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Stop alle cannucce

AdnKronos – 1 marzo 2018

Cinquecento anni: è il tempo necessario a smaltire una sola cannuccia di plastica, quella che utilizziamo per pochi minuti per bere ma destinata invece a restare prima pagina nell'ambiente per un tempo lunghissimo e che in Europa figura tra i primi 5 rifiuti raccolti sulle coste.
In tutto il mondo si utilizzano più di un miliardo di cannucce al giorno; solo negli Stati Uniti, secondo i dati della Plastic Pollution Coalition, ogni giorno se ne consumano 500 milioni; a Londra, circa 2 miliardi l'anno tanto che l'Evening Standard ha lanciato una petizione su Change.org per chiedere ai produttori di metterle al bando o trovare soluzioni eco sostenibili entro il 2018.
E ora anche l'associazione italiana Marevivo, dopo aver vinto la battaglia condotta su microplastiche e cotton fioc, ha deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione per ridurre l'uso delle cannucce in plastica monouso e chiede a tutti gli esercenti, bar e ristoranti, di smettere di distribuirle ai clienti, di non inserirle automaticamente nelle bevande e di spiegare ai consumatori perché è importante rinunciare ad usarle. E prevedere alternative ecologiche in carta, vetro, acciaio o bambù.
Già nel Regno Unito tantissime catene di pub, bar e ristoranti hanno rinunciato alla cannucce tradizionali in plastica preferendo quelle ecologiche. Marriott International, l'aeroporto di London City, Eurostar sono tra le ultime aziende che hanno aderito. E per volere della Regina Elisabetta, le cannucce in plastica saranno bandite dalle proprietà reali, nei ristoratori interni di Buckingham Palace, del Castello di Windsor e del Palazzo di Holyroodhouse. Lo stesso nei caffè, bar e mensa del Parlamento scozzese e anche il Museo di storia naturale di Londra ha deciso di eliminarne l'uso. prima pagina
In generale, le plastiche monouso, come le cannucce, si utilizzano soltanto una volta, per pochi minuti, e in molti casi finiscono nei nostri oceani, dove resteranno per centinaia di anni, sminuzzandosi in pezzi sempre più piccoli che vengono ingeriti dai pesci, entrando nella nostra catena alimentare. Nel 71% degli uccelli marini e nel 30% delle tartarughe è stata trovata plastica nello stomaco come dimostrano le ricerche citate dallo Strawless Ocean Movement.
"La plastica usa e getta negli ultimi anni ci ha invaso, è ovunque, è entrata a far parte della nostra vita quotidiana. Si è trasformata in un mostro invisibile - spiega Rosalba Giugni, presidente di Marevivo - e non ci siamo resi conto dei danni devastanti che stava causando alla fauna marina e al suo habitat. Le cannucce entrano nelle narici delle tartarughe e nell'esofago degli animali. Abbiamo così deciso di lanciare questa campagna perché le abitudini dell'uomo non possono sempre avere ripercussioni sugli animali e l'ambiente, soprattutto quando esistono valide alternative per evitarle".
La campagna punta anche a sensibilizzare i cittadini che possono fare a meno della cannuccia in plastica e chiedere che il locale non le usi più spiegandone le ragioni e consigliando di optare per quelle biodegradabili. Inoltre, tutti i cittadini interessati potranno partecipare alla giornate di pulizia delle spiagge e alle foci dei fiumi che saranno organizzate da Marevivo.

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