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Accise benzina
di Annamaria Villafrate

Studio Cataldi – 23 settembre 2018

Le accise sulla benzina non fanno che aumentarne il costo. Vediamo di capire che cosa sono le accise, come sono disciplinate e se c'è la possibilità di tagliarle o aumenteranno ancora

Uno degli argomenti caldi degli ultimi giorni riguarda le accise sulla benzina. In effetti ogni volta che lo Stato ha difficoltà a reperire i fondi necessari per affrontare situazioni di emergenza, la prima cosa che fa è aumentare il costo della benzina. foto
Consumatori arrabbiati, politici che promettono ad ogni legislatura di ridurre le accise… insomma una gran confusione.
Cerchiamo, quindi, di capire insieme come sono disciplinate le accise, cosa sono, come si applicano, chi le paga, i prodotti che ne sono gravati, le aliquote in vigore, chi sono i soggetti che le gestiscono e infine se ci sono possibilità effettive di tagliarle.
Accise: disciplina
La normativa di riferimento sulle accise in Italia è il "Testo Unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative" dlgs. n. 504/1995 modificato dal dlgs. 2 febbraio 2007 n. 26 di attuazione della direttiva 2003/96/CE, che ha definito a livello comunitario la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità.
La Direttiva ha riformato la tassazione per i prodotti energetici e l'elettricità e ha fissato aliquote minime che tutti gli Stati dell'Unione devono rispettare. In questo modo si è proseguita l'attività iniziata con la direttiva 92/12/CEE del Consiglio, che ha istituito il regime generale dell'accisa in ambito europeo, armonizzandone l'applicazione nei vari paesi membri.

Il latino accidere significa "cadere sopra": accisa è un tributo applicato sulla produzione o sul consumo di determinati beni, detto anche imposta di consumo, imposta di produzione e imposta erariale.
Si applica in genere a prodotti di largo consumo (in proporzione all'uso) e assicura un gettito immediato.

Cosa sono le accise
L'art. 1 del suddetto TU definisce le accise come "l'imposizione indiretta sulla produzione o sul consumo dei prodotti energetici, dell'alcole etilico e delle bevande alcoliche, dell'energia elettrica e dei tabacchi lavorati (…)."
Ai sensi dell'art 2 TU l'obbligo tributario insorge "al momento della loro fabbricazione, compresa l'estrazione dal sottosuolo qualora l'accisa sia applicabile, ovvero della loro importazione."
Essa è esigibile nel momento in cui il prodotto che ne è gravato viene immesso in consumo, ma anche quando si accerta che non sussistono le condizioni d'impiego necessarie a beneficiare di un'aliquota ridotta o di un'esenzione.
Come vengono applicate
Le accise sono imposte su fabbricazione e vendita sui prodotti di consumo, che vengono calcolate in misura percentuale sull'unità del prodotto che ne è colpito. Ad esempio su oli e Gpl l'accisa è calcolata in misura percentuale su un chilo di prodotto, mentre quella sulla benzina su ogni litro.
L'accisa è un tributo indiretto, perché è pagata dal produttore, che poi però la fa ricadere sul consumatore finale.
Accise: i prodotti assoggettati
Limitatamente alla materia trattata, ovvero la benzina, l'art. 21 prevede che sono sottoposti a imposizione in base alle aliquote di accisa contenute nell'allegato 1 del TU "a) benzina con piombo (codici NC 2710 11 31, 2710 11 51 e 2710 11 59); b) benzina (codici NC 2710 11 31, 2710 11 41, 2710 11 45 e 2710 11 49)."
Chi paga le accise
A definire i soggetti obbligati a sostenere il costo delle accise è il comma 4 dell'art. 2 TU 504/1995 che così dispone: "E' obbligato al pagamento dell'accisa: a) il titolare del deposito fiscale dal quale avviene l'immissione in consumo e, in solido, i soggetti che si siano resi garanti del pagamento ovvero il soggetto nei cui confronti si verificano i presupposti per l'esigibilità dell'imposta; b) il destinatario registrato che riceve i prodotti soggetti ad accisa alle condizioni di cui all'articolo 8; c) relativamente all'importazione di prodotti sottoposti ad accisa, il debitore dell'obbligazione doganale individuato in base alla relativa normativa e, in caso di importazione irregolare, in solido, qualsiasi altra persona che ha partecipato all'importazione."
Le esenzioni
L'art. 17 del TU stabilisce in quali casi i prodotti normalmente gravati dal costo delle accise, ne sono esentati. In particolare, ecco cosa stabilisce la norma: "1.I prodotti soggetti ad accisa sono esenti dal pagamento della stessa quando sono destinati: a) ad essere forniti nel quadro di relazioni diplomatiche o consolari; b) ad organizzazioni internazionali riconosciute ed ai membri di dette organizzazioni, nei limiti ed alle condizioni fissate dalle relative convenzioni o accordi; c) alle Forze armate di qualsiasi Stato che sia parte contraente del Trattato del Nord Atlantico, per gli usi consentiti, con esclusione delle Forze armate nazionali; d) ad essere consumati nel quadro di un accordo stipulato con Paesi terzi o con organizzazioni internazionali che consenta per i medesimi prodotti anche l'esenzione dall'imposta sul valore aggiunto."
Accise: gestione, accertamento e sanzioni
La gestione delle accise per alcuni prodotti, come i tabacchi ad esempio, è dei Monopoli di Stato, mentre per altri, tra cui la benzina, dell'Agenzia delle Dogane, entrambi competenti, per i rispettivi prodotti, all'accertamento delle violazioni e all'applicazione delle sanzioni amministrative relative alle violazioni accertate nel loro ambito territoriale, ai sensi dell'art. 19 TU 504/1995.
Accise sul carburante: cosa hanno finanziato
In Italia il costo del carburante è aumentato, in virtù dell'applicazione delle accise, in diverse occasioni. In tutti i casi in cui nel nostro paese si è verificata un'emergenza che ha reso necessaria la raccolta rapida di fondi, infatti, si è pensato bene di aumentare il costo del carburante con il meccanismo delle accise.
Vediamo in ordine cronologico l'ammontare delle varie accise che si sono succedute nel tempo e che cosa hanno dovuto finanziare:

