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Buon appetito con l'entomofagia

In greco éntomos significa "insetto" e phăgein significa "mangiare": insieme identificano un pasto a base di insetti. Si tratta di una busta pratica naturale per molti animali, ma diffusa anche in molte popolazioni umane (la FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, informa che nel mondo già quasi 2.000 specie di insetti sono considerate commestibili e vengono consumate da almeno 2 miliardi di persone).

scatoletta Formiche ricoperte
di cioccolato

Dal 1° gennaio di quest'anno sarà più facile trovare gli insetti cucinati sulle nostre tavole, a seguito dell'entrata in vigore del regolamento "Novel Food" (Nuovi alimenti) della Comunità europea: permetterà di riconoscere un elenco di insetti interi sia come nuovi alimenti che come prodotti tradizionali da paesi terzi, aprendo di fatto alla loro produzione e vendita anche in Italia.

La notizia provoca un senso di disgusto? Condivisibile: teniamo però presente che anche in Italia molti apprezzano il casu marzu (formaggio marcio) cavalletta sardo: nient'altro che pecorino colonizzato dalle larve della mosca casearia; nell'entroterra genovese si parla poi di gorgonzola co-i grilli, dove per grilli si intendono larve che si muovono.

Secondo un rapporto Coldiretti/Ixè, il 54% degli italiani storce il naso pensando agli insetti, il 24% si dichiara indifferente, il 16% è favorevole (il 6% preferisce non rispondere).
La stessa Coldiretti (Confederazione Nazionale Coldiretti, organizzazione sindacale di rappresentanza delle persone e delle imprese che operano in agricoltura, nel settore ittico, nelle attività connesse e nell'agroalimentare), ha mostrato alcune specialità: pasta all'uovo artigianale ai grilli, millepiedi cinesi arrostiti al forno per renderli croccanti e poi affumicati, tarantole arrostite senza conservanti né coloranti dal Laos, vermi giganti della farina dalla Tailandia che sono arrostiti e hanno un gusto simile alle patatine con un leggero aroma di pollo. Ci sono anche il baco da seta all'americana, le farfalle delle palme dalla Guyana francese fritte e condite, le cimici d'acqua dalla Thailandia, fino agli "aperinsetti": vermi della farina aromatizzati alla paprica, al curry e al sale marino "made in Belgio", da mandare giù con un sorso di Vodka con bachi da seta.

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Perché gli insetti?
secondo la FAO

L'uso di insetti per l'alimentazione e la produzione di mangimi presenta vari vantaggi per l'ambiente, per la salute e per il miglioramento della condizione sociale e dei mezzi di sussistenza di varie popolazioni.
Vantaggi per l'ambiente

  • Gli insetti presentano un'alta efficienza di conversione nutrizionale perché sono animali a sangue freddo. I tassi di conversione nutrizionale per la carne (cioè quanto mangime è necessario per produrre un incremento in peso di 1 kg di un animale) variano largamente a seconda del tipo di animale e delle pratiche di allevamento utilizzate. In media, gli insetti possono convertire 2 kg di cibo in 1 kg di massa, laddove un bovino necessita 8 kg di cibo per produrre l'aumento di 1 kg di peso corporeo.
  • La produzione di gas serra da parte della maggioranza degli insetti è probabilmente più bassa di quella del bestiame convenzionale. Per esempio, i suini producono 10-100 volte più gas serra per kg di peso di quello prodotto dai vermi della farina.
  • Gli insetti possono nutrirsi di rifiuti organici come resti di cibo e prodotti umani, compost e liquami animali, e possono trasformarli in proteine di alta qualità a loro volta utilizzabili per l'alimentazione animale.
  • Gli insetti utilizzano meno acqua del bestiame convenzionale. I vermi della farina, ad esempio, sono molto più resistenti alla mancanza d'acqua dei bovini.
  • L'allevamento di insetti è meno dipendente dalla disponibilità di terreno del bestiame convenzionale.


Vantaggi per la salute
Il contenuto nutrizionale degli insetti dipende dal loro stadio vitale, dall'habitat e dalla dieta. Tuttavia è largamente accertato che:

  • Gli insetti forniscono proteine di alta qualità e nutrienti paragonabili a quelli forniti dalla carne e dal pesce.
  • Gli insetti sono particolarmente importanti come integratori dietetici per bambini sottonutriti perché molte specie presentano un'alta quantità di acidi grassi (paragonabile a quella fornita dal pesce). Essi sono anche ricchi in fibre e micronutrienti quali rame, ferro, magnesio, manganese, fosforo, selenio e zinco.
  • Gli insetti presentano un basso rischio di trasmissione di zoonosi (malattie trasmesse dagli animali all'uomo) quali l'H1N1 (influenza aviaria) o la BSE (malattia della mucca pazza).


