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Un invito a ricordare
Victor de Sabata
50 anni dalla scomparsa

venerdì 1 settembre, ore 17.00 a Villa Durazzo, Santa Margherita Ligure
Ingresso libero e gratuito


"Ho un direttore italiano straordinario…" scriveva il grande compositore Maurice Ravel nel marzo 1925 da Montecarlo: si riferiva al Maestro Victor de Sabata, de Sabata al quale affidò il battesimo del suo atto unico L'enfant et les sortilèges. Nel 1918, a 26 anni, de Sabata era diventato direttore d'orchestra stabile presso l'Opera di Montecarlo.
Al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, dove era entrato giovanissimo, si era subito distinto per l'incredibile memoria, l'orecchio assoluto e la personalità trascinante che lo avrebbero portato a imprimere un'impronta "storica" all'attività del Teatro alla Scala di Milano.
Vi entrò la prima volta nel 1916 come compositore e l'ultima nel 1967, per ricevere dalla "sua" orchestra l'estremo addio; nel 1929 ne assunse la direzione artistica che mantenne fino al 1953, quando le crisi cardiache gli impedirono di tornare sul podio.
Fu allora che il Maestro de Sabata scelse Santa Margherita come proprio esilio in compagnia del pianoforte a coda, tra partiture, spartiti, libri, giornali, abbozzi di musica.
Per oltre dieci anni qui visse una vita riservata, ma ancora partecipe al mondo della musica che lo aveva visto protagonista di primo piano: ancora oggi molti ricordano la sua innata signorilità e il magnetismo che avevano soggiogato orchestre e pubblico.

Victor de Sabata
Nato a Trieste il 10 aprile 1892, nel 1900 entrò nel conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano per compiervi gli studi musicali sotto la guida di Michele Saladino e Giacomo Orefice. Nel 1909 una sua Suite per orchestra fu eseguita al teatro alla Scala di Milano e all'Augusteo di Roma: l'anno successivo si diplomò in violino, pianoforte e composizione con il massimo dei voti e la lode. Nel 1917 la sua opera Il macigno fu rappresentata al teatro alla Scala e nel 1918 fu direttore stabile dall'Opéra di Montecarlo. Nel 1919 diede le prime importanti prove del suo talento direttoriale in opere di Giacomo Puccini e Giuseppe Verdi, rivelando uno straordinario vigore drammatico e la capacità di sottolineare le più sottili sfumature orchestrali.
Nel 1921 diresse l'Accademia di S. Cecilia in Roma e presentò il suo poema sinfonico Juventus. Maturò la sua concezione direttoriale imponendosi come una delle personalità di maggiore spicco negli ambienti musicali italiani e continuò a coltivare la composizione scrivendo nel 1923 il suo secondo poema sinfonico, La notte di Plàton e nel 1925 Gethsemani.
Nel 1930 fece il suo esordio alla Scala con La fanciulla del West di Puccini: nello stesso periodo compose il poema sinfonico Le mille e una notte e, tornato alla Scala, vi riportò un vero trionfo con un memorabile Tristano e Isotta di Richard Wagner.
Dal 1929 al 1954 occupò la carica di direttore artistico alla Scala di Milano.
Ospite delle più importanti istituzioni concertistiche in Italia e all'estero, non trascurò mai completamente la composizione: nel 1933 compose le musiche di scena per il Mercante di Venezia di William Shakespeare.
Dal 1942 diresse numerosi concerti con le orchestre dell'Ente italiano audizioni radiofoniche (EIAR) e svolse un'intensa attività oltre che alla Scala, all'Accademia di S. Cecilia e al Maggio musicale fiorentino, la British Broadcasting Corp. (BBC), l'Albert Hall, il Covent Garden di Londra, il teatro Colón di Buenos Aires, i Berliner Philharmoniker e i Wiener Philharmoniker, la Chicago Symphony Orchestra, la Carnegie Hall di New York, la Boston Symphony Orchestra, …
Nel 1953 avvertì le prime crisi cardiache che lo avrebbero costretto a rinunciare all'attività e, per l'aggravarsi dei sintomi, si trasferì a Santa Margherita Ligure per un periodo di riposo.
Nel 1954 fu sovrintendente artistico del teatro alla Scala e dal 1956 alto consulente artistico a titolo onorifico. Nel 1957 diresse per l'ultima volta in occasione dei funerali di Arturo Toscanini alla Scala e nel duomo di Milano.
Morì a Santa Margherita Ligure la notte tra il 10 e l'11 dicembre 1967.
Artista sensibilissimo e raffinato, personalità geniale e versatile, dotato di qualità direttoriali autoritarie e trascinanti, Victor de Sabata fu uno dei direttori più rappresentativi del nostro tempo.

Nel 1957 Salvator Gotta, altro illustre ospite di Santa Margherita, scrisse di lui «Non credo possa esistere musicista più completo e nello stesso tempo più semplice di lui.»
La notte tra il 10 e l'11 dicembre 1967 il suo cuore cedette di schianto: scompariva a 75 anni un Maestro unanimemente riconosciuto come uno dei direttori d'orchestra più illustri del XX secolo, soprattutto per le sue interpretazioni di Verdi, Puccini e Wagner.
I suoi funerali furono celebrati a Milano in una forma identica a quelli di Toscanini.