  • 0,000981 euro: Guerra d'Etiopia 1935-1936;
  • 0,00723 euro: Crisi di Suez 1956;
  • 0,00516 euro: frana e conseguente rottura della diga del Vajont 1963;
  • 0,00516 euro: alluvione di Firenze 1966;
  • 0,00516 euro: sisma del Belice 1968;
  • 0,0511 euro: terremoto del Friuli 1976;
  • 0,0387 euro: sisma dell'Irpinia 1980;
  • 0,106 euro: guerra del Libano 1983;
  • 0,0114 euro: missione in Bosnia 1996;
  • 0,02 euro: rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004;
  • 0,005 euro: acquisto autobus ecologici 2005;
  • 0,0051 euro: terremoto dell'Aquila 2009;
  • da 0,0071 a 0,0055 euro: finanziamento alla cultura 2011;
  • 0,04 euro: arrivo migranti successivo alla crisi libica 2011;
  • 0,0089 euro: alluvione Liguria e Toscana 2011;
  • 0,082 euro: (0,113 sul diesel) decreto "Salva Italia" 2011;
  • 0,02 euro: terremoti Emilia 2012.

Questo elenco di accise dall'entrata in vigore del TU 504/1995, sono state sostituite da un'unica voce di spesa generale, senza vincoli precisi.
Accise: aliquote vigenti
La Direzione dell'Agenzia delle Dogane, per la materia trattata che qui interessa, ha pubblicato un documento riportante le "Aliquote di imposta vigenti nel settore delle accise" decorrenti dal primo gennaio 2017, che come prima voce della tabella, riporta il valore della accisa sulla benzina pari a € 728,40 per mille litri, ossia 0,7284 a litro.
Dal 2019 la benzina aumenterà ancora?
Alla luce di quanto detto la benzina vi sembra "cara"? Beh, allora sappiate che dal 2019, in virtù del dl. 91/2014 emanato durante il Governo Renzi, che finanzia anche il meccanismo di Aiuto alla crescita economica (ACE) all'art 19, lettera b) è previsto un "aumento, a decorrere dal 1° gennaio 2019, disposto con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli da adottare entro il 30 novembre 2018, dell'aliquota dell'accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché dell'aliquota dell'accisa sul gasolio usato come carburante (…) in misura tale da determinare maggiori entrate nette non inferiori a 140,7 milioni di euro nel 2019, a 146,4 milioni di euro nel 2020 e a 148,3 milioni di euro a decorrere dal 2021; il provvedimento è efficace dalla data di pubblicazione sul sito internet dell'Agenzia."
Senza dimenticare che da diversi anni anche le Regioni possono introdurre accise sulla benzina, per sostenere la finanza locale e che in ogni caso l'Europa ci impone una quota minima di questa imposta. Una bella gatta da pelare per il Governo attuale, che negli ultimi giorni è tornato sul tema delle accise, manifestando la volontà di dar loro una decisa sforbiciata!

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