Vantaggi per il sostentamento e la condizione sociale

  • La raccolta e l'allevamento di insetti può offrire importanti strategie per un differenziamento dei mezzi di sussistenza. Gli insetti possono essere direttamente e facilmente raccolti in natura. La raccolta e la strumentazione di base per l'allevamento richiedono tecniche semplici ed un investimento di capitale minimale.
  • Gli insetti possono essere raccolti in natura, allevati, preparati e venduti dai membri più poveri della società quali donne e lavoratori senza terra in aree rurali o urbane. Queste attività possono direttamente migliorare la dieta e fornire entrate in denaro con la vendita della produzione in eccesso in mercati popolari.
  • La raccolta e l'allevamento di insetti può quindi fornire opportunità imprenditoriali in economie sviluppate, di transizione e in via di sviluppo.
  • Insetti possono essere preparati come prodotti alimentari o mangimi in modo relativamente facile. Alcune specie possono essere consumate intere, altre possono essere anche trasformate in impasti o macinate prima di essere consumate o le loro proteine possono essere estratte e utilizzate a parte.

Per i palati più temerari anche scorpioni dorati dalla Cina e neri dalla Thailandia, scarabei consigliati come aperitivo servito in spiedini, anch'essi thailandesi; vastissima la scelta di grilli, da quelli al curry e cocco a quelli piccanti al gusto barbecue, fino a quelli al peperoncino dolce, tutti "made in Thailandia".
"Al di là della normale contrarietà degli italiani verso prodotti lontanissimi dalla nostra cultura alimentare, l'arrivo sulle tavole degli insetti solleva dei precisi interrogativi di carattere sanitario e salutistico ai quali è necessario dare risposte, facendo chiarezza sui metodi di produzione e sulla stessa provenienza e tracciabilità degli insetti", ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel ricordare che "la maggior parte dei nuovi prodotti proviene da Paesi extra Ue, come la Cina o la Thailandia, da anni ai vertici delle classifiche per numero di allarmi alimentari".

Produrre un chilo d'insetti richiede 10 volte meno cibo di un'uguale quantità di carne bovina, e spazi minimi.
Un etto d'insetti contiene mediamente circa 21 calorie, 12,9 grammi di proteine, 5 di grassi e altrettanti carboidrati, 75,8 mg di calcio, 185,3 mg di fosforo e 9,5 mg di ferro. La scienza garantisce la salubrità del loro consumo.
L'Istituto Bruno Comby di Houilles, vicino a Parigi, spiega: «In molti Paesi (Sud Africa, Colombia, Angola, Brasile, Camerun, Cina, India, Indonesia, Messico, Nuova Guinea, Tanzania,…) gli insetti sono comunemente consumati e molto apprezzati per il loro valore nutritivo e per il sapore delizioso, fin dall'alba dei tempi. In Europa, mangiamo ostriche (crude), gamberetti, lumache, uova, zampe di rana. Perché non mangiare anche gli insetti?».

Secondo il Vangelo di Marco (1:6), San Giovanni sopravvisse nel deserto mangiando "cavallette e miele selvatico": un chiaro riferimento a un uso non così insolito, al tempo, se è vero che tanto la Bibbia che il Corano invitano i fedeli a cibarsi appunto di grilli e cavallette. Gli antichi romani ne facevano un brodo… Leonardo da Vinci elencava quelli che a suo dire erano – e sono in effetti – insetti commestibili (grilli, api e alcuni bruchi) da quelli che non lo sono (ragni, coleotteri e mosconi).
Dice un intenditore: "Lo scorpione sa di gamberetto; il baco da seta sa di cereale, simile ai corn-flakes; la larva del bambù sembra formaggio, un Montasio; anche la vespa gigante sa di formaggio, con una punta di amaro che rimane per l'essicazione del veleno: non fa male perché è diventato cenere ma ti dà un bel brio di amarognolo; lo scorpione invece si gusta così: si tiene in mano tra indice e pollice il pungiglione e mangi il resto; se si lascia lo scorpione un anno nella vodka, questa da bianca diventa scura. Ottima. C'è pure la grappa con la vespa gigante."

Chissà se nel menu del prossimo cenone di fine anno troveremo qualche "novel food"!

leccalecca lecca-lecca

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