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8 marzo - Giornata Internazionale della Donna

Fu Clara Zetkin, leader dell'"Ufficio delle donne" per il Partito socialdemocratico in Germania, che suggerì l'idea di una giornata internazionale della donna: era logo il 1910 e a Copenhagen si teneva la seconda Conferenza internazionale delle donne lavoratrici. Proponeva, in sostanza, che ogni anno si tenesse, nello stesso giorno, una celebrazione in ogni paese: in quella Conferenza oltre 100 donne provenienti da 17 paesi, in rappresentanza di sindacati, partiti socialisti, club femminili e le prime tre donne elette al parlamento finlandese, accolsero unanimemente il suggerimento.
La prima "Giornata internazionale della donna" ebbe luogo il 19 marzo dell'anno successivo, il 1911: era la ricorrenza del giorno in cui, nel 1848, il re lavoro prussiano Federico Guglielmo IV sotto la minaccia di una rivolta proletaria promise, tra altre riforme, anche il voto alle donne (promessa che non avrebbe mantenuto).
Il 19 marzo 1911 più di un milione di donne e uomini parteciparono in Austria, Danimarca, Germania e Svizzera all'"International Women's Day" per il diritto al lavoro, al voto, allo studio, agli incarichi pubblici, per porre fine alla discriminazione femminile. L'attenzione a queste rivendicazioni, ed in particolare alle condizioni di lavoro, avrebbe assunto un aspetto tragico meno di una settimana dopo, quando il 25 marzo a New York l'incendio allo stabilimento "Triangle Shirtwaist" provocò la morte di oltre 120 lavoratrici, soprattutto immigrate italiane ed ebree. donne
La data fu in seguito spostata all'8 marzo: un giorno sulla cui motivazione non esiste alcuna certezza.
Un'ipotesi rimanda a un altro incendio, del quale tuttavia manca documentazione, che sarebbe avvenuto l'8 marzo 1908 nella fabbrica di abbigliamento "Cotton" di New York quando il proprietario, per ritorsione contro lo sciopero di alcune operaie, bloccò le porte di uscita causando la morte di circa 130 di loro.
Secondo altri in quel giorno del 1857 si tenne, sempre a New York, una manifestazione sindacale di operaie tessili repressa dalla polizia.
Una terza versione afferma che il cambiamento della data fu deciso nel 1921 durante la "Seconda conferenza delle donne comuniste", nell'ambito della III Internazionale comunista a Mosca. Si voleva così onorare la prima manifestazione delle operaie di Pietroburgo contro lo zarismo, la guerra, la penuria di cibo e in favore di un orario di lavoro più equo e del suffragio universale, organizzata il 23 febbraio 1917: tenuto conto della differenza tra calendario giuliano russo e calendario gregoriano europeo, la data corrisponde appunto all'8 marzo. vignetta

In Italia le donne ottennero l'emancipazione giuridica nel 1919; la prima "Giornata della donna" si tenne nel 1922 il 12 marzo, prima domenica successiva al giorno 8. Nel 1923 le donne italiane ebbero il diritto di voto alle elezioni amministrative (non a quelle politiche), diritto che non fu mai applicato a causa della riforma fascista degli enti. La "Giornata della donna" si rafforzò nel 1945 nelle zone dell'Italia già liberate dal fascismo, grazie all'Unione Donne formata da Partito Comunista, Socialista, Partito d'Azione, Sinistra Cristiana e Democrazia del Lavoro.
L'anno successivo, l'8 marzo vide l'iniziativa estesa all'Italia intera e fu scelta, come simbolo, la mimosa: un fiore povero e diffuso, fragile, che fiorisce nei primi giorni di marzo.
Nel 1975 la data fu ufficialmente riconosciuta dalle Nazioni Unite come giornata dedicata alla donna e, due anni dopo, una risoluzione dell'Assemblea Generale proclamò una "Giornata delle Nazioni Unite per i diritti della donna e la pace internazionale", come riconoscimento del ruolo della donna negli sforzi di pace e per porre fine a ogni tipo di discriminazione. Un'occasione per ricordare le conquiste sociali e politiche delle donne, la lotta contro le discriminazioni e le violenze, e far riflettere sulle condizioni di lavoro delle donne e le diseguaglianze tra uomo e donna. mimosa

La Giornata Internazionale della Donna, International Women's Day, è la storia di donne comuni, che origina da una lotta secolare delle donne per partecipare alla società su un piano di parità. Nell'antica Grecia, Lisistrata fece appello a tutte le donne perché si rifiutassero ai loro sposi fino a quando non avessero posto fine alla guerra del Peloponneso; durante la Rivoluzione francese le donne parigine marciarono su Versailles per chiedere il suffragio femminile chiedendo "libertà, uguaglianza, fratellanza".
Ed è trascorso quasi un secolo e mezzo da quando nel 1869 John Stuart Mill chiese al parlamento inglese che anche alle donne fosse dato il diritto di voto (ma si dovrà attendere il 1928 perché fosse approvato): sarà poi la Nuova Zelanda il primo paese al mondo che, il 19 settembre 1893, assicurò alle donne il diritto di voto.

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