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Preti e suore: quanto guadagnano e chi paga?
di Annamaria Villafrate

Studio Cataldi – 8 aprile 2018

Come funziona e chi paga gli stipendi e le pensioni di preti, parroci (sacerdoti), monsignori, vescovi, cardinali, cappellani ospedalieri e militari. Per il Papa l'obolo di San Pietro, per frati e suore nessuna retribuzione

Quanto guadagnano i preti? E le suore? Hanno uno stipendio, hanno vitto e alloggio, vanno in pensione? E il papa come vive? Molti di noi si saranno fatti queste immagine domande, anche perché, vocazione a parte, è chiaro che chi ha scelto la vita religiosa in qualche modo dovrà essere economicamente sostenuto. Il dubbio è: chi paga i prelati? Le casse dello Stato e, quindi, i cittadini?
Vediamo dunque come funziona:

Stipendi di preti e suore: la disciplina
La chiesa è una struttura gerarchica: chi ha un ruolo più importante riceve uno stipendio proporzionato alle responsabilità e alle mansioni da svolgere. Un parroco quindi riceverà un compenso più basso rispetto a quello di un vescovo. Stesso discorso per la pensione.
La disciplina di stipendi e pensioni dei componenti del clero trova la sua fonte nelle seguenti norme:

  • Legge n. 222 del 20 maggio 1985 "Disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi"
  • Legge n. 512 del 1° giugno 1961 "Stato giuridico, avanzamento e trattamento economico del personale dell'assistenza spirituale alle Forze armate dello Stato".

Stipendi di parroci, preti e cardinali
La parrocchia è la circoscrizione territoriale più piccola ed è gestita dal parroco, il responsabile della cura spirituale dei fedeli.
Il parroco è un sacerdote che ha ricevuto il sacramento dell'Ordine Sacerdotale, che gli permette di celebrare Messa e compiere tutti i compiti del ministero pastorale.
Il sacerdote diocesano si impegna a rispettare tre promesse che presuppongono una sua coercizione personale: celibato, obbedienza al proprio vescovo, preghiera e santificazione.
Il sacerdote vive in una parrocchia di cui è responsabile in qualità di parroco. In base alle dimensioni della comunità religiosa, può essere assistito da uno o più preti.
Passando nel dettaglio agli stipendi del clero:

  • i parroci percepiscono una retribuzione mensile di 1200 euro, importo che aumenta con l'anzianità e i servizi svolti;
  • i preti invece circa 1000 euro al mese.
    Può accadere che preti e parroci siano anche insegnanti di religione cattolica nelle scuole. In questo caso però i due stipendi non si sommano, perché allo stipendio da docente viene sommata la somma necessaria per raggiungere l'importo di 1000 euro o 1200 euro sopra indicati.
    I sacerdoti fanno parte del clero diocesano e hanno come diretti superiori:
  • i vescovi che, ricoprendo una carica più importante, percepiscono uno stipendio mensile di 3000 euro;
  • i cardinali, che possono raggiungere l'importo mensile 5000 euro, a cui si vanno a sommare i gettoni di presenza per la partecipazione alle attività politiche dello Stato Vaticano.
  • All'interno della Chiesa cattolica, il titolo aggiuntivo di monsignore è conferito ad arcipreti o arcivescovi. Esso può essere attribuito in ragione della sede o della singola persona. I monsignori fanno parte degli organi direttivi e politici del clero e il loro stipendio dipende dalle funzioni svolte e dalle cariche rivestite.

Il Papa quanto guadagna?
Il Papa non percepisce uno stipendio, ma ha il diritto di prelevare liberamente quanto gli occorre da un istituto, finanziato dalle donazioni spontanee dei fedeli (Obolo di San Pietro), che si occupa delle opere caritatevoli della Chiesa Cattolica.

Stipendio dei cappellani militari
I cappellani sono quei sacerdoti che prestano assistenza all'interno degli ospedali. L'importanza e la delicatezza del loro ruolo prevede il riconoscimento, in loro favore, di uno stipendio che può anche superare i 1200 euro mensili previsti per il parroco.

Quanto guadagnano i frati?
I frati (sacerdoti religiosi) invece sono coloro che hanno fatto voto di povertà, castità e obbedienza. Fanno parte di un ordine o di un istituto religioso (gesuiti, francescani, domenicani, carmelitani, …), rispondono a un superiore della medesima istituzione religiosa di cui fanno parte e vivono in convento come membri di una famiglia.
Il frate, a differenza del sacerdote, fa un voto di povertà con cui si assume l'impegno a vivere in un certo modo, rinunciando realmente a ogni proprietà presente e futura. I frati sono fratelli nullatenenti e poveri nella stessa misura.
E' chiaro che, avendo fatto voto di povertà, i frati non percepiscono alcuno stipendio. Nulla vieta loro però di svolgere qualsiasi altro lavoro, come un qualunque cittadino. Per cui il loro stipendio è quello stabilito dai contratti collettivi di lavoro per qualsiasi altro cittadino.

