Testata Gazzetta
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Un futuro per Santa
Ipotesi progettuali
dott.e Bonandi Manuela, Mirarchi Veronica, Rebucini Lorenza

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dott.a Bonandi Manuela Bonandi
Tra le proposte progettuali presentiamo quella del piano colore: ci siamo occupate del fronte degli edifici che si affacciano lungo la litoranea.
L’obiettivo è quello di valorizzare il patrimonio che la città possiede. In particolare prendiamo come riferimento una porzione di via lungo la litoranea, la via Andrea Doria.
Nella planimetria ogni edificio è campito con il colore del proprio intonaco. Gli edifici sono stati catalogati in tre categorie.
La prima denominata RAL, in rosso, comprende gli edifici privi di apparato decorativo e non ammalorati, a ognuno dei quali è assegnata un’etichetta che riporta i colori e i codici rispettivamente degli intonaci, delle fasce marcapiano e delle persiane. dia 2
Poi abbiamo gli edifici D caratterizzati da decoro artistico ai quali è associata nella planimetria un’etichetta con un particolare decorativo per ognuno di essi. dia 3
Un esempio è la scheda D21: è stata redatta appunto una scheda riportante il raddrizzamento fotografico del prospetto principale dell’edificio interessato, alcuni particolari del decoro, il rilievo dei colori col relativo codice, il tipo di decorazione e le relative prescrizioni di manutenzione.
Gli edifici campiti in questa planimetria sono quelli di progetto.
Analizziamo ad esempio l’edificio C6 (privi di decoro artistico e che si dia 4 presentano in cattive condizioni) per il quale è stata prodotta una scheda contenente il raddrizzamento fotografico del prospetto, la restituzione grafica con la sovrapposizione della retinatura che evidenzia le zone ammalorate e riporta un dettaglio della patologia.
Nella scheda a fianco troviamo il rilievo dei colori esistenti, la descrizione delle patologie secondo le norme UNI 88 e le relative metodologie di intervento.
Infine tutti i colori rilevati dagli edifici sono stati raggruppati in tre tavolozze: la tavolozza degli intonaci, quella delle fasce marcapiano, e delle persiane.
Sono state utilizzate queste tavolozze per la scelta dei colori da applicare successivamente agli edifici di progetto, senza aggiungere nuovi edifici a quelli esistenti.
In questo caso abbiamo visto una carrellata di quelli che sono stati gli edifici presi in considerazione e che sono degni di un intervento a livello conservativo.

dott.a Rebucini Lorenza Rebucini
La valorizzazione del colore è stata la condizione per il progetto della piazza Martiri della Libertà, fulcro dell’area pedonale da noi ipotizzata.
Qui vediamo lo stato di fatto che presenta una scarsa leggibilità del disegno della piazza, disomogeneità del verde, contaminazione della struttura di fine novecento con elementi che si sono aggiunti nel corso del tempo, la presenza estranea di un parcheggio a raso sul mare.
Il nostro progetto tende a svecchiare lo spazio pubblico portando Santa Margherita un’utenza molto più giovane, ma che ovviamente non mette da parte la persona anziana che dovrà usufruire comunque dello spazio aperto. dia 5
Nell’iter progettuale ci hanno guidato alcune particolari esperienze di architetti interessati al paesaggio, ad esempio vediamo il giardino dei cactus, che è il Cactus garden di Olin Laurie in California, per le direttrici colorate il T-Studio a Monte San Giovanni Campano e per la vasca un progetto olandese di Santhagens.
Il progetto è caratterizzato dal mantenimento di tutte le piante ad alto fusto esistenti, dall’eliminazione delle aiuole a favore di un unico manto erboso dia 6 attraversato da linee colorate in marmo che fungono da direttrici, dall’integrazione del sistema del verde con nuove specie quali i cactus, dalla presenza di una vasca d’acqua, dall’introduzione di percorsi più ampi in numero e in superficie, complanari alle aree di sosta in ghiaia di mare ed erbosa dove il pedone diventa proprio il protagonista, nonché l’omologazione dell’arredo urbano in tutta la zona costiera che, vedremo, si collegherà anche attraverso un piano di illuminazione adeguato alla zona della Stazione ferroviaria. dia 7
E’ stata prevista inoltre la realizzazione di un’area manifestazioni all’interno dell’area ex parcheggio, quest’ultima costituita da uno spiazzo pavimentato, da una gradonata curva che accoglie gli spettatori degli eventi. Poiché il tratto stradale risulta alla stessa quota pedonale, abbiamo utilizzato in via Doria (quella che, come diceva il professore, rimarrà parzialmente chiusa il sabato, la domenica e durante i periodi vacanzieri, dove transitano i veicoli provenienti da Portofino che vanno verso Rapallo) dei dissuasori automatici per separare il percorso del pedone da quello veicolare.

