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    Riferimenti

"Vi presento Joe Black" (Meet Joe Black)
film di Martin Brest (1998 - USA)
Sceneggiatura: Bo Goldman; Musica: Thomas Newman
recensione di Vittorio Civitella

Interpreti: Brad Pitt (Joe Black) - Anthony Hopkins (William "Bill" Parrish) - Claire Forlani (Susan Parrish) - Jake Weber (Drew) - Marcia Gay Harden (Allison Parrish) - Jeffrey Tambor (Quince) - David S. Howard (Eddy Sloane)

Dopo qualche motivata (e ragionata) digressione, ritorno quest'oggi ad occuparmi della recensione d'un film deja vu, com'è stato sempre peraltro nei miei locandina intendimenti; un film questa volta che, vistolo al suo esordio 18 anni or sono, avevo ritenuto piuttosto prolisso e, a tratti, persino melenso, pur riconoscendo una indiscutibile bravura recitativa degli interpreti, né poteva essere altrimenti data la statura da essi assunta nel prosieguo delle rispettive carriere.
Oggi m'è difficile non riconoscere che a tale bravura si confaccia la trama di questo eccentrico lavoro di Martin Brest che induce persino a qualche considerazione di natura escatologica in quelle componenti che si azzardano a scomodare il trascendente, e di natura etica in quelle componenti meramente esistenziali e comportamentali.
Al di sopra di queste categorie del pensiero che vengono chiamate in gioco, talvolta goffamente, domina incontrastata l'ombra del destino d'ognuno che si sostanzia nell'ineluttabile epilogo d'una morte certa quanto imprevedibile.
Ecco, la morte. Nella fattispecie assume le sembianze d'un bellissimo giovane il quale s'impossessa del corpo inerte d'un ragazzo appena ucciso da un'auto scena 1 lanciata a forte velocità sul limitare d'un attraversamento pedonale.
Superfluo rilevare che il ragazzo ucciso e colei del cui corpo si è appropriata sono la stessa identica persona: Brad Pitt, per l'appunto, che ricopre dunque due ruoli: quello d'un giovanotto stravagante e creativo in cerca d'avventura e quello decisamente algido e tenebroso dell'eliminatore inflessibile e spietato.
Una volta immedesimatosi, come detto, nel sembiante occasionalmente scelto per la bisogna, il biondo esecutore si presenta alla vista della vittima predestinata (un carismatico Anthony Hopkins) qualificandosi come Joe Black e dal quel momento ne diviene il custode e il guardiano garante dell'inamovibilità della sua sorte.
Il "prescelto" è un tycoon della comunicazione, tale William Parrish, che presiede il corposo Consiglio di Amministrazione del suo impero mediatico e scena 2 conduce una vita sontuosa in ambienti assai hollywoodianamente riprodotti, ma all'insegna d'una incorrotta morigeratezza attitudinale.
Allison e Susan le sue figliole: la prima sposata ad un limitato collaboratore del padre, la seconda, più giovane, esercitante la professione di medico in un ospedale della zona. Susan è donna di raffinata eleganza e d'una compostezza di modi da renderla quasi aliena, ma la sua bellezza dolce e fascinosa è tale da conquistare anche il più incallito dei misogini: Black , che di amore e di appetiti della carne non sa proprio nulla, viene risucchiato in un vortice di passione che lo travolge e lo scompensa.
Il rapporto impossibile che si instaura tra i due si dipana e si gioca tutto sui silenzi profondi che li dividono e ne fondono insieme le contrastate ineguali scena 3 emozioni: è tutto un ansimare sommesso, gli occhi che si socchiudono e si riaprono, la motilità del volto di lei che si traduce in espressione di sentimenti incontenibili a fronte dell'immobilità di lui incredulo e turbato. Sino al primo timido tocco di labbra. Il frastuono causato da questo rinnovato confronto di Eros e Thanatos è lacerante e languido insieme. Di seguito la lunga vibrante scena della seduzione dello stralunato Joe da parte d'una impaziente e disinibita Susan è da antologia.
Mi asterrò, per ragioni ovvie, dal rivelare gli esiti finali di questo disegno fantasioso e surreale; basti sapere che lo straordinario ancorché improbabile evento, arricchito dall'avvento d'un fastoso party di compleanno, vedrà il celebratissimo Parrish dare un assetto definitivo agli affari di famiglia, prima di accettare comprensivamente la dipartita impostagli, ivi compreso un illuminante tragico chiarimento con l'insofferente Joe Black che avrebbe egoisticamente preteso di condurre Susan con sé nell'ultimo viaggio del padre.
Buona visione.

[© Vittorio Civitella 2016]

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