Le suore percepiscono uno stipendio?
Alle suore non è riconosciuto alcuno stipendio a meno che, come i frati, non abbiano un lavoro esterno alla loro funzione religiose. La condizione delle suore italiane è, al pari di tutte le donne che lavorano, profondamente ingiusta. Non è infrequente infatti che siano loro a occuparsi delle parrocchie, cucinando, facendo le pulizie e assistendo il parroco in tutte le incombenze domestiche, senza ricevere alcunché. Un problema economico che nasconde la difficoltà di un clero, tutto al maschile, a riconoscere il lavoro svolto da queste figure religiose.

Chi paga lo stipendio dei sacerdoti?
I sacerdoti ricevono lo stipendio dall'Istituto centrale per il sostentamento del clero (I.C.S.C.): organismo fondato dalla Conferenza episcopale italiana (C.E.I.), che ha il compito di gestire gli stipendi del clero, di garantire il supporto assistenziale e previdenziale e di curare i rapporti con la Pubblica amministrazione.

Cei: cos'è e cosa fa
La C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana) è l'assemblea permanente dei vescovi italiani.
Ad essa spettano le seguenti funzioni:

  • prendere decisioni su chiesa e clero;
  • regolare la materia economica;
  • fissare le soglie di reddito di chi ricopre un ruolo ecclesiastico, tenendo conto a tale fine anche di lavori extra e incarichi speciali.

Istituto sostentamento del clero: competenze
L'Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero (I.C.S.C.) è la persona giuridica canonica pubblica perpetua, con sede in Roma che:

  • eroga agli istituti diocesani e interdiocesani le risorse necessarie per integrare le remunerazioni dei sacerdoti prestano servizio per la diocesi;
  • svolge funzioni di assistenza e previdenza integrativa e autonoma per il clero;
  • cura i rapporti con le Amministrazioni italiane nell'interesse degli Istituti diocesani e interdiocesani per il sostentamento del clero.
    Ogni diocesi infatti può fare riferimento a un istituto locale speciale per il sostentamento del clero, che ha come diretto superiore quello centrale di Roma.

Chi paga gli stipendi dei sacerdoti?
Per ricevere lo stipendio, ogni sacerdote è tenuto annualmente a compilare e consegnare all'istituto locale per il sostentamento locale competente un documento in cui dichiara tutte le sue attività e l'anzianità di servizio.
L'istituto locale, a sua volta, comunica questa dichiarazione all'Istituto centrale per il sostentamento del clero, che se rileva che il reddito del sacerdote è inferiore alla soglia fissata dalla C.E.I. provvede a integrarlo.
L'Istituto centrale per il sostentamento del clero è sostenuto, tra l'altro, dall'otto per mille che i cittadini decidono di destinare alla Chiesa in fase di dichiarazione dei redditi. Per cui anche le donazioni contribuiscono a pagare gli stipendi di preti, sacerdoti, vescovi e cardinali.

Lo stipendio dei preti militari
I cappellani militari sono sacerdoti che lavorano per le forze armate italiane. Esiste infatti una particolare categoria di religiosi, che fanno parte dell'Ordinariato militare, che hanno il compito di assistere e confortare i militari. Questi religiosi sono ufficiali militari, arruolati come tali nelle forze armate e con uno stipendio che raggiungere e superare i 4.000 euro al mese, che viene pagato dallo Stato Italiano, ossia da tutti i cittadini italiani.
Gli arcivescovi militare poi, parificati ai generali di corpo d'armata, possono anche superare i 9000 euro al mese.

La pensione dei sacerdoti
I sacerdoti, come tutti i lavoratori a stipendio fisso hanno diritto alla pensione, che viene loro erogata dall'I.N.P.S. Questo perché l'Istituto Nazionale di previdenza Sociale gestisce il fondo pensionistico del clero, in cui vengono versati i contributi previdenziali dei religiosi, che la C.E.I., tramite I.C.S.C. dà ai suoi "dipendenti."
Dall'ordinazione a sacerdote o dall'inizio del ministero fino alla data di decorrenza della pensione di vecchiaia o d'invalidità, infatti i sacerdoti secolari cattolici e i ministri di tutte le confessioni religiose sono obbligati a iscriversi al fondo.
Per quanto riguarda le altre figure ecclesiastiche, come le suore, ad esempio, è prevista invece la pensione sociale, che si aggira attorno ai 500 euro.

Donazioni private alla Chiesa: che fine fanno?
Non è infrequente che i fedeli che non hanno parenti stretti a cui lasciare i loro beni decidano di fare donazioni o lasciti testamentari in denaro o beni immobili alla Chiesa. In questo caso si possono verificare due ipotesi:

  • se il donante specifica che l'abitazione o il denaro sono destinati personalmente al prete o al sacerdote, il donatario può disporne come meglio desidera;
  • se invece la donazione o il lascito testamentario nulla precisano al riguardo, il destinatario può a sua volta darlo in beneficenza.

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