Nella ricorrenza dei 50 anni dalla sua scomparsa l'Associazione "Spazio Aperto", interpretando il sentimento della città che lo ospitò, ritiene doveroso ricordarlo a chi lo conobbe e a chi apprezza il contributo che ha dato alla musica.
La figlia di Victor de Sabata, Eliana, e il Maestro Aldo Ceccato, direttore d'orchestra e Accademico di Santa Cecilia, tratteggeranno la figura del Maestro come uomo e come artista.
Cristiano Ostinelli, direttore generale "Casa Ricordi" parlerà del rapporto con l'editore Ricordi, che ha pubblicato tutte le composizioni di de Sabata.
Costanza Principe al pianoforte ricorderà come il "direttore supremo" abbia messo in ombra il compositore: di Victor de Sabata restano anche composizioni di grande pregio.

Aldo Ceccato
Nato a Milano, dove ha studiato pianoforte e composizione al Conservatorio Giuseppe Verdi. Ha seguito i corsi di Direzione d'orchestra alla Musikhochschule di Berlino ed è stato assistente di Sergiu Celibidache, con cui ha continuato i suoi studi all'Accademia Chigiana di Siena.
E' membro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma e ha un dottorato honoris causa della Eastern Michigan University. Gli sono stati conferiti i titoli di Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana (1981), Grande ufficiale (1990), Cavaliere di gran croce (1999). Gli è stata anche assegnata la Medaglia Brahms dal Senato di Amburgo, uno degli elogi culturali più importanti della Germania (1983).
Ceccato è stato anche Direttore artistico e musicale della Detroit Symphony Orchestra, del Meadow Brook Festival, della State Philharmonic Orchestra di Amburgo, della Bergen Philharmonic norvegese, della Norddeutscher Rundfunk Orchestra di Hannover, dell'Orchestra RAI di Torino, della Spanish National Orchestra di Madrid e della Czech Philharmonic di Brno.
E' stato Direttore musicale della fondazione I Pomeriggi Musicali di Milano, una delle orchestre più vecchie d'Italia: da questa orchestra è stato nominato Direttore Emerito.
Ha diretto le principali orchestre del mondo, tra cui la Boston Symphony, la Chicago Symphony, le orchestre di Cleveland e Filadelfia, la New York Philharmonic, la London Philharmonic, la Berlin Philharmonic, la Staatskapelle Berlin, la Staatskapelle Dresden, la Israel Philharmonic e la Nippon Hōsō Kyōkai Orchestra di Tokyo. E' apparso nei teatri più prestigiosi del mondo: Scala di Milano, Royal Opera House Covent Garden, Paris Opera, Lyric Opera of Chicago, fino alle State Opera di Amburgo e di Vienna. Ha anche preso parte alla maggior parte di acclamati festival internazionali, tra cui Glyndebourne, Edimburgo, Berlino e Praga.
All'attività artistica affianca l'attività discografica, l'insegnamento e la partecipazione a conferenze.

Paolo Donadoni, sindaco di Santa Margherita, e Giovanni Galvani, dell'Associazione "Spazio Aperto", esprimeranno il legame tra il Maestro e la Città. locandina

Cristiano Ostinelli
Dopo aver compiuto gli studi musicali e quelli universitari con laurea in storia della musica, ha svolto attività di insegnante e pubblicista. Dal 1992 in G. Ricordi & C., ha svolto prima funzioni di comunicazione e marketing quindi commerciali, per essere infine incaricato della gestione della società di musica classica. E' ora direttore generale e amministratore di Casa Ricordi.

Costanza Principe
Ha iniziato lo studio del pianoforte all'età di sei anni e si è diplomata presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano sotto la guida di Vincenzo Balzani nel 2010 con il massimo dei voti, la lode e la menzione. Nel 2015 ha conseguito a pieni voti il Bachelor of Music presso la Royal Academy of Music di Londra, dove studia dal 2011 con Christopher Elton. Vincitrice di tre borse di studio dal Martin Musical Scholarship Fund - Philharmonia Orchestra (2013, 2014 e 2015), è attualmente iscritta al Master of Music presso la stessa scuola. Dal suo debutto in pubblico all'età di sette anni, la pianista italiana Costanza Principe si è esibita come solista e in formazione cameristica in Italia, Francia, Regno Unito e Sud America. Vincitrice di premi in concorsi pianistici nazionali e internazionali, tra cui il Lilian Davies Prize della Royal Academy of Music a Londra, il secondo premio al Beethoven Society of Europe Intercollegiate Senior Competition (Regno Unito), al Concours International de Piano a Lagny-sur-Marne (Francia) e al Concorso Internazionale "Premio Pecar" di Gorizia, della borsa di studio "Giulio Forziati" e del prestigioso riconoscimento "Giuseppe Verdi – La Musica per la Vita" dell'associazione ASSAMI.
Ha suonato come solista con l'Orchestra dei Pomeriggi Musicali, l'Orquesta Sinfonica Provincial de Santa Fe, l'Orchestra del Teatro Coccia di Novara, la Melicus Chamber Orchestra, la Royal Academy Symphony Orchestra e altre, e si e` esibita in importanti sale in Italia, Francia, Inghilterra e Sud America, tra cui Wigmore Hall di Londra, Sala Verdi e Sala Puccini del Conservatorio di Milano, Teatro Dal Verme, Teatro Politeama di Palermo, Duke's Hall e David Josefozitz Recital Hall di Londra, Teatro 1ro de Mayo a Santa Fe (Argentina). Ha recentemente debuttato alla prestigiosa Wigmore Hall di Londra; è stata ospite delle trasmissioni "I concerti del Quirinale" di Radio3, "Il Pianista" e "Ultimo Grido" di Radio Classica.

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