenteranno almeno tre candidati: due nomi sono già noti, Fabiola Brunetti e Guglielmo Caversazio, mentre per la foto continuità con l'attuale maggioranza c'è un nome, ma non ufficiale.
La presenza di tre candidati sollecita la curiosità su come si diversificheranno i programmi: in un paese come il nostro i temi sono pochi e comuni e nel passato tutti i candidati si sono ben guardati dal comunicare le priorità e le modalità per affrontarli. Tutto lascia presumere che anche questa volta sarà così.
A costo di scoprire l'acqua calda, se i temi sono comuni la presenza di più di due candidati significa solo che prevalgono ambizione o interesse, o entrambi: ambizioni e interessi che possono andare oltre l'evidenza e portare anche alla presentazione di liste "disturbo" pur di favorirne altre.

Tutti i candidati sono consapevoli delle caratteristiche di un sistema maggioritario che in un mondo ideale favorisce le aggregazioni: ogni elettore dovrebbe riflettere sulle possibili motivazioni di comportamenti illogici.
A differenza del sistema proporzionale, che consentiva anche ai non vincitori di rimanere in gioco, il sistema maggioritario è implacabile: chi perde, rimane fuori.
Ecco quindi la necessità di tavoli in cui confrontarsi, dove ovviamente ciascun invitato è chiamato a partecipare con l'idea di rinunciare a qualcosa di sé.

La storia insegna che a Santa Margherita prevale l'elettore istintivo (di pancia) su quello razionale (di testa) e questo dovrebbe a maggior ragione spingere all'aggregazione: se non accade, inutile aspettarsi mutamenti nel sistema politico.
Ridicolo lamentarsi a posteriori che chi risulta vincente non rappresenta la città perché la somma dei perdenti ha un numero di preferenze maggiore: con il maggioritario la somma non conta nulla, lo sappiamo sin da ora.
Candidati ed elettori si prendano le loro responsabilità!

© La Gazzetta di Santa