dott.a Mirarchi Veronica Mirarchi
L’ultima parte del progetto è la piazza Nobili che, come voi sapete, è una porta d’accesso alla città che però, fino ad oggi, è carente delle funzioni ausiliarie che possono attrarre il turista. dia 8
Come riferimenti abbiamo realizzato dei verzieri prendendo spunto da questi progetti che possono essere legati a Berlino, alla Germania o anche alla California: così anche per la nostra pavimentazione e per le terrazze.
Qui è la planimetria: potete vedere il suo asse come l’edificio della Stazione. Poi abbiamo realizzato un parcheggio, perché abbiamo tolto quello a raso che c’è nella piazza Martiri della Libertà. Come vedete nella planimetria è nascosto perché è interamente interrato, senza però creare nessun dislivello perché le macchine (qui c’è dia 9 l’ingresso a raso delle macchine che, provenendo da via Trieste, entrano direttamente nel parcheggio), come voi potete vedere nella sezione entrerebbero da qui, andrebbero diritto senza percorrere nessun dislivello, per poi entrare in questa area di dia 10 parcheggio che è qui sotto. Da qui poi ci sarebbe una leggera rampa che li porta a quota praticamente zero verso l’esterno, quindi le macchine da qui potrebbero uscire e riprendere il senso unico verso via Roma.
Dall’esterno non si vedrebbe il parcheggio, ma si vedrebbe che cosa?
I verzieri, le aiuole, e i terrazzamenti ricoperti dal prato, che quindi possono essere luoghi come la piazza, verdi, che possono essere percorsi: ci si può sostare, leggere, trascorrere del tempo. dia 11
Oltre a questo abbiamo realizzato un edificio, dove adesso si trova il deposito ferroviario. Come potete vedere ci sono comunque delle zone verdi che manteniamo, ad esempio dove adesso c’è la fontana. Come pavimentazione usiamo l’arenaria e queste zone in legno che segnano e segnalano i percorsi che il pedone può facilmente seguire.
Questo è l’edificio che vorremmo realizzare al posto di quello che c’è adesso. Al piano terra, togliendo il parcheggio dei taxi e dei motorini, metteremmo a punto la fermata dell’autobus e il parcheggio dei taxi.
Al piano superiore vorremmo realizzare un edificio, non un ristorante ma un bar, dove il turista può entrare e soffermarsi. Accanto un InfoPoint e, al piano superiore, una terrazza dove il turista può soffermarsi e godere del belvedere che ha ai suoi piedi su Santa Margherita. dia 12
Poi ci siamo volute divertire pensando a come poter collegare tutta quest’area, che appunto viene da noi considerata una zona a traffico limitato, pensando a un’illuminazione che variasse a seconda delle persone che usufruiscono di questa zona. dia 13
Abbiamo mantenuto qui un’illuminazione più leggera, a terra, e invece nella viabilità che faranno i veicoli e i pedoni dei lampioni molto più alti.
Vogliamo infine proporre un rendering del progetto in tre dimensioni della vasca della piazza Martiri della Libertà, delle sedute che vorremmo mettere in questa zona, mentre questa è la parte di zona erbosa con le sedute in marmo, ed i verzieri che vorremmo realizzare nella zona della Stazione.
Vorremmo infine ringraziare il nostro professore e il sig. Galvani.

[ing. Galvani Giovanni] Sarete forse un po’ frastornati da queste ipotesi, anche perché poi queste cose vanno calate nella realtà che viviamo tutti i giorni.
Vorrei ricordare a tutti, ovviamente, che però sono da prendere come suggerimenti. Come anticipavo prima le scelte toccano a noi, però vanno fatte, cioè bisogna avere delle idee, magari ovviamente anche diverse da queste o più complete, però ci vuole una meta anche perché spesso se non si ha una meta tutte le strade vanno bene, però poi ci si ritrova sperduti nel deserto.
L’importante è quindi avere la meta, darcela noi e prenderci noi cittadini la responsabilità di fare delle scelte e di dare delle priorità. E’ appunto per questo che adesso do la parola a degli interlocutori che sicuramente sono più vicini al nostro territorio.